Borrell: l’Europa deve prepararsi alle prossime crisi, in Iraq e nel Sahel

L'Alto rappresentante Ue Josep Borrell. [EPA-EFE/Jean-Francois Badias / POOL]

La caduta di Kabul in mano ai talebani e il caotico sforzo di evacuazione internazionale dimostra che l’Europa ha bisogno di sviluppare una propria capacità militare indipendente dagli Stati Uniti, sostiene l’alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica estera, Josep Borrell.

In un’intervista all’AFP, Borrell ha detto che le potenze europee lotteranno per evacuare i loro cittadini e alleati afgani prima che gli Stati Uniti terminino le operazioni all’aeroporto di Kabul, forse già il 31 agosto.

Diversi alleati degli Stati Uniti hanno chiesto a Washington di ritardare questa partenza, come il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha confermato venerdì (20 agosto), poiché senza la protezione delle 6.000 truppe americane schierate all’aeroporto, le operazioni europee potrebbero dover cessare.

Il crollo scioccante del governo afgano sostenuto dall’Occidente, le scene di caos all’aeroporto e i timori che una nuova ondata di rifugiati afgani possa tentare di dirigersi verso l’Europa hanno riportato al centro del dibattito la necessità che l’Unione sviluppi i mezzi per agire da sola.

La missione diplomatica dell’Ue a Kabul conta 400 membri del personale afgano e familiari che avrebbero diritto a emigrare in Europa – ma solo 150 sono stati in grado di partire finora e alcuni degli aerei inviati dai militari dell’Ue stanno volando via semivuoti. Un terzo dei passeggeri di un volo arrivato in Spagna sabato erano americani, ha spiegato Borrell all’AFP.

“Il problema è l’accesso all’aeroporto – i controlli e le misure di sicurezza degli Stati Uniti sono molto forti” e stavano impedendo il passaggio del personale afgano, ha continuato Borrell, aggiungendo che Bruxelles ha chiesto a Washington di mostrare “più flessibilità”.

I responsabili politici europei temono che Kabul non sarà un caso isolato e che le future crisi in Iraq o nella regione del Sahel, in Africa occidentale, potrebbero richiedere simili missioni militari per garantire la sicurezza dei cittadini e gli interessi europei, anche senza il sostegno degli Stati Uniti.

“Mi dispiace molto per il modo in cui sono andate le cose, ma nessuno ha chiesto l’opinione degli europei”, ha aggiunto Borrell. “Alcuni paesi dovranno porsi delle domande su un alleato americano che, come ha detto Joe Biden, non vuole combattere le guerre degli altri per loro”. “Gli europei non hanno scelta. Dobbiamo organizzarci per affrontare il mondo com’è e non il mondo che sogniamo”.

L’Unione europea sta già sviluppando ciò che chiama la sua nuova “bussola strategica”, un quadro per fornire ai 27 stati membri la capacità di esercitare più forza diplomatica e militare e sviluppare ciò che il presidente francese Emmanuel Macron chiama “autonomia strategica”.

Mentre i talebani entravano a Kabul, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel ha twittato: “La situazione in Afghanistan non è una storia di successo per la comunità internazionale”.

“Dobbiamo analizzare come l’Ue possa dispiegare ulteriormente le sue capacità e influenzare positivamente le relazioni internazionali per difendere i suoi interessi. La nostra autonomia strategica rimane in cima alla nostra agenda”, ha sottolineato l’alto rappresentante. Per Borrell, questo deve includere la possibilità di schierare una forza di reazione militare congiunta.

“Proporremo di dare all’Unione una forza di spedizione di 50.000 uomini, capace di agire in circostanze come quelle che stiamo vedendo in Afghanistan”, ha dichiatato all’AFP. “A settembre visiterò l’Iraq, la Tunisia e la Libia. Le prossime crisi saranno in Iraq e nel Sahel”, ha continuato. “L’Europa risponde solo in caso di crisi. L’Afghanistan potrebbe svegliarla. È arrivato il momento di darle una forza militare capace di combattere se necessario”.