Da Draghi a Mitsotakis: leader Ue in Libia per salvaguardare gli interessi strategici

Il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi in visita in Libia. [Stringer/EPA/EFE]

Il presidente del Consiglio Mario Draghi e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis  martedì (6 aprile) sono stati in visita ufficiale a Tripoli. Prima di loro altri leader Ue si sono recati in Libia per portare il proprio sostegno al processo di riconciliazione nazionale e al nuovo governo di unità nazionale e salvaguardare gli interessi nazionali ed europei.

Domenica 4 aprile era stata la volta del presidente del Consiglio Ue Charles Michel, che aveva incontrato il premier del governo di unità nazionale (Gnu), Abdul Hamid Dbeibah, il nuovo presidente di turno del Consiglio presidenziale, Mohamed Yunis al Menfi, e la ministra degli esteri libica, Najla Al Mangoush.

Durante i colloqui, Michel ha annunciato che l’ambasciatore dell’Unione europea tornerà permanentemente a Tripoli a partire da fine aprile. Michel ha promesso inoltre che l’Europa intensificherà il suo impegno in Libia sul fronte della ricostruzione. Come unica precondizione il presidente del Consiglio europeo ha chiesto che i combattenti stranieri lascino la Libia, definendo cruciali per la pace il rispetto del cessate il fuoco e dell’embargo sulle armi.

Il primo viaggio all’estero di Draghi

Per Draghi quello a Tripoli è stato il primo viaggio all’estero da quando è entrato in carica a metà febbraio. “Questo è un momento unico per la Libia”, con un nuovo governo di unità in atto, ha dichiarato il premier in conferenza stampa, accanto al primo ministro ad interim Abdul Hamid Dbeibah.

Il mese scorso il Parlamento ha confermato Dbeibah per guidare la Libia alle elezioni del 24 dicembre. L’ultimo governo della Libia spera di riunire le forze rivali, in particolare i due campi principali a est e a ovest, che sono stati sostenuti ciascuno da potenze straniere.

Il parlamento mercoledì (10 marzo) ha approvato un governo di unità per condurre la nazione nordafricana devastata dalla guerra alle elezioni di dicembre, un passo fondamentale per porre fine a un decennio di caos.

“Il prerequisito per poter andare avanti con coraggio è che il cessate il fuoco continui e sia rigorosamente osservato”, ha sottolineato Draghi. “Voglio rimarcare – ha aggiunto il presidente del Consiglio – che è un momento unico per la Libia, il governo di unità nazionale riconosciuto e legittimato dal Parlamento sta procedendo alla riconciliazione nazionale. È un momento unico per ricostruire quella che è stata l’antica amicizia e vicinanza che non ha mai conosciuto pause”.

L’Italia è un importante partner commerciale per la Libia. Il Paese è molto importante per le attività di estrazione dell’Eni, che è un attore chiave della regione.

Durante la conferenza stampa è stato toccato anche il tema dei flussi migratori. La Libia, infatti, è una delle rotte principali per i migranti che cercano di raggiungere l’Europa, e la situazione di caos in cui versa il Paese a consentito ai trafficanti di esseri umani di arricchirsi a discapito di coloro che cercano un futuro migliore. Draghi ha  espresso “soddisfazione” per quello che la Libia fa “nei salvataggi”. “Il problema non è solo geopolitico – ha aggiunto – è anche umanitario e in questo senso l’Italia è uno dei pochi Paesi che tiene attivi i corridoi umanitari”.

Il termine salvataggi, ha suscitato le critiche dell’Ong impegnate a fianco dei migranti, che hanno ricordato le condizioni estreme alle quali sono costrette le tante persone che si trovano nei campi libici. “Un salvataggio in mare si conclude solo all’arrivo in un porto sicuro. Se migranti e rifugiati vengono riportati in Libia – ha dichiarato ad Avvenire Medici senza frontiere – si tratta di una condanna alla violenza e alla brutalità nei centri di detenzione. C’è poco da essere soddisfatti”.

La visita del premier greco

Anche il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis è arrivato a Tripoli martedì, per riaprire l’ambasciata del suo paese, seguendo l’esempio di Francia e Malta.

“Gli sviluppi dell’ultimo decennio hanno limitato le nostre relazioni economiche, ma la presenza di imprenditori greci in Libia non è mai stata interrotta”, ha ricordato Mitsotakis ai giornalisti. “Ora che la situazione si è stabilizzata, l’interesse sta riemergendo”.

Durante il conflitto libico, Atene ha sostenuto Khalifa Haftar, dopo che il governo di accordo nazionale riconosciuto dall’Onu ha firmato un controverso accordo marittimo con la Turchia nel 2019. Atene si oppone ferocemente all’accordo con Ankara, che rivendica gran parte del Mediterraneo per l’esplorazione energetica, in contrasto con le rivendicazioni rivali di Grecia e Cipro.

Mitsotakis durante la visita a Tripoli ha dichiarato: “Questa nuova fase delle nostre relazioni ci permetterà di correggere e cancellare gli errori fatti durante la fase precedente”. Inoltre ha chiesto “la cancellazione dei documenti illegali presentati come accordi tra Stati, anche se non hanno alcun valore legale”.

Dbeibah dal canto suo ha detto che la Libia è “pronta a istituire commissioni congiunte con la Grecia per riprendere le discussioni sulla demarcazione dei confini marittimi e definire la zona economica esclusiva per ogni paese tra Creta e la Libia”. Dbeibah ha anche chiesto alle nazioni europee di riaprire lo spazio aereo agli aerei libici.

Nessuna compagnia aerea straniera attualmente vola in Libia per motivi di sicurezza, e i voli internazionali – verso Tunisia, Turchia ed Egitto – sono operati da compagnie libiche.

Lunedì 5 aprile anche il primo ministro maltese Robert Abela si era recato a Tripoli per annunciare la riapertura della sua ambasciata, oltre a promettere che i collegamenti aerei sarebbero stati ” ripristinati”.

Gli incontri in Libia sono avvenuti mentre il presidente del consiglio presidenziale del paese, Mohammad Younes Menfi, annunciava la formazione di un’alta commissione di riconciliazione nazionale. Menfi ha detto che la commissione è stata incaricata “di riunire i libici, riparare e rendere giustizia”. L’inviato speciale dell’Onu Jan Kubis ha detto che la commissione spera di “promuovere l’unità, la tolleranza, la giustizia, i diritti umani e di ripristinare il tessuto sociale”.

Il rapido susseguirsi di visite diplomatiche a Tripoli da parte di vari Paesi che hanno forti interessi sul Mediterraneo dimostra come i Paesi Ue abbiano urgenza di riallacciare i rapporti con il nuovo governo per salvaguardare i tanti interessi strategici nel Paese. Da risorse come il gas e il petrolio, alla questione migratoria.