Caso Navalny, la Russia sanziona il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e altri esponenti Ue

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. [EPA-EFE/FRANCOIS LENOIR / POOL]

Ripercussioni per le nette prese di posizione dell’Unione europea nelle scorse settimane, con provvedimenti che colpiscono i vertici di diverse istituzioni europee. Sassoli: “Le minacce non ci faranno tacere”. Le reazioni dei politici europei.

Mosca ha stilato una black list contro alcuni esponenti dell’Unione europea come reazione al caso Navalny, l’oppositore del presidente russo Vladimir Putin, arrestato in Russia a gennaio 2021 e in gravi condizioni di salute. Nello scorso febbraio i ministri degli Esteri dell’Ue avevano trovato un accordo per alcune sanzioni verso esponenti governativi russi.

Il ministero degli Esteri, guidato da Sergei Lavrov, ha annunciato che la Russia ha vietato l’ingresso nel Paese a otto cittadini degli Stati membri dell’Unione e rappresentanti delle strutture ufficiali dell’Ue. Tra questi spiccano il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e la vicepresidente della Commissione europea per i Valori e la trasparenza Vera Jourova.

Tra gli altri colpiti dalle misure sanzionatorie ci sono inoltre: Ivars Abolins, il capo dell’Ente regolatore dei media della Lettonia; Maris Baltins, direttore del Centro statale linguistico della Lettonia; Ilmar Tomusk, direttore generale dell’Ispettorato Nazionale sulla Lingua; Osa Scott, a capo del Laboratorio svedese di sicurezza chimica, biologica, radiazioni e nucleare dell’Istituto di ricerca per la difesa; Jacques Maire, membro della delegazione francese all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa; Jorg Raupach, capo della procura di Berlino.

Il presidente del Parlamento europeo Sassoli ha replicato via Twitter facendo riferimento ad un grande della letteratura russa. “Come ha scritto Tolstoj, non c’è grandezza dove non c’è verità”, ha detto il politico italiano, che ha anche ironizzato: “A quanto pare, non sono il benvenuto al Cremlino? L’avevo un po’ sospettato”… “Nessuna sanzione o intimidazione fermerà il Parlamento europeo o me dal difendere i diritti umani, la libertà e la democrazia – ha poi detto fermamente -. Le minacce non ci faranno tacere”.

Caso Navalny, i ministri degli Esteri Ue hanno trovato un accordo sulle sanzioni alla Russia

I ministri degli Esteri dell’Ue hanno trovato un accordo politico sulle sanzioni alla Russia per il caso Navalny.

“Abbiamo deciso di imporre misure restrittive a carico dei responsabili dell’arresto e della condanna dell’oppositore russo Aleksey Navalny e per farlo per la prima volta useremo …

Il commissario all’Economia Ue Paolo Gentiloni ha espresso tramite un tweet “solidarietà a David Sassoli” e “VeraJourova e altri esponenti europei colpiti da sanzioni russe”, definendole “tanto ingiustificate quanto inutili”.

E tra i primissimi che ha manifestato vicinanza al presidente del Parlamento europeo è stato Enzo Amendola, sottosegretario agli Affari europei del Governo Draghi, che si è affidato a Twitter. “Nessuna intimidazione verso lui e altre autorità europee può essere tollerata”, ha detto Amendola rivolgendosi a Sassoli e aggiungendo che “il Parlamento Ue è il cuore della nostra democrazia liberale” e “chi attacca David Sassoli attacca l’Europa”.

Nelle scorse settimane l’Unione europa ha chiesto il rilascio di Navalny dopo il peggioramento delle condizioni di salute del dissidente anti-corruzione, con l’alto rappresentante per la Politica estera Ue Josep Borrell che non ha lesinato critiche al Cremlino. “Riteniamo la Russia responsabile per la salute di Navalny”, ha dichiarato Borrell, al termine della videoconferenza dei ministri degli Esteri dei 27 Paesi tenutasi il 19 aprile scorso.