Aerei da guerra russi sui cieli europei: jet da combattimento Nato si alzano in volo

Un caccia F-16 Nato rumeno in volo durante una cerimonia nel settembre 2020. [EPA-EFE/ROBERT GHEMENT]

Dai centri operativi del Patto militare occidentale hanno rilevato un insolito livello di attività dell’aeronautica militare di Mosca. Coinvolta anche l’Italia: come si sono svolte le operazioni.

“I jet da combattimento della Nato sono stati richiamati 10 volte lunedì 29 marzo 2021, per mettere in ombra i bombardieri e i caccia russi durante un insolito picco di voli sull’Atlantico del Nord, il Mare del Nord, il Mar Nero e il Mar Baltico”, così inizia un comunicato dell’Organizzazione del trattato nord-atlantico sulla disinvoltura dell’aeronautica ex sovietica sui cieli europei.

In tutto, spiegano, gli aerei della Nato hanno intercettato sei diversi gruppi di aerei militari russi a ridosso dello spazio aereo dell’Alleanza, in più punti del continente, in meno di sei ore. Il brigadiere Hansen ha affermato che, dai due centri di operazioni aeree combinate della Nato a Uedem, in Germania, e Torrejón, in Spagna, “hanno risposto rapidamente a velivoli non identificati vicino ai confini dell’Alleanza, lanciando caccia da Norvegia, Regno Unito, Belgio, Italia, Romania, Bulgaria e Turchia per indagare e proteggere lo spazio aereo alleato”, ricordando che la missione di polizia aerea è uno “sforzo veramente collettivo”.

Nell’area scandinava, dicono da Bruxelles, “F-16 norvegesi si sono alzati in volo dopo che i radar hanno individuato due gruppi di aerei militari russi che volavano vicino alla costa della Norvegia”, intercettando “due bombardieri Tu-95 Bear, che hanno continuato a volare verso sud sopra il Mare del Nord, spingendo il Regno Unito e il Belgio a lanciare rispettivamente i caccia Typhoon e F-16. Più tardi nella giornata, gli F-16 norvegesi hanno intercettato due bombardieri Tu-160 Blackjack sopra le acque internazionali”.

Lavrov: “I rapporti tra Unione europea e Russia sono finiti”

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato martedì 23 marzo che le relazioni tra la Russia e l’Unione europea sono terminate, accusando Bruxelles di “aver distrutto meccanismi che si erano consolidati negli anni”. I commenti sono arrivati durante …

Anche il Mar Nero, che bagna le coste di ben tre Paesi aderenti alla Nato, Romania, Bulgaria e Turchia, è tra le aree che lunedì erano interessate da presenze aeronautiche russe, rilevate dai radar del Patto militare. “Caccia turchi, rumeni e bulgari”, hanno solcato i cieli sul vasto bacino marittimo “per seguire gli aerei russi fino a quando non hanno lasciato l’area”, spiegano.

Anche i caccia italiani sono stati chiamati in causa quando, separatamente dagli alleati turco-balcanici, hanno intercettato un aereo russo ‘Il 38’ da pattugliamento marittimo scortato da jet da combattimento sopra il Mar Baltico, che volavano dentro e fuori Kaliningrad, exclave della Russia nel cuore d’Europa.

Il tutto mentre in Italia si sta consumando la spy story che vede coinvolti ed accusati un ufficiale della Marina militare italiana ed un ufficiale dell’ambasciata russa a Roma, che avrebbe ricevuto dal primo documenti attinenti alla Nato. L’italiano è agli arresti, dopo essere stato preso in consegna dai Carabinieri del Ros per gravi reati attinenti allo spionaggio e alla sicurezza dello Stato, mentre l’uomo di Mosca sarà espulso (per il suo status diplomatico non può essere arrestato).

Si tratta di questioni, in particolare la prima sui sorvoli ‘disinvolti’ dell’aeronautica battente bandiera russa, che riportano a bomba sul dibattito rispetto all’autonomia strategica e tecnologica europea. Un aspetto non più rinviabile, nella crescente instabilità di una rinnovata (e sempre più consolidata) competizione internazionale, con numerosi fronti di tensione che circondano l’Europa.