Crisi dei sottomarini: nuove tensioni tra Usa e Ue, che si schiera con la Francia

I ministri degli esteri dell'Ue hanno tenuto un incontro al quartier generale europeo di New York alla vigilia dell'assemblea generale dell'Onu. [European Union, 2021. Source: EC - Audiovisual Service]

L’Unione europea si schiera a favore della Francia nella controversia sull’accordo Aukus, che ha visto l’Australia cancellare un ordine di sottomarini sottoscritto con Parigi in favore della costruzione di nuovi mezzi con tecnologie fornite da Regno Unito e Stati Uniti.

I ministri degli esteri dell’Ue hanno tenuto un incontro a porte chiuse a New York lunedì 20 settembre, alla vigilia dell’assemblea generale delle Nazioni Unite. Il capo diplomatico europeo Josep Borrell ha dichiarato che servirà “più cooperazione e coordinazione, meno frammentazione” per raggiungere l’obiettivo di una regione indopacifica più stabile e sicura.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è intervenuta sulla questione, dichiarando che “la Francia è stata trattata in modo inaccettabile dall’Australia” e che si aspetta ora un charimento da Biden perché “amici e alleati si devono parlare sui temi di interesse comune”.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha dichiarato di aver trovato difficile da comprendere la decisione americana. “Con la nuova amministrazione Biden, l’America è tornata. Questo è stato il messaggio che avevano lanciato, eppure ora noi abbiamo delle domande. Cosa significa che l’America è tornata? Per chi?”, ha detto, aggiungendo che se la Cina è il principale obiettivo da tenere sotto controllo, è strano non cercare il supporto dell’alleanza transatlantica.

L’Australia ha cancellato la scorsa settimana un ordine di sottomarini convenzionali commissionato alla Francia, del valore di quasi 60 miliardi di euro, per costruire invece otto sottomarini a propulsione nucleare con tecnologia americana e britannica, in seguito alla stipula dell’accordo Aukus.

La Francia ha reagito con durezza alla decisione australiana, definendola una “pugnalata alla schiena”, attaccando però anche l’amministrazione americana di Joe Biden. Il ministro degli esteri Jean-Yves Le Drian ha infatti accusato il presidente di voler continuare “l’unilateralismo, l’imprevedibilità, la brutalità e il mancato rispetto dei partner” del predecessore Donald Trump.

Gli Stati Uniti hanno cercato di rimediare, con un colloquio previsto nei prossimi giorni tra Biden e il presidente francese Emmanuel Macron. Inoltre, la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha confermato che gli Stati Uniti intendono “riaffermare l’impegno a lavorare con uno degli alleati di più lunga data”.

Crisi dei sottomarini: a pagarne le spese è l'accordo di partenariato Ue-Australia

Lo scontro è destinato ad avere ricadute anche sui rapporti tra Ue e Australia e rischia di compromettere l’accordo di partenariato in programma tra Bruxelles e Canberra.

La cosiddetta ‘crisi dei sottomarini’ che vede protagonisti Australia, Francia e Stati Uniti, continua …

Rapporti incrinati tra Usa e Ue

Diversi funzionari di alto livello degli Stati Uniti e dell’Unione europea si sarebbero dovuto incontrare a Pittsburgh, Pennsylvania, il 29 di settembre per discutere del nuovo trattato commerciale Usa-Ue, ma alcuni Stati membri hanno chiesto che l’incontro fosse rinviato. Il documento pubblico che mostra l’agenda degli incontri dei diplomatici europei non riporta più l’appuntamento, ma la cancellazione non è stata giustificata.

Nel frattempo, in una mossa che può essere vista come un tentativo per alleggerire la tensione tra Usa e Ue, Washington ha finalmente deciso di eliminare le restrizioni ai viaggi per i passeggeri aerei vaccinati, anche se solo a partire da novembre.

L’Ue chiedeva da mesi reciprocità di trattamento sulla questione, dopo che ha sollevato le restrizioni di viaggio ai cittadini americani già prima dell’estate per garantire lo svolgimento della stagione turistica. Le richieste sono rimaste però inascoltate.

Oltre a mostrare un certificato che attesti la completa vaccinazione, i passeggeri stranieri che si recano negli Stati Uniti dovranno anche esibire un test negativo eseguito nei tre giorni precedenti all’imbarco. Non è ancora stato deciso se saranno ritenuti validi solo i vaccini approvati dall’autorità americana o anche quelli riconosciuti nei Paesi di origine dei viaggiatori.