Cuba, l’inviato Ue scrive a Biden per togliere le sanzioni contro L’Avana: scatta il richiamo di Bruxelles

File ai distributori a L'Avana causate dell'embargo Usa sul petrolio. [EPA-EFE/Yander Zamora]

Monta la polemica per l’iniziativa del diplomatico europeo dopo la lettera aperta al Presidente Usa. Un gruppo di europarlamentari ha chiesto a Borrell la sostituzione immediata del diplomatico.

Polverone a Bruxelles dopo che l’inviato dell’Unione europea a Cuba, lo spagnolo Alberto Navarro, ha scritto al presidente Usa Joe Biden chiedendo di eliminare le sanzioni contro L’Avana. Il diplomatico europeo è stato richiamato alla base “per fornire spiegazioni” all’alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di Sicurezza Josep Borrell, come riporta l’agenzia Afp dopo le dichiarazioni di un portavoce dell’ufficio del capo della diplomazia Ue.

Nel frattempo, ha comunicato il braccio destro di Borrell, un gruppo di 16 eurodeputati ha chiesto la sostituzione di Navarro. “Riteniamo che l’ambasciatore non sia degno dell’alta carica che occupa e che gli è stata affidata e le chiediamo di procedere alla sua immediata sostituzione”, hanno scritto nella lettera i parlamentari appartenenti ai gruppi Ppe, Renew Europe ed Ecr.

La posizione della Commissione europea è comunque critica verso le sanzioni americane, come ribadito dallo stesso Borrell nella conferenza stampa con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov durante la burrascosa visita a Mosca del mese scorso.

La Cuba socialista rappresenta una spina nel fianco degli Stati Uniti da quando la rivoluzione castrista ha trionfato sull’isola nel 1959 e, in particolare, con la Crisi dei missili del ’62. Con la fine della Guerra fredda i rapporti hanno visto alcuni alti e bassi.

La netta discontinuità dell'amministrazione Biden rispetto a quella Trump

Fin dalle prime mosse l’amministrazione Biden si sta caratterizzando per una netta discontinuità da quella precedente di Donald Trump. Gli Stati Uniti stanno partecipando alle attività delle organizzazioni internazionali e rientrando negli accordi che erano stati precedentemente abbandonati.

L’inizio del cambio di rotta si è avuto con Barack Obama, che aveva fatto importanti passi per il miglioramento dei rapporti, togliendo Cuba dalla ‘lista nera’ degli stati che sostengono il terrorismo e visitando ‘l’isola rossa’ nel 2016 (88 anni dopo l’ultima visita di un presidente Usa a L’Avana).

Il successore Donald Trump, invece, ha lavorato alacremente per rimettere in difficoltà i rapporti, inasprendo le restrizioni sui viaggi e sui trasferimenti di denaro tra le due nazioni, oltre ad imporre sanzioni sulle spedizioni di petrolio venezuelano verso l’isola.

L’economia cubana, in gran parte rimasta nelle mani dello Stato, è stagnante da anni e nel 2020 ha subito una contrazione dell’11% a causa delle sanzioni statunitensi che, se associate al crollo diametrale del turismo causato dalla pandemia Covid-19, contribuiscono ad aggravare una situazione già complessa.

In ogni caso Washington, con l’attuale presidente Joe Biden, è comunque intenzionata a rivedere la politica statunitense nei confronti di Cuba, come annunciato dalla Casa Bianca lo scorso gennaio dopo l’insediamento della nuova amministrazione Usa.