Coronavirus: il calcio riprende a velocità diverse

Il campo di allenamento dello Schalke 04 a Gelsenkirchen, Germania. La Bundesliga riprenderà il 16 maggio, una settimana dopo il campionato delle isole Fær Øer. [EPA-EFE/FRIEDEMANN VOGEL]

A causa della pandemia di coronavirus, tutti i campionati di calcio – a eccezione di quello bielorusso – sono stati costretti a fermarsi. Il 9 maggio, però, il primo è tornato a giocare regolarmente. Anche se è un campionato semi-amatoriale delle Isole Faroe, l’interesse per le partite è enorme.

La Betrideildin è la massima serie delle Isole Fær Øer, arcipelago nel Mare di Norvegia abitato da poco più di 52 mila persone, territorialmente dipendente dalla Danimarca.

Anche se la lega delle Fær Øer esiste dal 1942, non è mai stata di primo livello. I club non hanno mai vinto coppe europee (in realtà di solito vengono eliminati al primo o al secondo turno di qualificazione) e nella classifica UEFA  riservata ai campionati nazionali la Betrideildin si trova al 53° posto in Europa. Le prime serie di San Marino e Gibilterra, stati ancora più piccoli, si classificano più in basso.

Nonostante ciò, ieri (9 maggio), la ripresa della competizione da parte delle 10 squadre partecipanti è diventato un evento sportivo su scala europea. La lega delle Fær Øer è la prima competizione calcistica ufficiale ripresa dopo il “congelamento” dovuto alla pandemia di coronavirus.

Finora, le infezioni da Covid-19 nell’arcipelago sono state 187. Tutti i malati accertati sono ormai considerati guariti. Non si è verificato alcun decesso da SARS-CoV-2 nelle isole Fær Øer. Si ritiene che i casi riscontrati nelle ultime settimane siano importati, principalmente dalla Danimarca.

L’Europa intera vuole vedere i semi-professionisti

Anche se il campionato è fondamentalmente semi-amatoriale (molti giocatori svolgono altre professioni ogni giorno e si allenano solo nel fine settimana o nel pomeriggio), numerosi canali televisivi sportivi e società di scommesse si sono messi in contatto con gli organizzatori. I primi vogliono i diritti per la trasmissione e i secondi cercano di raccogliere informazioni sui club e sui giocatori locali, nel tentativo di redigere quote affidabili. Con quasi nessuna partita di calcio in Europa (solo il campionato bielorusso non ha smesso di giocare), l’attrazione del calcio delle Fær Øer  è cresciuta esponenzialmente.

La televisione in questo periodo non può trasmettere sport in diretta. Ecco quindi che la ripresa del campionato faroese può essere una distrazione per chi è costretto in casa a causa delle restrizioni. “Spero che trascorrere del tempo con il campionato delle Faer Øer sarà divertente”, dice il giornalista sportivo Jansen Hagen, un’emittente televisiva norvegese, su TV2. “Il fatto che stiamo acquistando i diritti del campionato di calcio delle isole Fær Øer e le partite di Champions League nella stessa settimana la dice lunga sui tempi straordinari in cui viviamo” aggiunge.

Il canale norvegese è stato il primo ad aggiudicarsi i diritti per trasmettere le partite del campionato delle Fær Øer. “C’è molto interesse perché la nostra stagione inizia quando gli altri non giocano. Abbiamo ricevuto molte richieste specifiche da emittenti di tutta Europa per l’acquisto dei diritti delle nostre partite. Firmeremo presto altri contratti”, ha detto Christian Andreasen, presidente della Federcalcio faroese.

I bookmaker e gli agenti dei giocatori chiamano i club delle isole Fær Øer

La TV norvegese TV2 trasmetterà almeno 12 turni della Betrideildin. I telespettatori possono così scommettere sui risultati delle partite. E questo è un problema per i club delle Isole Fær Øer. Negli ultimi giorni sono stati quasi inondati da e-mail e telefonate di appassionati di gioco d’azzardo e società di betting che vogliono acquisire conoscenze su squadre e giocatori di un campionato finora praticamente sconosciuto ai più.

Inoltre, gli allenatori e i presidenti dei club delle isole Fær Øer sono contattati anche dai rappresentanti dei club sportivi europei meno conosciuti e dagli agenti sportivi. Si offrono di mandare i loro giocatori in prestito per farli giocare. L’idea è quella di promuovere i loro talenti e venderli con profitto a club più grandi e ricchi. Data la visibilità che avrà questo campionato, anche i talent scout guarderanno con interesse alla caccia di nuove promesse.

Ma forse il fascino del campionato delle Fær Øer finirà presto. L’inizio della Bundesliga tedesca è previsto per il 15 maggio. Anche la Liga spagnola sta pensando di riprendere i giochi a giugno. In entrambi i casi  a porte chiuse, con limitazioni sullo staff e test regolari per il controllo della positività al coronavirus. L’Ekstraklasa polacca riprenderà invece il 29 maggio, con l’accesso agli stadi consentito solo a giocatori e preparatori preventivamente testati e risultati negativi.

Anche in Italia si continua a discutere della possibilità di ricominciare la Serie A. Per adesso, però, ai giocatori è consentito solo l’allenamento individuale, quindi a distanza di sicurezza tra i giocatori. Visti i casi ancora riscontrati di positività tra gli atleti e i preparatori è complesso prevedere se la ripresa sarà possibile. La Ligue 1 francese e l’Eredivisie olandese hanno invece deciso di chiudere definitivamente la stagione, proiettandosi direttamente al prossimo campionato in autunno, se la pandemia lo dovesse consentire.