Bruxelles vuole costruire una partnership digitale con Giappone, Corea del Sud e Singapore

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Il principale obiettivo è creare una catena di approvvigionamento per i microchip e altre tecnologie strategiche, che consenta all’Ue di ritrovare un po’ di autonomia strategica rispetto a Pechino.

L’Unione europea cercherà nuovi partenariati digitali con il Giappone, la Corea del Sud e Singapore, e relazioni commerciali e di investimento più strette con Taiwan. Bruxelles vuole rafforzare le catene di valore dei semiconduttori con i partner asiatici, dato che la pandemia amplifica i timori sulla vulnerabilità della catena di approvvigionamento industriale. Sono questi i principali obiettivi della nuova strategia europea per l’Indo-Pacifico, di cui Nikkei Asia ha letto una bozza.

Il principale obiettivo è creare una catena di approvvigionamento per i microchip e altre tecnologie strategiche, che consenta all’Ue di non dipendere da Pechino.  La Cina è al centro delle preoccupazioni dell’Ue, anche se il documento chiede un “impegno multiforme” con Pechino ed evita critiche troppo dure nei confronti del Dragone. La bozza però avverte che le tensioni intorno ai territori contesi e alle zone marittime, come nel Mar Cinese meridionale e nello Stretto di Taiwan, “possono avere un impatto diretto sulla sicurezza e la prosperità europea”.

“I principi democratici e i diritti umani sono minacciati dai regimi autoritari della regione, mettendo a rischio la stabilità della regione”, dice il documento, che potrebbe essere modificato prima della stesura definitiva prevista per questa settimana. “Allo stesso modo, gli sforzi per stabilire un campo di gioco globale basato su regole commerciali trasparenti sono sempre più minati da pratiche commerciali sleali e dalla coercizione economica. Questi sviluppi aumentano le tensioni nel commercio, nell’approvvigionamento e nelle catene del valore”, evidenzia Bruxelles.

Per questo l’Ue si propone di avviare i colloqui per nuovi accordi di partenariato digitale con Tokyo, Seoul e Singapore. Questi, secondo Bruxelles rafforzerebbero la cooperazione su le tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale. Alcuni leggono la mossa come una risposta alla Nuova Via della seta, il progetto infrastrutturale su scala globale di Pechino. Risposta che alcuni governi dei Paesi membri chiedevano da tempo. Tuttavia, la strategia europea per l’Indo-Pacifico rimane vaga sulla questione. Il documento accenna a un “Team Europe” e a una “iniziativa per le connettività digitale globale”, senza specificare come debbano concretizzarsi questi obiettivi.

Nel documento l’Ue si impegna anche a perseguire relazioni commerciali e di investimento con partner con cui non ha accordi, come Taiwan. La bozza di strategia però non parla di un accordo di investimento bilaterale come quello recentemente sostenuto dalla commissione Affari esteri del Parlamento europeo e proposto dal presidente taiwanese Tsai Ing-wen.

Bruxelles esprime anche un interesse a lavorare con il gruppo di sicurezza QUAD – Usa, India, Giappone e Australia – su temi come il cambiamento climatico e la tecnologia dei vaccini. Sul fronte militare, l’Ue prevede più esercitazioni congiunte con i partner dell’Indo-Pacifico.