Caso Navalny, i ministri degli Esteri Ue hanno trovato un accordo sulle sanzioni alla Russia

Alexei Navalny in un'udienza nel tribunale di Mosca [EPA-EFE/BABUSHKINSKY DISTRICT COURT PRES]

I ministri degli Esteri dell’Ue hanno trovato un accordo politico sulle sanzioni alla Russia per il caso Navalny.

“Abbiamo deciso di imporre misure restrittive a carico dei responsabili dell’arresto e della condanna dell’oppositore russo Aleksey Navalny e per farlo per la prima volta useremo il Global Human Rights Sanctions Regime”, ha spiegato in conferenza stampa l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, aggiungendo: “Queste sanzioni seguiranno l’iter amministrativo già da oggi. Spero verrà deciso rapidamente quale tipo di sanzioni comminare, ci vorrà una settimana”.

In vista della riunione domenica 21 febbraio, il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, ed altri omologhi si erano riuniti col team di Navalny. Secondo fonti diplomatiche europee, già alla riunione degli ambasciatori Ue della scorsa settimana, era emersa una volontà unanime nell’imporre misure restrittive mirate contro Mosca.

Borrell ha proposto una lista di quattro nomi per le sanzioni ma l’elenco, spiegano alcune fonti diplomatiche europee, non è ancora “consolidato”. Tuttavia pare improbabile che  nell’elenco siano inclusi oligarchi, perché le misure restrittive devono avere basi solide di fronte a eventuali contestazioni legali, ed è molto difficile stabilire la responsabilità degli oligarchi nella vicenda.

Intanto l’oppositore di Putin è ancora in carcere. Le pressioni internazionali e neanche la richiesta della Corte Europea dei diritti dell’Uomo non sono riuscite a convincere Mosca a rilasciarlo. La corte d’appello ha confermato la sentenza con la quale a inizio mese Navalny si è visto revocare la sospensione condizionale di una pena che risale a sei anni fa e così è finito in carcere. Il giudice ha concesso al dissidente  un piccolo sconto sul periodo da passare in carcere. “Hanno accorciato la condanna di un mese e mezzo. Bene!” ha commentato con sarcasmo Navalny, che in tribunale ha dichiarato di non avere rimpianti per aver fatto ritorno in Russia.