Cresce la tensione nel Mediterraneo orientale: l’isola di Kastellorizo è al centro della contesa tra Atene e Ankara

La fregata della marina turca TCG Goksu arriva al porto di Gdynia, a Gdynia, Polonia, il 04 giugno 2015 per una esercitazione NATO. [EPA/ADAM WAROAWA]

Atene accusa Ankara di “minacciare la pace” nel Mediterraneo mentre Erdoğan sollecita colloqui per disinnescare la tensione che è sempre più alta. Il Primo Ministro greco chiede una riunione straordinaria del Consiglio affari esteri dell’Ue.

Kastellorizo è una bellissima e pittoresca isola greca ad appena 2 km e mezzo dalla coste turche, incastonata nel Mediterraneo orientale. Scelta da Salvatores per il set del film Mediterraneo e scelta da molti turisti come meta per le immersioni e qualche scatto fotografico tra le case colorate. È anche però, soprattutto, al centro della spinosa questione greco-turca, oggetto del contendere per le trivellazioni di gas naturale e dunque è anche uno dei vari tasselli che compongono il puzzle delle mire espansionistiche della Turchia nel Mediterraneo.

La scoperta negli ultimi anni di vasti giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale ha stuzzicato l’appetito dei paesi costieri: Grecia, Cipro, Turchia, Egitto e Israele.

Lunedì 10 agosto la Grecia ha accusato la Turchia di “minacciare la pace” nel Mediterraneo orientale dopo una riunione d’emergenza dopo che Ankara ha ripreso le ricerche di idrocarburi vicino a un’isola greca. Il Ministero degli Affari Esteri greco ha dichiarato che la decisione della Turchia di inviare la sua nave di ricerca sismica Oruç Reis costituisce “una nuova grave escalation” e “dimostra” il “ruolo destabilizzante” della Turchia.

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha sia incontrato i capi delle forze armate, dopo che lunedì Ankara ha annunciato che una nave turca da esplorazione petrolifera si trovava proprio nella zona contesa nel Mediterraneo orientale, sia discusso la questione delle tensioni tra i due Paesi vicini, entrambi membri della Nato, con il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il Segretario generale dell’Alleanza atlantica Jens Stoltenberg.

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La marina turca ha pubblicato un avviso di informazione marittima (Navtex) che indica che l’Oruç Reis effettuerà le sue ricerche dal 10 al 23 agosto in una zona tra le isole di Creta, nel sud della Grecia, e Cipro e al largo della città turca di Antalya. I movimenti della marina turca sono diventati “estremamente preoccupanti” dopo la firma di un accordo marittimo tra Egitto e Grecia, nelle parole dell’Alto rappresentante per la politica estera Borrell. La risposta greca non si è fatta attendere: Georgios Gerapetritis sul canale televisivo pubblico ERT ha affermato che il Paese ellenico è “pienamente preparato politicamente e operativamente”.

Erdoğan dall’altra parte ha tentato una mossa più conciliante dopo un incontro con i suoi stessi ministri sempre nella giornata di lunedì: “Riuniamoci tutti insieme come Paesi del Mediterraneo e troviamo una formula che protegga tutti i nostri diritti”, ha detto, aggiungendo però che “Non possiamo permettere che (le nazioni) ignorino un grande Paese come la Turchia e cerchino di imprigionarci sulle nostre coste”.

Il mese scorso la Turchia aveva “sospeso” l’esplorazione del gas, intavolando dei colloqui con la Grecia e con la Germania, che guida la Presidenza di turno dell’UE. Le cose sono cambiate quando Grecia ed Egitto, la settimana scorsa hanno firmato un accordo per la creazione di una zona economica esclusiva nella regione, accordo che il ministero degli Esteri turco ha definito “nullo”.

A fine mese è prevista una riunione dei Ministri degli Esteri dell’Ue e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è pronto a convocare un summit europeo straordinario il 24 e 25 settembre per discutere dei rapporti con la Turchia da un lato e con la Cina dall’altro, ma il  Primo Ministro greco ha chiesto la convocazione di una riunione d’emergenza del Consiglio Affari Esteri.
Quando si parla di politica estera e di sicurezza l’Ue, purtroppo, si mostra sempre frammentata e incapace di parlare con una voce sola.

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