Crisi in Ucraina, Putin riconosce le Repubbliche separatiste del Donbass. Ue: “Sanzioni pronte”

Il presidente russo Vladimir Putin. [EPA-EFE/MIKHAIL KLIMENTYEV / RIA NOVOSTI / KREMLIN POOL / POOL MANDATORY CREDIT]

Il presidente russo ha annunciato la decisione di riconoscere le due Repubbliche secessioniste di Donetsk e Lugansk. Borrell: “Se lo fa pronti a reagire come un unico fronte”.

Nella serata di lunedì 21 febbraio il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato di essere pronto a firmare un decreto sul riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche separatiste del Donbass al cancelliere tedesco Olaf Sholz e al presidente francese Emmanuel Macron. Una decisione che fa crescere le tensioni con Kiev e preoccupa i leader Ue.

Dopo l’annuncio di Putin, è stato convocato un incontro d’emergenza tra il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il presidente francese Emmanuel Macron, il leader ucraino, Volodimir Zelenskij e i loro “partner più stretti”.

Ue pronta a sanzionare Mosca

Poco prima, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio Affari esteri, l’alto rappresentante Ue Josep Borrell aveva spiegato che, se la Russia avesse deciso di riconoscere le Repubbliche separatiste, l’Ue avrebbe reagito duramente.

“Facciamo un appello affinché Putin rispetti il diritto internazionale e gli accordi di Minsk e ci aspettiamo che non riconosca l’indipendenza” delle regioni separatiste ma “se lo farà siamo pronti a reagire come un unico fronte”, aveva detto Borrell, spiegando che le sanzioni sono già pronte. “Il lavoro sulle sanzioni è fatto, è finito. Quando sarà il momento, chiamerò un consiglio straordinario dei ministri degli Esteri e presenterò le sanzioni”, ha spiegato ai giornalisti.

“Le sanzioni finanziarie significherebbero che la Russia sarebbe praticamente tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva tedesca Ard. Le misure colpirebbero “tutti i beni che produciamo di cui la Russia ha urgente bisogno per modernizzare e diversificare la sua economia, in cui siamo predominanti a livello globale e che non hanno sostituti”.

Le decisioni del Consiglio Affari esteri

I ministri degli Esteri dei 27 Paesi Ue intanto hanno deciso di adottare nuove misure restrittive, nell’ambito delle sanzioni vigenti, nei confronti di altre cinque persone russe che sostengono attivamente azioni e attuano politiche che minano o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. Il Consiglio ha specificato che si tratta di membri della Duma, che il 19 settembre 2021 sono stati eletti per rappresentare la penisola di Crimea annessa illegalmente e la città di Sebastopoli, nonché il capo e il vice capo della commissione elettorale di Sebastopoli.

“L’Unione europea non riconosce l’annessione illegale della Crimea e della città di Sebastopoli da parte della Federazione Russa e continua a condannare la violazione del diritto internazionale da parte della Russia. Inoltre, l’Ue continua a sostenere l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. Le misure restrittive dell’Ue relative all’integrità territoriale dell’Ucraina si applicano ora a un totale di 193 persone e 48 entità”, si legge in una nota del Consiglio. Tali persone ed entità designate sono soggette a un congelamento dei beni, compreso il divieto di mettere a loro disposizione fondi, e sono soggette anche a un divieto di viaggio, che impedisce loro di entrare o transitare nell’Ue.

I 27 Stati membri hanno dato il via libera stanziamento di 1,2 miliardi di euro di fondi Ue a favore dell’Ucraina, come proposto dalla Commissione tre settimane fa. Gli aiuti dovrebbero sostenere Kiev nell’attuale situazione di “crisi acuta”, spiega il Consiglio Ue. L’assistenza di emergenza avrà una durata di 12 mesi.

Di Maio: situazione preoccupante

L’alto rappresentante dell’Unione europea ha sottolineato che le ambasciate degli Stati membri a Kiev rimarranno tutte aperte, ad eccezione di quella di un Paese. Anche il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio ha ribadito che l’ambasciata continuerà ad essere operativa. “La nostra ambasciata a Kiev – ha spiegato il ministro – sta effettuando diverse prove evacuazione del personale e sta chiedendo a tutti gli italiani in Ucraina di lasciare il Paese, ma l’ambasciata resta aperta e pianamente operativa, perché vogliamo dare un segnale di vicinanza al popolo ucraino e crediamo nella diplomazia”.

“La situazione delle ultime ore ci preoccupa molto, l’Italia è in massima allerta per affrontare gli eventi con la massima preparazione – ha aggiunto Di Maio – .Sulle sanzioni l’Italia si coordinerà con i propri alleati e con gli altri Paesi Ue”,