Bielorussia, la leader dell’opposizione in visita a Washington chiede più sostegno agli Stati Uniti

La leader dell'opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya (seconda da destra) incontra alcuni senatori americani al Campidoglio di Washington. [EPA-EFE/JIM LO SCALZO]

Durante la sua visita a Washington, la leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya ha chiesto un aiuto maggiore da parte degli Stati Uniti nella lotta contro il regime di Lukashenko.

Svetlana Tikhanovskaya è stata la principale candidata di opposizione in Bielorussia alle ultime elezioni, vinte con largo margine dal presidente Alexander Lukashenko tra i sospetti di brogli. Il regime del dittatore è iniziato nel 1994 e continua tuttora, con la violenza come metodo per mantenere sotto controllo le proteste e i dissidenti.

Tikhanovskaya si è candidata al posto del marito Sergey Tikhanovskiy, un videoblogger che si trova in prigione da marzo 2020 con l’accusa di aver violato l’ordine pubblico, che ha sempre negato. La leader dell’opposizione è fuggita in Lituania dopo lo scoppio delle violenze di strada in Bielorussia per evitare l’arresto.

Durante la sua visita a Washington ha incontrato il segretario di Stato americano Antony Blinken, il sottosegretario agli affari politici Victoria Nuland e il consigliere del dipartimento statale Derek Chollet.

All’ordine del giorno vi sono state discussioni sulla necessità di fermare la violenta repressione di Alexander Lukashenko nei confronti degli oppositori, nonché il rilascio di tutti i prigionieri politici, un dialogo inclusivo a livello governativo e nuove elezioni trasparenti sotto osservazione internazionale.

Ha chiesto maggiore aiuto da parte degli Stati Uniti e dell’Unione europea, in particolare attraverso sanzioni ulteriori nei confronti del dittatore Lukashenko. “Gli Stati Uniti hanno un obbligo morale a stare dalla nostra parte. Chiedo loro di aiutare la società civile a sopravvivere”, ha detto alla Cnn.

Svetlana Tikhanovskaya: "Con la Bielorussia l'Ue deve passare dalle parole ai fatti"

L’UE deve applicare una pressione costante nei confronti del regime repressivo bielorusso fino a quando non risponderà alle richieste di dialogo, ha detto la leader dell’opposizione democratica bielorussa in esilio Svetlana Tikhanovskaya, in un’intervista esclusiva a EURACTIV.

Gli appelli della leader …

In Bielorussia continuano gli arresti arbitrari nei confronti di giornalisti e oppositori politici. Ogni giorno si hanno notizie di nuovi fermi e negli ultimi dieci giorni sono state condotte oltre 60 perquisizioni di redazioni, mentre sono attualmente 32 i giornalisti in custodia, secondo l’associazione bielorussa dei giornalisti (Baj).

In molti casi gli arrestati hanno riferito di essere stati torturati per ottenere confessioni estorte, come è successo anche nel caso di Roman Protasevich, fermato mentre si trovava a bordo di un volo Ryanair che stava sorvolando la Bielorussia.

L’Unione europea ha già imposto un vasto regime di sanzioni conto la Bielorussia, vietandone il sorvolo dello spazio aereo e l’accesso delle sue compagnie ai cieli europei. Inoltre, diverse figure del regime di Lukashenko sono oggetto di misure restrittive individuali come divieti di viaggio e congelamento dei beni. Tuttavia, l’opposizione bielorussa chiede un’azione ancora più incisiva ed esemplare.