Biden ha giurato come 46° presidente Usa. Reazioni e speranze dei leader europei

Il presidente Biden (sx), con a fianco la first lady Jill, mentre presta giuramento come 46° Presidente Usa. [EPA-EFE/MICHAEL REYNOLDS]

Nel momento più buio degli Stati Uniti d’America, debilitati da quattro anni di trumpismo, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha lanciato un messaggio di unità alla nazione e di ricostruzione delle alleanze: “Il mondo ci guarda”. 

“Questo è il giorno dell’America, è il giorno della democrazia”, esordisce così il presidente Usa Joseph Biden, detto Joe, durante il discorso di insediamento, nel momento più duro per la nazione americana, dopo anni di veleno trumpista, culminato con l’attacco a Capital Hill del 6 gennaio scorso.

Il giuramento del 46° capo di Stato americano, il secondo di religione cattolica dopo Kennedy (un caloroso messaggio a Biden è arrivato da Papa Francesco), davanti al presidente della Corte Suprema John Roberts, è avvenuto in un clima quasi surreale rispetto a quelli passati. A pesare certamente la pandemia di Covid-19 che non ha permesso il grande raduno di sostenitori e curiosi, ma anche il clima della vigilia, talmente pesante da fare imbastire un robusto apparato di sicurezza che ha controllato palmo palmo la capitale Washington.

Le paure per la minacciata incolumità del nuovo inquilino della Casa Bianca e della vicepresidente Kamala Harris, hanno portato addirittura ad allontanare una dozzina di membri della Guardia nazionale che risultavano sospetti. Si temeva infatti un attacco tipo ‘Sadat’ (dal nome del presidente egiziano ucciso a una parata militare), cioè proveniente dai propri apparati di sicurezza. Ad allietare l’evento le stelle della musica, tra cui Lady Gaga (che ha cantato l’inno) e Jennifer Lopez.

Durante l’intervento si percepiva, da parte di Biden, la piena consapevolezza del pesante fardello che dovrà portare su di sé, con la vicepresidente Kamala Harris al suo fianco, per non fare sprofondare gli Usa in un baratro mai così vicino dai tempi dell’ottocentesca Guerra civile. Ma l’avvocato del Delaware non ha nascosto la sua determinazione nel voler risollevare il Paese.

“L’America ha raccolta la sfida – ha detto –, siamo qui per parlare di una causa, la causa della democrazia, davvero preziosa quanto fragile, e questo di oggi è il modo di farla prevalere”. Poi il messaggio di unità. “Ve lo prometto, combatterò per coloro che non mi hanno sostenuto così come per coloro che lo hanno fatto”, ha detto il presidente, rivolgendosi a tutti gli americani, invitandoli a superare le divisioni per affrontare le gravi crisi che stanno patendo e sottolineando che “il disaccordo non deve portare alla disunione”.

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Il Presidente appena insediato non ha nascosto le preoccupazione per le forti lacerazioni, ma ha ribadito il suo messaggio unitario. “Lo so, parlare di unità può sembrare una folle fantasia in questi giorni. So che le forze che ci dividono sono profonde e reali. E so anche che non sono una novità. Ma l’unità è l’unica strada per andare avanti”, ha detto, citando anche la difesa della Costituzione come priorità.

“Abbiamo la prima vicepresidente donna, Kamala Harris: non ditemi che le cose non possono cambiare”, ha affermato Biden, ricordando un innovativo aspetto della sua presidenza, mentre non è mancata una stoccata all’uscente Donald Trump, sebbene indiretta, quando ha promesso di ristabilire il rispetto della verità e ha invitato a “respingere” la cultura della manipolazione dei fatti.

La lotta alle “ineguaglianze”, al “razzismo sistemico” e al “suprematismo bianco”, contro la “crisi del clima” e ovviamente contro il Covid, alle cui vittime è stato dedicato un minuto di raccoglimento, sono stati altri temi toccati dal nuovo Presidente. “Possiamo battere il virus”, ha detto.

Un altro dei complicati fronti con cui dovrà fare i conti sarà quello delle relazioni internazionali. A lui il compito di recuperare la grave perdita di credibilità dopo i quattro anni di Trump alla Casa Bianca, con gli episodi di Capital Hill ad aggravare pesantemente le cose.

“Il mondo ci guarda. Ripareremo le nostre alleanze”, ha detto Biden, un messaggio diretto anche all’Unione europea e a quegli Stati membri che hanno avuto scontri politici (Germania, Francia) o hanno visto un deterioramento dei rapporti con gli Usa di Trump. Alla cerimonia, caratterizzata dalle restrizioni Covid-19, erano presenti gli ex presidenti con le rispettive mogli: Barack e Michelle Obama, George W. Bush e la moglie Laura, Bill e Hillary Clinton. Non era presente Jimmy Carter, il più anziano degli ex inquilini della Casa Bianca (e l’ultimo rimasto dai tempi della Guerra Fredda), a causa di problemi di salute dovuti all’età avanzata.

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Donald Trump, come annunciato, non era presente, ma lo erano il suo vice Mike Pence e il leader dei repubblicani al Senato Mitch McConnell, due ex alleati. Insieme a McConnell c’era anche la moglie Elaine Chao, ex ministro dei Trasporti nell’amministrazione del miliardario newyorkese. Inoltre altri esponenti di spicco del Partito repubblicano erano presenti, come il senatore texano Ted Cruz, mentre l’ex candidato presidente Mitt Romney ha lanciato messaggi di augurio e di speranza a Biden perché riunisca la nazione.

Le reazioni dei leader europei

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, congratulandosi con Joe Biden e Kamala Harris, “la prima donna vicepresidente degli Usa” ha sottolineato che “l’Europa è pronta per un nuovo inizio” nei rapporti con gli Usa. “Grazie per il discorso ispirato e per l’offerta di collaborare”, ha detto.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, durante la plenaria di mercoledì 20 gennaio, ha “rivolto una proposta solenne al nuovo presidente Usa: costruiamo un nuovo patto fondativo per un’Europa più forte, Usa più forti e per un mondo migliore”.

In considerazione anche della grave crisi istituzionale che stanno attraversando gli States ha ricordato che “le tenebre della violenza non oscureranno mai la luce della democrazia”. “In quattro anni il mondo è diventato più complesso, meno prevedibile e meno stabile. Questo richiede ancora più di prima che l’Europa prenda il suo destino in mano, per difendere i nostri interessi e promuovere i nostri valori”, ha concluso Michel.

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“L’Ue e gli Usa sono partner naturali con valori e storia condivisi e un impegno di lunga data per lo stato di diritto, i diritti umani e il multilateralismo (il grande malato dopo quattro anni di Trump, ndr)”, ha sottolineato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. “Non vediamo l’ora di incontrare il presidente, lo invitiamo a venire al Parlamento europeo per tenere un discorso in sessione plenaria”, ha aggiunto.

Non ci vuole molto a capire che una nuova pagina, ben diversa dalla precedente, si sta aprendo da Washington. Ma le criticità, come è evidente, sono pesanti e radicate. A dimostrarlo sono anche le parole del discorso di congedo di Trump: “In qualche modo torneremo”, ha detto. Un messaggio poco rassicurante, viste le ultime vicende.

Gli States dovranno quindi sistemare le loro questioni interne e iniziare quanto prima il percorso di rivitalizzazione delle alleanze, come ha detto lo stesso Biden. In questo scenario di incertezza per il Paese leader mondiale, l’Europa ha davanti a sé l’esigenza, nonché l’opportunità, di emanciparsi.