Austria, uno scandalo di corruzione minaccia l’immagine politica di Kurz

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz (a sinistra) con l'attuale ministro delle Finanze Gernot Blümel (a destra). [EPA-EFE/MICHAEL GRUBER]

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, tuttora il più giovane capo di stato in carica al mondo, ha subito un duro colpo alla sua immagine di freschezza politica dopo uno scandalo di corruzione che ha coinvolto il suo governo.

Una serie di messaggi privati tra diversi esponenti del governo di Sebastian Kurz ha rivelato un meccanismo di corruzione, scambio di favori ed esercizio di pressione politica in atto dal momento in cui il cancelliere austriaco è stato eletto.

Kurz ha rappresentato una ventata di novità nella politica nazionale ed europea, un leader molto giovane, conservatore e deciso, che avrebbe potuto essere il futuro volto della forza politica dominante in Europa, il conservatorismo centrista del Ppe.

Tuttavia, la sua figura esce molto danneggiata dalle accuse di corruzione interna al suo governo, anche se il cancelliere non è direttamente sotto indagine. Lo è però il ministro delle finanze Gernot Blümel, accusato di aver forzato le regole politiche spingendo per assegnare a un amico personale una posizione statale remunerativa.

Blümel ha negato ogni tipo di accusa, definendola “falsa e semplice da confutare”, tuttavia le investigazioni procedono e la casa e l’ufficio del ministro sono state già perquisite. Mercoledì 7 aprile Blümel è apparso davanti a una commissione parlamentare d’inchiesta, per rispondere del suo coinvolgimento nel caso.

In particolare, sotto esame è il suo ruolo nell’assegnazione del ruolo di più alto grado nella holding Öbag, che gestisce le partecipazioni statali in una società petrolifera, un portafoglio immobiliare, le poste e un operatore di casinò.

Secondo l’accusa, Blümel avrebbe spinto per la candidatura dell’amico Thomas Schmid, allora segretario generale del ministero delle Finanze, nonché membro di lungo corso del partito al potere (Övp), permettendogli anche di riscrivere l’annuncio di lavoro per renderlo compatibile con le sue competenze.

Schmid, inoltre, secondo le indagini ha avuto la possibilità di selezionare personalmente il board designato alla sua nomina. La sua assenza di esperienza internazionale e del tipo di lavoro avrebbe potuto, infatti, rappresentare un ostacolo in altre circostanze.

“Sei di famiglia”, avrebbe scritto Blümel a Schmid dopo la sua nomina alla guida di Öbag. Il ministro si è difeso criticando la pubblicazione di messaggi riservati sui media, in particolare quando vengono decontestualizzati.

“Quando singoli messaggi sono presentati così, estrapolati dal loro contesto, possono sembrare irritanti, e lo capisco”, ha dichiarato, aggiungendo che la loro natura confidenziale dimostrava semplicemente che i due si conoscevano bene. “Abbiamo tutti scritto messaggi che, con il senno di poi, avremmo formulato diversamente”, ha concluso.

 ‘Affare Ibiza’

La testimonianza e l’indagine su Gernot Blümel è parte di una più ampia investigazione nel cosiddetto ‘Affare Ibiza’, che ha causato la fine dell’alleanza del partito Övp di Sebastian Kurz con l’estrema destra del Partito della libertà austriaco (Fpö) nel 2019.

Heinz-Christian Strache, allora leader di Fpö, era stato filmato mentre cercava di scambiare contratti pubblici con donazioni per il suo partito con una donna, che credeva essere la figlia di un oligarca russo. Lo scandalo ha portato alla scissione della coalizione di governo, con Kurz che ha trovato supporto nei Verdi.

Tuttavia, le indagini sono proseguite, in particolare sulla base di un’affermazione di Strache, che nel video citava la compagnia produttrice di slot machine Novomatic.  Secondo lui, l’azienda avrebbe finanziato volentieri qualsiasi partito per ottenere favori.

Novomatic è stata menzionata anche da Gernot Blümel nella sua audizione di mercoledì 7 aprile: il ministro delle finanze ha spiegato di aver declinato una donazione offerta dalla compagnia al partito di governo Övp nel 2017, quando il cancelliere Kurz era ancora ministro degli Esteri. L’incontro richiesto dal capo di Novomatic con  Kurz non sarebbe mai avvenuto, secondo le parole del cancelliere e di Blümel.

A febbraio, Kurz ha criticato lo svolgimento delle indagini da parte della magistratura austriaca, dichiarando che “sono stati commessi moltissimi errori” e che “c’è un’urgente necessità di cambiamento”, scatenando le polemiche per quello che di fatto è stato un attacco senza precedenti all’indipendenza giudiziaria.