Crisi Ucraina: aumento dei militari Usa nell’est Europa se la Russia invade. Colloqui Biden-Putin

Un trasferimento di mezzi militari Usa in Europa [EPA/CARSTEN KOALL]

Il presidente Usa avverte Mosca dopo le notizie su un possibile attacco a gennaio 2022, mentre il 7 dicembre si terrà il video-vertice tra i due leader, il Cremlino: “Difficile che ci siano svolte”, ma la Casa Bianca parla di eventuali sanzioni cui si è unita anche l’Unione europea. Ipotesi di una ‘Yalta’ per l’Ucraina: Kiev non ci sta.

Gli Stati Uniti imporranno “gravi danni economici” alla Russia e aumenteranno la loro presenza militare in Europa orientale se Mosca dovesse invadere l’Ucraina, ha avvertito la Casa Bianca lunedì 6 dicembre, a poche ore dal video-vertice tra il presidente Usa Joe Biden e quello russo Vladimir Putin nella giornata di martedì 7.

Nelle ultime ore Biden ha parlato con i leader di Francia, Germania, Italia e Regno Unito prima della chiamata di lunedì, discutendo la loro “preoccupazione condivisa per l’accumulo militare russo ai confini dell’Ucraina e la retorica sempre più dura della Russia”. Hanno anche invitato Mosca a ridurre le tensioni, ma da quanto denunciano da Kiev pare che proprio in queste ultime ore si stiano ammassando carrarmati e cecchini dell’esercito russo a ridosso dei confini ucraini.

Mentre da Bruxelles, nel pomeriggio di martedì, è arrivato l’avvertimento della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che dalla conferenza annuale degli ambasciatori Ue ha parlato di “misure restrittive addizionali”. “L’Ue risponderà in modo appropriato in caso di una nuova aggressione, di violazioni del diritto internazionale e di qualsiasi altra azione dolosa intrapresa contro di noi o i nostri vicini, inclusa l’Ucraina”, da parte della Russia. “Vogliamo impegnarci costruttivamente con la Russia, ma le azioni aggressive della Russia continuano a destabilizzare l’Ue”, ha aggiunto la leader dell’Unione europea.

Dopo la riunione con Putin, Biden informerà rapidamente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rispetto ai dettagli della discussione con il capo del Cremlino, ha fatto sapere ai giornalisti un alto funzionario Usa che ha voluto mantenere l’anonimato. L’Ucraina teme che un accordo tra Stati Uniti e Russia la abbandonerebbe ormai nella sfera d’influenza della Russia.

L’escalation di tensioni delle ultime settimane

Lo scorso venerdì, il presidente Biden ha affermato che avrebbe reso “molto, molto difficile” per la Russia lanciare qualsiasi invasione dell’Ucraina, dopo che Kiev ha avvertito di un attacco su larga scala che potrebbe essere pianificato a gennaio 2022, probabilmente verso il finire del mese.

Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov, venerdì al Parlamento citando rapporti dell’intelligence, la Russia avrebbe ammassato più di 94.000 truppe vicino ai confini dell’Ucraina, con Washington e Kiev che accusano apertamente Mosca di pianificare un’invasione.

Il consigliere del Cremlino per la politica estera, Yuri Ushakov, ha detto ai giornalisti che è stata concordata una data per un video-vertice Putin-Biden, ma che non sarà annunciata finché non saranno stati definiti i dettagli finali dei colloqui. Alla fine il giorno è stato fissato per il 7 dicembre, ma nella giornata di lunedì 6, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, dopo aver fatto sapere che il presidente russo ascolterà con grande interesse le proposte dell’omologo statunitense. Ma ha anche chiarito di evitare troppe aspettative dal vertice. “È molto difficile aspettarsi che i colloqui producano delle svolte”, ha fatto sapere Peskov.

Biden, alla domanda se avesse parlato con Putin venerdì mattina, ha risposto con un secco “no” mentre lasciava la conferenza stampa a Washington, nella quale non ha dato ulteriori dettagli delle “iniziative” previste sull’Ucraina, se non che stava mettendo insieme “la più completa e significativa serie di iniziative per rendere molto, molto difficile, per il signor Putin, andare avanti e fare ciò che la gente teme possa fare”.

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Preoccupazione di Kiev per una possibile imminente invasione. Anche la Repubblica baltica chiede “maggiore assistenza internazionale” sentendosi minacciata. Blinken a Riga per il vertice Nato incontra prima il premier Karins.

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“Il momento più probabile per raggiungere la prontezza per l’escalation sarà la fine di gennaio”, ha detto il ministro Reznikov al parlamento. Sempre venerdì un rapporto del Washington Post, che cita funzionari statunitensi e un documento di intelligence, ha sostenuto che la Russia sta pianificando un’offensiva multi-fronte che coinvolgerebbe fino a 175.000 truppe già l’anno prossimo, si apprende dall’agenzia Afp. Reznikov ha affermato che un “periodo di addestramento invernale” è iniziato in Russia e che Mosca ha già lanciato esercitazioni vicino al territorio ucraino.

Putin ha avvertito l’Occidente e Kiev di non oltrepassare le “linee rosse” del Cremlino sulle esercitazioni militari e la costruzione di armi in Ucraina. Quando i giornalisti hanno chiesto a Biden se avrebbe accettato la linea di Putin, ha risposto: “Non accetterò la linea rossa di nessuno”.

I contatti tra le due eterne rivali si siano intensificati da quando Putin e Biden si sono incontrati per la prima volta nel summit a Ginevra lo scorso giugno, ma le tensioni rimangono alte. Oltre al conflitto in Ucraina, la Russia e gli Stati Uniti continuano a litigare sui cyberattacchi e sul personale delle loro ambasciate, dopo diverse ondate di espulsioni diplomatiche.

Mosca ha annesso unilateralmente la Crimea dall’Ucraina nel 2014 e da allora ha sostenuto i separatisti che combattono Kiev nella regione storica del Donbass nell’est del paese. Il conflitto ha lasciato sul campo più di 13.000 morti.

Una ‘Yalta’ per l’Ucraina?

La leadership ucraina sembra temere un accordo “tipo Yalta”, tra le due superpotenze, ispirata alla celebre riunione del febbraio 1945 con Stalin, Roosevelt e Churchill, che tracciò la spartizione post-bellica dell’Europa.

Secondo Ushakov, Putin avrebbe intenzione di parlare a Biden di una proposta di garanzie di sicurezza che fermerebbe l’espansione verso est dell’alleanza militare della Nato e il minaccioso dispiegamento di armi ai vicini della Russia, compresa l’Ucraina. Il patto Nord-atlantico ha ufficialmente aperto la porta all’adesione dell’Ucraina nel 2008, anche se da allora non sono stati fatti progressi.

Kiev non accetta però limiti alla sua sovranità e neanche di abbandonare i suoi piani di adesione all’Alleanza. “Non è un’opzione” ha detto Kuleba all’Afp in un’intervista a margine di una riunione dell’Osce a Stoccolma. “Rifiuto questa idea che dobbiamo garantire qualcosa alla Russia. Insisto che è la Russia che deve garantire che non continuerà la sua aggressione contro qualsiasi paese”, ha affermato.

“È assolutamente inappropriato che la Russia abbia un’influenza sulle decisioni prese da un altro paese sovrano, l’Ucraina, e da un’altra organizzazione internazionale, la Nato”, ha aggiunto, esortando Stati Uniti e alleati a respingere le richieste di Mosca.