Biden riafferma l’impegno nella Nato e chiama Putin: intesa per il rinnovo degli accordi sul nucleare

La bandiera dell'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (Nato). [EPA-EFE/Toms Kalnins]

Colloqui telefonici tra il segretario generale Stoltenberg e il presidente Usa per riprendere il filo in vista del prossimo vertice a Bruxelles, occasione per incontrare anche i leader europei. Estensione del trattato New Start: dal Cremlino dicono che è fatta.

Nato e Usa si sono messe finalmente al lavoro per ricomporre i cocci di un rapporto incrinato in seguito a quattro anni di presidenza Trump. Martedì 26 gennaio c’è stata una telefonata tra il segretario generale dell’Alleanza nord-atlantica Jens Stoltenberg e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Al centro della discussione le sfide comuni, il contrasto al terrorismo internazionale “anche in Afghanistan e in Iraq”, le trattative “con una Russia più assertiva” e le implicazioni “dell’ascesa della Cina“, si legge in una dichiarazione diffusa dalla Nato. I due si sono impegnati a cooperare per fare fronte alla crisi climatica e alla pandemia di Covid-19.

Stoltenberg ha poi detto di apprezzare “l’attenzione” da parte di Biden “alla ricostruzione delle alleanze”, a differenza del predecessore Trump, scagliatosi in più di una occasione contro gli alleati di lunga data. Tra gli argomenti trattati anche il prossimo vertice Nato che dovrebbe tenersi a Bruxelles, con data però incerta a causa della pandemia. In quell’occasione, come ha proposto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, potrebbe essere organizzato un incontro speciale con tutti i leader dell’Unione e il presidente statunitense.

“Il presidente Biden ha riaffermato l’impegno degli Stati Uniti alla difesa collettiva riconosciuta dall’articolo 5 del Trattato Atlantico e sottolinea l’impegno a rafforzare la sicurezza transatlantica”, fa sapere la Casa Bianca in una nota.

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“Il presidente – proseguono da Washington – pone l’accento anche sull’importanza dei valori comuni, della consultazione e della capacità di contrastare nuove minacce emergenti, compresi i cambiamenti climatici e la sicurezza globale sanitaria”.

Trattato atomico New Start verso il rinnovo

Nella fitta agenda diplomatica di Biden ci sono, ovviamente, anche le questioni con la Russia, a partire dagli accordi nucleari. Sempre martedì 26 gennaio si sono tenuti colloqui telefonici tra il presidente Usa e quello russo Vladimir Putin e, a sentire il Cremlino, sembrerebbe che abbiano raggiunto un accordo per estendere il trattato di controllo delle armi nucleari New Start.

La Casa Bianca non ha confermato l’annuncio di Mosca, ma ha detto che i due presidenti hanno discusso della questione, concordando che i loro team lavorino con urgenza al completamento dell’estensione entro il 5 febbraio, giorno di scadenza del trattato.

Il New Start (Trattato di riduzione delle armi strategiche), firmato nel 2010, limita il numero di testate nucleari strategiche (1.550 ciascuno) schierate dagli Stati Uniti e dalla Russia, così come il numero di missili terrestri e dei mezzi che li trasportano, come sottomarini e bombardieri.

Mosca e Washington non erano riuscite a concordare una proroga con l’ex presidente Usa Trump, la cui amministrazione voleva vincolare il rinnovo a condizioni che Mosca rifiutava.

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A sentire il Cremlino, dunque, pare che l’intesa sia raggiunta. Dalla Casa Bianca non confermano, ma sono ottimisti. I due presidenti “hanno anche concordato di esplorare discussioni di stabilità strategica su una serie di questioni di controllo delle armi e di sicurezza emergente”, fanno sapere; una normalizzazione delle relazioni tra Mosca e Washington sarebbe nell’interesse di entrambi i Paesi.

Secondo l’agenzia Reuters Biden ha sollevato però anche “altre questioni”, tra cui l’avvelenamento del principale oppositore di Putin, Alexei Navalny, l’attacco informatico della Russia che avrebbe usato la società tecnologica statunitense SolarWinds Corp per penetrare nelle reti del Governo federale, e i rapporti che parlano di offerte di Mosca ai militanti legati ai talebani per uccidere esponenti delle forze della coalizione in Afghanistan.

Aspetti, questi, che rappresentano un grande peso nelle relazioni tra i due Paesi. “Il presidente Biden ha chiarito che gli Stati Uniti agiranno fermamente in difesa dei loro interessi nazionali in risposta alle azioni della Russia che danneggiano noi o i nostri alleati”, hanno detto dalla Casa Bianca.