Caso Navalny: l’Ue sanziona sei collaboratori di Putin

Alexei Navalny [EPA-EFE/YURI KOCHETKOV]

L’Unione europea ha adottato sanzioni contro sei persone e un’organizzazione russa coinvolte nel tentativo di assassinio di Alexei Navalny. Lo ha reso noto il portavoce del servizio per l’azione esterna della Commissione.

Nella lista nera dell’Ue sono finiti quattro funzionari del Cremlino, due viceministri della Difesa e l’istituto pubblico incaricato della distruzione delle armi chimiche. La decisione è stata presa all’unanimità. Le sanzioni adottate nei confronti dei sei funzionari della cerchia di Putin consistono nel divieto di viaggio verso l’Unione europea e il congelamento dei loro beni.

I nomi dei sanzionati sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale Ue. Si tratta di Andrei Yarin, capo della direzione della polizia nazionale, Sergei Kiriyenko, vice capo dell’amministrazione presidenziale, Sergei Menyailo, rappresentante del Cremlino in Siberia, Aleksandr Bortnikov, direttore del servizio fede­rale di sicurezza, Pavel Popov e Aleksei Krivoruchko, viceministri della Difesa.

Il blogger anti-Putin si era sentito male durante un volo in Siberia il 20 agosto. Qualche giorno dopo, a seguito delle pressioni del governo tedesco, era stato trasferito a Berlino per essere curato. Alcuni giorni fa  ha rilasciato un’intervista video nella quale ha confermato di essere guarito e ha ribadito le accuse nei confronti del Cremlino, ritenuto responsabile del tentato avvelenamento. Navalny è stato dimesso dall’ospedale Charité di Berlino lo scorso 23 settembre, dopo un mese di ricovero.

Con queste sanzioni è stato confermato quanto deciso dal Consiglio Affari esteri del 12 ottobre. Nella lista nera dell’Ue è stato inserito anche Yevgeniy Prigozhin, capo della società militare privata Wagner Group, accusata di ripetute violazioni dell’embargo sulle armi in Libia.