Cina- Ue: escalation diplomatica dopo la disputa con la Lituania su Taiwan

La bandiera di Taiwan nella piazza della libertà a Taipei, Taiwan, 22 giugno 2021. EPA-EFE/RITCHIE B. TONGO

La Cina ha richiamato il suo ambasciatore in Lituania martedì, mentre l’Ue tenta di fare pressione per il caso del cittadino canadese Robert Schellenberg, condannato alla pena di morte da Pechino.

La nuova escalation diplomatica nei rapporti tra Ue e Pechino passa per due strade apparentemente lontane: quella che passa per Taiwan e quella che passa per il Canada.
Nel primo caso il punto di partenza è Villnius, la capitale della Lituania, che a marzo ha annunciato l’apertura di un ufficio di rappresentanza commerciale a Taipei, sull’isola di Taiwan. Per Pechino si tratterebbe di un’ambasciata de-facto che dunque rappresenta un affronto insanabile; al punto che la Cina ha richiamato Shen Zhifei, il suo ambasciatore a Villnius, e ha invitato il paese baltico a fare lo stesso con Diana Mickeviciene.

Una rottura diplomatica senza precedenti: “Recentemente, il governo lituano, in spregio alle ripetute rimostranze della Cina e all’articolazione delle potenziali conseguenze, ha annunciato la sua decisione di permettere alle autorità di Taiwan di aprire un “ufficio di rappresentanza” sotto il nome di “Taiwan”, si legge in un comunicato del ministero degli esteri cinese. “Esortiamo la parte lituana a rettificare immediatamente la sua decisione sbagliata”. Secondo molti si tratta di un avvertimento per tutti gli altri 26 e per l’UE in generale, rispetto ai  legami con l’isola democratica autogestita che viene considerata una provincia secessionista.

Dal canto suo il governo lituano ha fatto sapere che intende continuare a sviluppare le relazioni con Taiwan, pur “rispettando il principio dell’unica Cina”.
E il ministro degli Esteri Gabrielius Landsbergis ha detto a Reuters: “Ovviamente abbiamo ricevuto il messaggio, ma abbiamo anche dichiarato il nostro messaggio, che la Lituania continuerà con la sua politica, perché non è solo la politica della Lituania che stiamo perseguendo, è anche la politica di molti paesi europei”.
La portavoce degli affari esteri dell’UE Nabila Massrali ha detto a Politico: “Ci rammarichiamo per l’azione cinese, e stiamo seguendo gli sviluppi da vicino … Non consideriamo l’apertura di un ufficio di rappresentanza in o da Taiwan (al contrario di un’ambasciata o un consolato) come una violazione della politica dell’UE che riconosce “un’unica Cina”.

La seconda strada, altrettanto in salita, che collega l’UE alla Cina passa poi per il Canada.

L’Unione europea chiede clemenza nel caso del cittadino canadese Robert Schellenberg, condannato alla pena di morte in Cina per reati di traffico di droga. In una nota del portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna si legge che “L’Unione europea è contraria alla pena di morte in qualsiasi circostanza. È una punizione crudele e inumana, che non agisce come deterrente e rappresenta un’inaccettabile negazione della dignità umana. In questo caso particolare, ci sono anche preoccupazioni riguardo al giusto processo e all’arbitrarietà. La pena del signor Schellenberg è stata aumentata nel gennaio 2019 dopo che ha fatto appello contro la sentenza iniziale di quindici anni di reclusione”.

In una seconda nota, si condanna invece la decisione nei confronti di un altro cittadino canadese, Michael Spavor, condannato a 11 anni di reclusione, formalmente accusato di mettere in pericolo la sicurezza nazionale solo nel giugno 2020, ma arbitrariamente detenuto dal dicembre 2018, in condizioni molto difficili, e giudicato a porte chiuse, senza aver avuto la possibilità di scegliere i propri avvocati. “Il suo diritto a un processo equo e a un giusto processo, compreso il diritto a un’udienza pubblica, garantito dalla legislazione internazionale sui diritti umani e dalla legge cinese sulla procedura penale, non è stato rispettato”.