Bielorussia, Tikhanovskaya al Parlamento Ue: “Non cederemo”

Svetlana Tikhanovskaya durante una conferenza stampa a Vilnius, in Lituania, il 21 agosto 2020 [EPA-EFE/STR]

La candidata dell’opposizione è intervenuta in videoconferenza alla riunione della commissione Affari esteri.

“L’intimidazione non funzionerà. Non cederemo. Chiediamo di rispettare i nostri diritti fondamentali. Chiediamo la liberazione di tutti i prigionieri politici. Chiediamo di fermare la violenza e le intimidazioni da parte delle autorità. Il popolo bielorusso merita di meglio. L’Europa merita di meglio”, dice la leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya intervenendo in videoconferenza alla riunione della commissione affari esteri del Parlamento europeo, il 25 agosto.

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“Più di 200 mila persona hanno manifestato nelle strade di Minsk – ricorda Tikhanovskaya – Non siamo più l’opposizione. Noi siamo la maggioranza”. Non si tratta né di un movimento di protesta “filo russo” né “anti russo”, così come non è “né pro Ue né anti Ue”, chiarisce la candidata dell’opposizione da Vilnius, in Lituania, dove si è rifugiata per sfuggire all’arresto.  Quella in corso è una “rivoluzione democratica” per poter eleggere liberamente i leader del Paese. Tikhanovskaya ha sottolineato la “disponibilità a negoziare con le autorità con la mediazione delle organizzazioni internazionali” per facilitare il dialogo. “La Bielorussia fa parte dell’Europa – ha aggiunto – .Ci impegniamo a rispettare le norme del diritto internazionale e vogliamo occupare un posto di diritto tra le altre nazioni in Europa”.

Le sanzioni Ue e le richieste degli eurodeputati

L’Unione europea sta mettendo a punto “sanzioni mirate contri i risponsabili della repressione violenta” delle manifestazioni “che non abbiano ripercussioni negative sui cittadini”, ha assicurato il segretario generale del servizio di azione esterna Ue (Seae) Helga Schmid durante il dibattito, spiegando che il tema sarà sul tavolo dell’incontro informale dei ministeri degli esteri dei 27 in programma a Berlino nei prossimi giorni. Schmid ha fatto sapere anche che venerdì a Vienna si terrà una riunione straordinaria del Consiglio Osce, l’organismo internazionale di cui fanno parte anche Bielorussia e Russia che potrebbe svolgere un ruolo di mediazione per uscire dalla crisi. Schmid ha anche suggerito di lavorare a una più ampia revisione delle relazioni con la Bielorussia all’interno del partenariato orientale per garantire un maggiore sostegno alla società civile.

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Gli eurodeputati hanno accolto con favore la decisione dei ministri degli Esteri dei 27 Paesi membri di introdurre sanzioni. Alcuni di loro hanno sottolineato la necessità di portare a compimento sotto la presidenza tedesca una sorta di Magnitsky Act europeo.

Questa legge che prende il nome dall’avvocato russo Sergei Magnitsky, che fu arrestato e morì in prigione a Mosca, dopo aver denunciato pubblicamente, nel 2007-2008, una frode fiscale su larga scala che coinvolgeva funzionari di polizia, magistrati, ispettori del fisco, banchieri e organizzazioni criminali di stampo mafioso. A seguito di questa vicenda, nel 2012 il Congresso americano approvò il Magnitsky Act, che prevedeva sanzioni per i funzionari coinvolti consistenti nel congelamento dei beni e nel rifiuto del rilascio del visto d’entrata negli Stati Uniti.