Bussola strategica, a marzo il via libera definitivo

Josep Borrell, Alto rappresentante Ue per la politica estera, durante il Consiglio per la difesa. 16 novembre 2021. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

L’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell ha fornito aggiornamenti sulla strategia di difesa europea, la Bussola strategica, anticipando la creazione di una forza di risposta rapida fino a 2 mila unità.

La Bussola strategica dell’Ue riceverà il via libera finale a marzo 2022. Prima di allora, ha confermato l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell, saranno presentate altre due bozze che includeranno i risultati dei gruppi di lavoro.

“Ci troviamo in una situazione di instabilità e conflitti transnazionali che intaccano la nostra sicurezza. Stiamo affrontando minacce di tipo ibrido, come quella che troviamo al confine con la Bielorussia”, ha detto Borrell.

“Abbiamo identificato le sfide e vogliamo decidere con quali mezzi rispondere. La Bussola strategica propone, tra le altre cose, di sviluppare una capacità di intervento rapido europea costituita da forze modulari fino a 2 mila truppe”, ha proseguito il diplomatico spagnolo.

“In passato siamo stati ambiziosi negli obiettivi senza raggiungere tanto. Abbiamo perciò deciso di cambiare metodo: dobbiamo essere modulari, pronti a inviare diversi tipi di capacità”, ha detto Borrell, ricordando poi come dopo la guerra in Jugoslavia si fosse parlato di 60 mila unità dispiegate dall’Ue: “Non è pensabile una cosa del genere. Gli Stati membri forniranno forze modulari che si adattino alla missione”, ha aggiunto.

Borrell ha poi insistito sul fatto che l’Ue deve proteggere i suoi cittadini dai nuovi tipi di minaccia ibrida. “Per questo abbiamo realizzato uno strumentario per rispondere a questo tipo di pericoli e agli attacchi effettuati nel cyberspazio e anche nello spazio”.

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La questione della …

Borrell ha ricordato che per provvedere alle capacità difensive necessarie servono investimenti, con le lacune di base che sono state individuate attraverso la Bussola strategica e saranno affrontate, aumentato la potenzialità industriale e riducendo la dipendenza da terzi nelle tecnologie fondamentali.

“Con la Bussola proponiamo una nuova collaborazione con la Nato in materia di sicurezza e difesa”, ha detto Borrell, ricordando che la strategia europea non vuole essere una duplicazione delle competenze dell’alleanza transatlantica, ma sarà uno strumento complementare.

Martedì 16 novembre si è tenuto anche un incontro con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, con cui c’è stata comune intesa sulla necessità di potenziare la cooperazione e rendere l’Ue un pilastro ancora più essenziale nell’architettura dell’alleanza, come detto da Borrell.

Il Consiglio sulla difesa ha anche approvato 14 progetti Pesco aggiuntivi, che saranno inclusi a fianco dei 46 già attivati da dicembre 2017. Tra questi, molti sono relativi alla difesa degli ambiti aerei e spaziali, ma ci sono anche sistemi marittimi e di cyber-difesa.

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 Guerini: “Unità di dispiegamento rapido è un primo passo”

Presente alla discussione della Bussola strategica, il ministro italiano della difesa Lorenzo Guerini ha sottolineato l’importanza del processo di rafforzamento della politica di sicurezza dell’Ue e della revisione strategica in ambito Nato.

“La costituzione della capacità di pronto schieramento dell’Ue è certamente un primo passo importante, ma occorrerà sviluppare ipotesi di impiego che definiscano meglio compiti e struttura”, ha detto. “Un requisito essenziale è che questa capacità garantisca piena interoperabilità con la Nato”.

“La cooperazione tra le due organizzazioni deve trovare ampio riferimento sia nella Bussola strategica che nel nuovo concetto strategico Nato del 2023”, ha detto Guerini, sottolineando che “il valore politico e l’importanza militare di questa cooperazione non deve essere messo in discussione”.

Guerini ha evidenziato le tecnologie emergenti e i partenariati come ambiti da rafforzare. Inoltre, ha aggiunto che lo spazio è un settore in cui la cooperazione con la Nato sarebbe auspicabile, per “le sue implicazioni su sicurezza ed economia. La protezione dei sistemi spaziali è una priorità”.