Caso Navalny, la Francia rinvia i colloqui strategici con la Russia

Putin in videoconferenza con Macron il 26 giugno 2020. EPA-EFE/MICHAEL KLIMENTYEV / SPUTNIK / KREMLIN

Marcia indietro del governo francese rispetto alla collaborazione in materia di sicurezza con il Cremlino, a tenere banco la questione dell’avvelenamento del dissidente anti-Putin, ora sotto la protezione tedesca.

La Francia ha rinviato alla prossima settimana la visita a Mosca dei suoi ministri degli Esteri Jean-Yves le Drian e delle Forze armate Florence Parly, mentre le potenze europee cercano risposte dalla Russia su Alexei Navalny, in seguito alle accuse della Merkel rispetto all’avvelenamento dell’oppositore di Vladimir Putin.

L’attivista pro-democrazia, attualmente in cura in un ospedale di Berlino, si è sentito male su un volo interno ad agosto ed è stato trasportato in Germania dopo alcuni giorni in un ospedale russo, con una operazione che ha riportato indietro le lancette della storia alla Guerra fredda, quando azioni del genere venivano organizzate per mettere al sicuro i dissidenti dei regimi dell’oltre cortina.

Dalla Repubblica federale tedesca, dopo accurate analisi, è stato annunciato che si è trattato di avvelenamento da agente nervino. Nei giorni in cui il dissidente era ricoverato in Russia, invece, i medici e il Cremlino sostenevano di non aver visto alcuna prova rispetto ad un avvelenamento. Tesi poi smentita appunto dalla Germania che, tra l’altro, ricopre la presidenza di turno del Semestre europeo.

Dunque niente trasferta sulla Piazza Rossa per i ministri Jean-Yves le Drian e Florence Parly, mentre il presidente Emmanuel Macron cerca di ridurre la sfiducia tra la Russia e l’Occidente, sperando di ottenere l’aiuto russo per risolvere le crisi più complesse sparse per il mondo, buona parte delle quali si giocano a ridosso dell’Unione europea.

“Date le circostanze attuali e dopo uno scambio con le autorità russe, il consiglio franco-russo sulla cooperazione in materia di sicurezza è stato rinviato a una data successiva”, ha detto Agnes von der Muhll, portavoce del ministero degli Esteri francese.

Il ministero delle Forze armate francese aveva twittato giovedì scorso che i colloqui sarebbero andati avanti come previsto il 14 settembre, ma nel fine settimana Le Drian ha chiesto alla Russia di spiegare come un avversario del Governo potesse essere avvelenato.

“Non saremmo credibili se i colloqui si svolgessero nel clima attuale”, ha detto un diplomatico francese.

Dopo quattro anni di congelamento delle visite diplomatiche ad alto livello dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia e il suo sostegno ai separatisti che combattono nell’Ucraina orientale, Macron ha inviato a Mosca un anno fa i suoi ministri della Difesa e degli Esteri.

Ha anche nominato un inviato speciale per fare progressi su un cosiddetto ‘dialogo strutturato’ in cinque punti che ha proposto al presidente Vladimir Putin.

Francia e Russia sono legate da un’amicizia storica, che dalla fine dell’Ottocento, con alti e bassi, è arrivata sino ai giorni nostri. Certo lo zelo dell’inquilino dell’Eliseo ha provocato la contrarietà degli altri Stati membri dell’Ue, secondo i quali poco è cambiato per meritare un disgelo nelle relazioni, evidenziando inoltre limiti e fragilità delle iniziative diplomatiche nazionali quando si tratta di grandi partite geopolitiche.

Parly ha riconosciuto a luglio che gli sforzi per sviluppare un nuovo rapporto con la Russia, e riportare Mosca nel solco delle principali nazioni industrializzate, non hanno ancora dato risultati.

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