Bielorussia, Lukashenko chiude il confine con l’Ucraina

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. [EPA-EFE/MAXIM GUCHEK/ POOL MANDATORY CREDIT]

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha ordinato venerdì 2 luglio la chiusura del confine con l’Ucraina, con l’intento di bloccare, a sua detta, il traffico di armi destinate a golpisti scoperti dai suoi servizi segreti, come riferisce l’agenzia statale BelTa.

Questa mossa contribuisce a peggiorare i rapporti già tesi di Minsk con i suoi vicini dopo l’atterraggio forzato del volo Ryanair per arrestare il giornalista Roman Protasevich e la fidanzata. I Paesi occidentali hanno sottoposto la Bielorussia a un regime di sanzioni dopo l’accaduto, bloccando inoltre tutte le compagnie aeree locali dai voli in Ue e Ucraina.

Lukashenko, che ha spesso accusato l’Occidente di voler rovesciare il suo governo, ha detto di aver ordinato un rastrellamento nel Paese per trovare possibili “nemici dello stato”, scoprendo così gruppi di ribelli che progettavano un golpe. “Hanno oltrepassato il limite, non possiamo perdonarli”, ha detto.

Lukashenko ha accusato Germania, Polonia, Lituania, Ucraina e Stati Uniti di aver sostenuto le presunte attività ribelli, come riferisce BelTa. “Una grande quantità di armi sta giungendo dall’Ucraina in Bielorussia. Ecco perché ho chiesto alle forze di sicurezza di chiudere completamente il confine”, ha detto il leader.

Il portavoce del ministero degli esteri ucraino Oleh Nikolaenko ha negato qualsiasi tipo di interferenza del suo Paese negli affari interni bielorussi, sia attuale che futura. “Non abbiamo ricevuto una notifica ufficiale della chiusura da parte di Minsk. Sarebbero principalmente i cittadini bielorussi a soffrire per una scelta simile”, ha detto.

La decisione della chiusura del confine arriva pochi giorni dopo il richiamo dell’ambasciatore bielorusso in Ue. Lukashenko, che è sottoposto a sanzioni anche per la repressione nei confronti degli oppositori politici, non sembra aver subito troppe conseguenze e continua a veder finanziate le sue attività senza problemi.

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La leader del governo di Vilnius lancia l’allarme dopo che in meno di due settimane la repubblica baltica ha visto giungere quasi duecento persone dal confine bielorusso.

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Von der Leyen: “Migranti dalla Bielorussia sono rappresaglia politica”

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto sostegno alla Lituania, che si trova ad affrontare un flusso sempre maggiore di migranti provenienti dal Medio Oriente attraverso il confine con la Bielorussia.

Il governo lituano ha dichiarato lo status di emergenza nazionale venerdì dopo che 150 migranti hanno attraversato il confine con la Bielorussia illegalmente nelle 24 ore precedenti, più del totale annuale dei tre anni precedenti.

“Qui vediamo chiaramente uno schema politicamente motivato. La Commissione europea e l’Ue sono al vostro fianco in questi tempi difficili” ha detto von der Leyen a Vilnius in una conferenza stampa congiunta con il presidente del paese Gitanas Nauseda e il primo ministro Ingrida Simonyte.

La Commissione potrebbe dare alla Lituania accesso a fondi di emergenza per tenere sotto controllo una “situazione straordinaria” e invierebbe ufficiali di Frontex per aiutare i militari locali.

Il primo ministro lituano Simonyte aveva detto a giugno che riteneva la Bielorussia responsabile di questo flusso, dopo le minacce di Lukashenko di smettere di impedire ai migranti di attraversare i confini occidentali in risposta alle sanzioni sul caso Ryanair.