Colombia, il progressista Gustavo Petro è il nuovo presidente

Gustavo Petro (a sinistra) festeggia la vittoria alle elezioni presidenziali con la sua vice Francia Marquez (a destra). [EPA-EFE/Mauricio Duenas Castaneda]

Il candidato di sinistra Gustavo Petro, ex membro della guerriglia M-19, ha vinto il secondo turno delle elezioni colombiane domenica 19 giugno, risultando il primo candidato progressista a riuscirci nella storia del Paese.

Petro ha sconfitto il magnate delle costruzioni Rodolfo Hernandez, 77 anni, con un margine inaspettato di oltre 700 mila voti, che secondo gli esperti indica la distinta volontà dell’elettorato colombiano di sostenere chi vuole combattere le forti disuguaglianze nel Paese.

Gustavo Petro, 62enne di origini italiane, è stato sindaco di Bogotà tra il 2012 e il 2015 ed è attualmente membro del Senato dal 2018. Durante la sua campagna elettorale ha promesso di combattere le disuguaglianze con istruzione universitaria gratuita, riforma delle pensioni e tassazione dei terreni non produttivi. Ha vinto con il 50,5% dei voti contro il 47,3% di Hernandez.

Tra le proposte di Petro vi è anche il blocco dei futuri progetti legati al petrolio, una scelta che ha preoccupato diversi investitori nonostante la promessa di rispettare i contratti in essere. Secondo gli analisti, la sua vittoria potrebbe portare nervosismo nei mercati fino a che non sarà annunciato il suo esecutivo.

“Da oggi la Colombia cambia, è diversa”, ha detto Petro ai suoi sostenitori a Bogotá. “Il cambiamento consiste proprio nel lasciarsi indietro le divisioni sociali. Non è tempo di odio, questo governo che si insedierà il 7 agosto è un governo di vita”, ha proseguito.

Quella di quest’anno è stata la terza campagna presidenziale per Petro, che è diventato l’ultimo di una serie di leader politici progressisti nei Paesi dell’America Latina. La sua vittoria dimostra che in Colombia, dove quasi metà della popolazione vive in povertà, i cittadini vogliono combattere le disuguaglianze, ha detto Daniela Cuellar di Fti Consulting.

“Quello che il popolo colombiano ha dimostrato è che vuole un governo che presti attenzione alle questioni sociali chiave”, ha detto Cuellar. “La lunga tradizione colombiana di disuguaglianze, esacerbate dal Covid-19, hanno portato l’elettorato a chiedere un cambiamento”.

Tuttavia, la composizione del Congresso della Repubblica (il parlamento colombiano) è molto frammentata, con decine di partiti che detengono seggi, perciò le proposte di Petro non saranno automaticamente approvate.

“La forza istituzionale e lo stato di diritto sembrano abbastanza forti in Colombia da permettere di mantenere la stabilità economica”, ha detto Cuellar. “Inoltre, la campagna elettorale è diversa dal governo, perciò le politiche di Petro saranno più moderate. Anche se dovesse tentare di far passare riforme radicali, non avrebbe il sostegno sufficiente al Congresso”.

Petro ha dichiarato di essere stato torturato dai militari quando è stato arrestato per il suo coinvolgimento nella guerriglia e la sua vittoria ha preoccupato non poco i vertici dell’esercito, che temono cambiamenti. Il neo-presidente ha promesso di implementare completamente un accordo di pace del 2016 con i ribelli delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e di cercare il dialogo con la guerriglia dell’Eln.

La sua vice sarà Francia Marquez, la prima donna di origine africana a detenere la vicepresidenza nel Paese.

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Nervosismo dei mercati

Secondo gli esperti, la decisione di fermare i progetti sul petrolio potrebbe far spostare altrove gli investimenti, danneggiando ulteriormente il Paese che si trova già in difficoltà con un rating molto basso, un grave deficit commerciale e un debito nazionale salito al 72% del Pil nell’ultimo decennio.

Il petrolio rappresenta quasi metà delle esportazioni e il 10% degli introiti nazionali, ma secondo Petro i nuovi progetti dovranno essere bloccati per ragioni climatiche e per favorire la transizione della Colombia dalla dipendenza da questa industria.

Petro ha anche promesso di incrementare le tasse sulle industrie estrattive e far pagare ai grandi proprietari terrieri i terreni improduttivi, raccogliendo circa 5,2 miliardi di dollari. Ha anche proposto di ottenere fino a 3,9 miliardi dalla tassazione progressiva delle aziende.

Il presidente uscente Ivan Duque ha chiamato Petro per congratularsi e fissare un incontro per favorire una transizione armoniosa dell’esecutivo. In Colombia i presidenti sono limitati a un solo mandato.

Circa 22,6 milioni di persone hanno votato alle elezioni, con un’affluenza salita di quattro punti percentuali rispetto al primo turno, raggiungendo il 58,1%.