Dialogo digitale Cina-Ue: la sfida della via europea

Il vicepresidente della Cina Liu He. [EPA-EFE/ERIK S. LESSER]

L’esecutivo di Bruxelles ha tenuto il suo primo dialogo digitale ad alto livello con la Cina. Sul tavolo questioni come la definizione degli standard delle tecnologie, l’intelligenza artificiale e la sicurezza.

Giovedì 10 settembre la Commissione europea ha tenuto il suo primo dialogo digitale ad alto livello con la Cina, in preparazione della videoconferenza tra i leader Ue e cinesi del 14 settembre, presieduto dalla vicepresidente esecutiva responsabile dell’Agenda digitale, Margrethe Vestager, e dal vicepresidente della Cina, Liu He. Al centro del confronto questioni chiave come la definizione degli standard delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’intelligenza artificiale, la sicurezza dei prodotti degli articoli venduti online, la tassazione digitale e la ricerca e l’innovazione.

Durante l’incontro online i funzionari europei hanno sottolineato che la sorveglianza delle minoranze etniche in Cina viola i principi internazionali sull’uso dell’intelligenza artificiale e rappresenta una seria preoccupazione per il Vecchio Continente. La presa di posizione dei vertici europei arriva a seguito delle proteste nate in Occidente dopo la notizia che Pechino sta sottoponendo il suo gruppo di minoranza musulmana uigura al monitoraggio digitale di massa o e all’internamento nei campi di prigionia.

L’esecutivo Ue ha presentato la sua strategia digitale e ha sottolineato le sue priorità per promuovere la reciprocità, la concorrenza leale e i diritti fondamentali, sottolineando la necessità di sostenere un ambiente digitale globale, aperto, stabile, pacifico e sicuro.

“Questo primo dialogo si è tenuto oggi in un’atmosfera costruttiva – ha sottolineato la vicepresidente della Commissione Ue Margrethe Vestager – .L’Europa e la Cina avranno entrambe un ruolo nel definire il modo in cui gli sviluppi tecnologici globali andranno avanti. Il dialogo è quindi necessario per promuovere la cooperazione, ma anche per affrontare le divergenze che abbiamo, come sulla reciprocità, la protezione dei dati e i diritti fondamentali”.

Lo scontro con gli Stati Uniti e il ruolo dell’Ue

Secondo il South China Morning Post, Pechino intendeva sfruttare l’occasione per promuovere un’iniziativa per la sicurezza globale dei dati, volta a contrastare l’offensiva di Washington contro Huawei. L’iniziativa sollecita le aziende tecnologiche a impedire la creazione delle cosiddette ‘backdoor’ in prodotti e servizi che potrebbero consentire di accedere illegalmente ai dati, nonché ai partecipanti di rispettare la sovranità, la giurisdizione e i diritti di gestione dei dati di altri Paesi. Inoltre impegna i partecipanti a evitare la sorveglianza su larga scala di altri Paesi o l’acquisizione illegale delle informazioni di cittadini stranieri con le tecnologie. La mossa cinese è arriva a un mese dopo che gli Stati Uniti hanno presentato il “Clean Network”, il piano di Pompeo per boicottare Huawei e Tik Tok.

L’Europa si trova nel mezzo di questa competizione senza esclusione di colpi e ha di fronte a sé una duplice sfida: non cedere alle pressioni americane e allo stesso tempo rafforzare i suoi meccanismi di controllo per evitare che gli investimenti cinesi non rappresentino una minaccia per la sicurezza dei cittadini europei.