Crisi politica Tunisia, Castaldo: “L’Unione europea faccia da mediatrice”

Il vicepresidente del Parlamento europeo Castaldo. [Foto tratta dalla pagina ufficiale Facebook]

Il vicepresidente del Parlamento europeo, coordinatore del gruppo d’amicizia Ue-Tunisia, ha espresso forti preoccupazioni in una nota congiunta con altri europarlamentari, chiamando in causa l’Ue.

La preoccupante situazione tunisina è all’attenzione del Parlamento europeo, dopo che un gruppo di parlamentari ha diramato una nota con primo firmatario il vicepresidente dell’assemblea Fabio Massimo Castaldo, che ricopre anche l’incarico di coordinatore del gruppo d’amicizia Ue-Tunisia, che intravede gravi rischi per il mantenimento delle conquiste democratiche nate dalla rivoluzione del 2011 che portò alla caduta del dittatore Ben Ali.

“È con grande apprensione che seguiamo il recente susseguirsi di eventi che hanno portato a un’escalation delle tensioni in Tunisia e siamo particolarmente e profondamente preoccupati per la sospensione del Parlamento e la revoca dell’immunità parlamentare dei suoi membri decisa dal presidente Kais Saied”, si legge nel testo, che oltre alla firma di Castaldo vede l’adesione di Brando Benifei, presidente del Gruppo Spinelli e dai colleghi Sant, Tarabella, Gahler, Yenbou, Bonfrisco, Maurel, Mebarek, Reuten, Carvalho, D’Amato, Rodriguez Ramos, Langensiepen, Solé, Incir, Evren.

“Pur essendo consapevoli della gravissima situazione economica, sociale e sanitaria e delle grandi difficoltà che il paese sta affrontando – ha proseguito Castaldo –, consideriamo essenziale preservare tutto ciò che è stato duramente conquistato dal popolo tunisino dopo la rivoluzione e negli ultimi dieci anni, in primis la sua Costituzione”. I parlamentari del gruppo d’amicizia Ue-Tunisia desiderano esprimere “completa solidarietà con il popolo tunisino in questo momento critico”.

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Congelate anche le attività del Parlamento. Opposizioni pronte a scendere in piazza, mentre i sostenitori del capo di Stato Saied hanno organizzato manifestazioni di sostegno.

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Il gruppo lancia inoltre “un appello urgente al presidente Saied e a tutte le autorità politiche, civili e militari per permettere al Parlamento di tornare a lavorare e riprendere il suo ruolo politico essenziale, che è fondamentale per il funzionamento democratico di qualsiasi paese”.

Il Vicepresidente si rivolge poi alle massime cariche europee. “Chiediamo anche ai rappresentanti di tutte le istituzioni europee, al presidente del Parlamento europeo David Sassoli, al presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen e all’Alto rappresentante Josep Borell, così come al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, che l’Unione europea si renda disponibile ad accompagnare e sostenere la Tunisia in questa crisi, e che sia pronta ad utilizzare tutti i mezzi politici a sua disposizione, offrendosi come possibile mediatore di un dialogo politico inclusivo nella risoluzione di questo stallo istituzionale”.

L’Unione europea deve, allo stesso tempo, “intensificare il suo sostegno logistico e sanitario per permettere alla Tunisia di combattere efficacemente la pandemia. Inoltre, come membri del Parlamento europeo, non possiamo accettare che i nostri colleghi parlamentari siano impossibilitati a svolgere il loro lavoro venendo meno alla loro responsabilità e al loro impegno nei confronti di milioni di elettori”.

“Consideriamo essenziale, alla luce delle circostanze, tornare al più presto a un dialogo politico tra le parti, come previsto dalla Costituzione. Siamo convinti che tutte le autorità condividano questa volontà e auspichiamo inoltre che tutte le garanzie previste dalla Costituzione, compresa l’istituzione della Corte costituzionale, siano prontamente rese pienamente operative”, conclude la nota.