Amministrative in Russia, riconferma per il partito di Putin ma in Siberia avanza l’opposizione

Alexei Navalny. [EPA-EFE/YEVGENY FELDMAN]

Il partito pro Cremlino “Russia Unita” dovrebbe ottenere una vittoria complessiva netta ma ha perso la maggioranza nei consigli comunali di Novosibirsk – la terza città più grande della Russia – e a Tomsk, città nella quale il 20 agosto è stato avvelenato il leader dell’opposizione Navalny.

“Russia Unita”, il partito del presidente Vladimir Putin, sarebbe in vantaggio nelle elezioni regionali e amministrative che si sono svolte in 18 delle 85 regioni russe. Il presidente di “Russia Unita”, Dmitry Medvedev, ha già annunciato pubblicamente il successo elettorale del partito. L’appuntamento elettorale era considerato un test su Putin, ad un anno dalle presidenziali e a poche settimane dal caso Navalny, avvelenato proprio mentre era impegnato nella campagna elettorale. Pur in un contesto di diffusa frustrazione per la diminuzione degli stipendi e per la gestione della pandemia da parte del governo, il Cremlino dovrebbe ottenere un buon risultato.

I primi risultati ufficiali dicono che i politici pro Cremlino, appoggiati da Putin, hanno vinto nelle regioni di Komi, Tatarstan, Kamchatka e in una dozzina di altri posti. Ma i sostenitori di Navalny hanno ottenuto la vittoria nelle votazioni del consiglio comunale a Novosibirsk, la terza città della Russia per numero di abitanti, e sembra anche nella città studentesca di Tomsk. Il partito di governo ha visto i suoi candidati a governatore ottenere la vittoria nella maggior parte delle regioni in cui si sono svolte le elezioni, ma con alcune significative eccezioni. A Novosibirsk, sono stati eletti Sergei Boiko e altri quattro alleati di Navalny, insieme ad altri nove candidati indipendenti. A Tomsk, invece, tra gli eletti ci sono Ksenia Fadeyeva, di 28 anni, e Andrei Fateev, entrambi sostenitori di Navalny. La Fadeyeva è addirittura la leader del partito di Navalny a Tomsk: “Questa è la prima vittoria di un funzionario della sede della Fondazione di Navalny”, ha detto su Twitter Ivan Zhdanov, direttore della Fondazione anticorruzione.

La strategia elettorale del leader dell’opposizione che è stato trasferito in Germania dopo l’avvelenamento da Novichok era chiara: sostenere tutti candidati che sembravano più adatti a sradicare gli esponenti del partito al potere, descritto come il “partito dei truffatori e dei ladri”. È la strategia di “voto intelligente”, con la quale sono stati nominati più di un migliaio di candidati che avessero delle chance di battere i candidati al governo.

La maggior parte delle schede sono ormai state conteggiate ma ci sono state molte segnalazioni di irregolarità. Gli osservatori indipendenti di Golos hanno detto, prima delle elezioni, che molti candidati dell’opposizione erano stati esclusi dalla competizione, e poi hanno riferito che i propri osservatori sono stati ostacolati dai funzionari in alcuni seggi elettorali e che ci sono state segnalazioni di brogli.

Un ulteriore elemento di destabilizzazione è dato dal fatto che tra i territori interessati dal turno elettorale c’era anche la Crimea. La posizione dell’Ue rispetto a questo è stata netta. Il comunicato del Servizio europeo per l’azione esterna, guidato da Borrell, recita: “L’Unione europea non ha riconosciuto l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa e pertanto non riconosce lo svolgimento di elezioni nella penisola di Crimea. Chiunque venga eletto nella penisola di Crimea con il voto organizzato dalla Russia e si dichiari “rappresentante” della Crimea e di Sebastopoli non sarà riconosciuto dall’Ue come rappresentante di quei territori, che fanno parte dell’Ucraina. L’Unione europea continua a sostenere con fermezza l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina”.