Difesa europea, i leader Ue sono divisi tra autonomia strategica e cooperazione con la Nato

L'incontro dei leader Ue al castello di Brdo.

I leader europei hanno discusso martedì 5 ottobre della difesa europea, dibattendo sulla necessità di potenziare la propria capacità di agire in maniera indipendente oppure se rafforzare la cooperazione con la Nato, ma senza giungere a un risultato.

La questione della difesa europea resta ancora un punto divisivo tra gli Stati membri dell’Ue, nonostante la geopolitica globale faccia capire quanto una risposta unitaria alle crisi che ci si trova ad affrontare sia quanto mai necessaria.

I leader dell’Ue, riuniti nella serata di martedì 5 ottobre a Kranj, in Slovenia, in vista del vertice con i Balcani occidentali, hanno tenuto una riunione informale dove non erano previste decisioni ufficiali o documenti da firmare.

Nelle sue conclusioni non ufficiali, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha dichiarato che l’Ue “è pronta a collaborare con alleati e partne con mentalità simile, in particolare gli Stati Uniti e la Nato che sono la pietra fondante della nostra sicurezza”.

“Dalle crisi recenti abbiamo tratto lezioni e siamo pronti a metterle in pratica per consolidare i nostri punti di forza e ridurre le nostre dipendenze critiche”, ha proseguito, aggiungendo che per diventare più efficiente e rilevante sul piano internazionale l’Ue deve aumentare la sua capacità di agire in autonomia.

L’idea di un’Europa più efficiente a livello internazionale ritorna periodicamente nelle discussioni del Consiglio, tanto che l’Alto rappresentante per gli affari esteri Josep Borrell e la sua squadra diplomatica stanno lavorando sulla Bussola strategica europea, con una proposta che dovrebbe essere preparata a novembre.

L’idea ricalca il concetto strategico della Nato e punta a definire future minacce, obiettivi e ambizioni in materia di difesa, concentrandosi contemporaneamente su sei nuove aree di sviluppo comune di armi, tra cui carri armati e aerei caccia.

La  proposta coprirà la gestione delle crisi, la resilienza, lo sviluppo delle capacità e le partnership, come confermato da alcuni funzionari Ue. La prima bozza sarà presentata ai leader europei nel loro prossimo Consiglio di dicembre, mentre l’adozione dovrebbe avvenire a marzo durante il semestre di presidenza francese.

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L’Europa unita nascerà solo se arriverà a definire il proprio ruolo nel mondo, assumendosene in quanto tale le relative responsabilità. In questo senso l’approvazione dello Strategic Compass potrebbe essere un passaggio importante, da collegare ai lavori della Conferenza sul futuro …

Autonomia strategica e ambizioni francesi

Il presidente francese Emmanuel Macron porta avanti da anni il concetto di ‘autonomia strategica’ europea, un principio che però deve prima essere chiarito con gli Stati membri per comprendere appieno il significato.

“C’è ampio sostengo all’idea di un approccio multilaterale”, ha detto un funzionario Ue presente, “e c’è anche grande sostegno perché la Nato tenga conto delle esigenze di tutti”. Macron ha dichiarato al suo arrivo che l’Europa deve “lavorare in buona fede con i suoi alleati storici” ma anche ricercare “la sua sovranità e autonomia”.

Macron ha dichiarato che terrà dei colloqui con il presidente americano Biden a margine del G20 di questo mese in Italia, con lo scopo di ottenere chiarimenti e un nuovo impegno da parte degli Stati Uniti. “Ma dobbiamo essere chiari anche con noi stessi su quello che vogliamo, sui confini, la sicurezza, l’energia, l’indipendenza militare, industriale e tecnologica”, ha aggiunto.

Durante la cena informale al castello di Brdo, Macron ha illustrato la sua ambiziosa visione “Europe First”, ma diversi leader europei temono che il suo approccio sia troppo rischioso per la volontà di tagliar fuori gli Stati Uniti e lo vedono come un tentativo di guardare prima al benessere del suo Stato.

“Quello che è successo con l’Aukus non è lontano dalla realtà europea. Non c’è dubbio che gli sviluppi globali sulla sicurezza richiedano una risposta europea adeguata”, ha detto un diplomatico dell’Europa occidentale. “Ma la risposta non può essere una politica di acquisto dalla Francia”, ha aggiunto.

Il termine “Bussola strategica” è stato pensato per soddisfare quei Paesi che non vedono di buon occhio una strategia europea sulla sicurezza propriamente detta. Tra questi, la maggior parte dell’Est Europa e i membri della Nato che contano sull’alleanza transatlantica per la loro sicurezza.

Nelle sue conclusioni dopo l’incontro, il presidente Michel ha confermato l’intenzione di lavorare a una nuova dichiarazione politica con la Nato prima del summit del 2022. Allo stesso tempo, molte proposte per strumenti di difesa europea sono state portate avanti nell’ultimo periodo.

Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva affrontato il tema nel suo discorso sullo Stato dell’Unione del 15 settembre, chiedendo una difesa europea più forte. Aveva però anche espresso la volontà di lavorare strettamente anche con la Nato.

Le recenti proposte europee hanno attirato le critiche dall’Europa dell’Est e da quei membri che dipendono dalla Nato per la difesa. Il primo ministro lettone Krišjānis Kariņš ha espresso le preoccupazioni di molti, dicendo che “l’alleanza Ue-Nato non deve essere in alcun modo compromessa”.

Anche il segretario generale dell’alleanza transatlantica Jens Stoltenberg ha espresso il suo scetticismo sull’idea di una strategia autonoma di difesa dell’Ue. “Qualsiasi tentativo di indebolire il legame transatlantico creando strutture alternative dividerà l’Europa”, ha detto.

Stoltenberg, facendo riferimento all’alleanza Aukus tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti, ha dichiarato di comprendere la delusione della Francia, ma di non credere in “nessuno sforzo per cercare di fare qualcosa al di fuori del quadro della Nato, competere o duplicarla, perché rimane il fondamento per la sicurezza europea e nordamericana”.