Accordo sugli investimenti Cina-Ue, Von der Leyen: “Ci devono convincere che ne vale la pena”

Un momento del summit Cina-Ue in formato virtuale il 14 settembre 2020. [EPA-EFE/YVES HERMAN / POOL]

Malgrado Xi Jinping si dica fiducioso di poter chiudere i negoziati entro il 2020, i leader europei frenano.

“L’Europa deve essere un player, non un campo di gioco. Oggi abbiamo fatto un passo avanti per una relazione più equilibrata con la Cina. In alcune aree siamo sulla strada giusta, in altre dobbiamo fare ancora strada. Esistono differenze, ma siamo pronti a lavorare. Vogliamo una relazione economica basata su reciprocità e responsabilità”, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, al termine del summit Ue-Cina di lunedì 14 settembre.

Per chiudere l’accordo sugli investimenti c’è ancora molta strada da fare ha sottolineato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Pechino deve rendere più accessibile il mercato cinese per le aziende europee e deve impegnarsi di più sul fronte dello sviluppo sostenibile. “In altre parole la Cina ci deve convincere che vale la pena avere un accordo sugli investimenti”, ha aggiunto Von der Leyen.

Dal canto suo il presidente cinese Xi Jinping ha fatto sapere che c’è stata un’accelerata dei colloqui sul trattato per gli investimenti e ha ribadito l’intenzione di chiudere entro il 2020. Nei negoziati rispetto a luglio – al termine del quale la presidente della Commissione aveva dichiarato che non c’erano stati i progressi auspicati – sono stati fatti dei passi avanti, ma la strada è ancora lunga.

Anche sul fronte della sostenibilità l’Unione europea si aspetta di più. “La Cina emette la metà delle emissioni globali di CO2 prodotte da centrali a carbone”, ha ricordato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, spiegando di aver discusso con Xi Jimping della possibilità di passare a fonti di energia più pulite.

Un altro punto su cui l’Ue non intende cedere è il tema dell’autonomia, dei diritti e delle libertà a Hong Kong dopo l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale. “L’Ue e gli stati membri hanno già risposto con una voce chiara – ha sottolineato Michel – .Le voci democratiche ad Hong Kong devono essere ascoltate, i diritti vanno protetti e l’autonomia va preservata”.

L’accordo sulle indicazioni geografiche

Prima del summit Bruxelles e Pechino hanno firmato un accordo bilaterale per proteggere da usurpazioni e imitazioni 100 indicazioni geografiche europee in Cina e 100 indicazioni geografiche cinesi in Europa.  L’intesa era stata siglata dall’Ue lo scorso novembre e approvata dal Consiglio Agricoltura e Pesca a luglio.  L’accordo dovrebbe entrare in vigore nel 2021, dopo aver ottenuto l’approvazione del Parlamento europeo.

Con 26 denominazioni, l’Italia è il paese Ue più rappresentato nell’accordo. Le eccellenze che ne fanno parte sono: l’aceto balsamico di Modena, il formaggio Asiago, i vini Asti, Barbaresco, Bardolino Superiore, Barolo, Brachetto d’Acqui, il Brunello di Montalcino, il Chianti, il prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, il dolcetto d’Alba, il Franciacorta, il Soave, il vino nobile di Montepulciano,il Montepulciano d’Abruzzo,il vino Toscano, la bresaola della Valtellina, il Gorgonzola, il Grana Padano, la grappa, la mozzarella di bufala campana, il Parmigiano reggiano, il Pecorino romano, il Taleggio, il prosciutto di Parma e quello di San Daniele.