Accordo nucleare: i ministri dei Paesi aderenti riavviano il dialogo con Teheran

Una riunione sul Trattato nucleare iraniano (Jcpoa). [EPA-EFE/FLORIAN WIESER]

In una riunione presieduta dall’Alto rappresentante Ue Borrell, i ministri dei Paesi aderenti all’accordo hanno manifestato la volontà di ricucire i rapporti con l’Iran, aspettando che gli Usa di Biden tornino al tavolo del Jcpoa.

Le buone intenzioni ci sono tutte: i ministri degli Esteri dell’Ue del Trattato nucleare Jcpoa (Vienna 2015), e degli altri Paesi aderenti, non sono orientati a porre nuove precondizioni all’Iran e vogliono che Teheran e Washington tornino, rispettivamente, ad onorare pienamente l’accordo e ad aderirvi di nuovo.

Questo è emerso da una riunione online tenutasi lunedì 22 dicembre, dove “i ministri hanno riconosciuto la prospettiva di un ritorno degli Stati Uniti al Jcpoa e hanno sottolineato la loro disponibilità ad affrontare positivamente la questione in uno sforzo unitario”, si apprende da una nota congiunta di Iran, Cina, Russia, Germania, Francia e Regno Unito, gli Stati aderenti rimasti dopo il ritiro unilaterale degli Usa nel 2018, voluto dal presidente uscente Donald Trump.

Nella riunione presieduta dall’Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune Ue Josep Borrell, i ministri hanno ribadito l'”impegno a preservare l’accordo”.

I ministri hanno sottolineato la “necessità di affrontare le sfide in corso, anche in materia di non proliferazione nucleare e di impegno a revocare le sanzioni” e hanno ricordato che la risoluzione 2231 resta comunque “pienamente in vigore”.  La revoca delle sanzioni porterebbe al completo rispetto del Trattato da parte dell’Iran.

L'Iran ha votato una legge che blocca le ispezioni Onu nei siti nucleari

L’adozione del provvedimento arriva dopo l’omicidio, avvenuto la settimana scorsa, dello scienziato Fakhrizadeh, considerato il ‘padre’ del programma atomico iraniano. Le lotte conservatori-moderati sullo sfondo. Il messaggio all’Europa e a Biden. 

Fa discutere la decisione dell’Iran riguardo all’approvazione di una legge …

Per quel che riguarda il monitoraggio del programma i ministri hanno sottolineato che l’Aiea è l'”unica organizzazione internazionale imparziale e indipendente incaricata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

Le tempistiche saranno cruciali. Stati Uniti e l’Iran dovranno muoversi rapidamente per ripristinare l’accordo ed evitare che le elezioni presidenziali iraniane di giugno vedano vittoriosi i conservatori opposti al presidente moderato Hassan Rouhani.

Essi sono i fautori della linea dura contro l’occidente e in particolare contro gli Usa, che con le pesanti sanzioni di Trump hanno dato una forte sponda agli intransigenti.

Non a caso, ad inizio dicembre al parlamento di Teheran, un blitz di deputati conservatori ha fatto votare una legge che blocca i controlli Onu, scatenando l’ira di Rouhani, voce dialogante della Repubblica islamica e ‘architetto’ degli accordi del 2015.

Fino ad oggi l’Iran non ha mai impedito le ispezioni Aiea, ma ha violato i limiti fissati nell’accordo sull’arricchimento dell’uranio dopo i provvedimenti punitivi di Washington.

Si apprende poi di voci relative a insistenti pressioni statunitensi che non vogliono che il neoeletto presidente Joe Biden revochi le sanzioni, almeno fino a quando non saranno rinegoziate nuove clausole o scadenze, riporta The Guardian.

L’Iran ha ripetutamente affermato di non essere disposto a discutere questi temi nel contesto dell’accordo nucleare, ma è disponibile a parlare con i suoi vicini regionali Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Nucleare in Iran: Francia, Germania e Uk contro la legge che blocca le ispezioni Onu

Le tre nazioni europee del trattato nucleare stipulato nel 2015 intervengono con una nota congiunta per recriminare sul provvedimento adottato dal Parlamento iraniano la scorsa settimana.

Prosegue a colpi di dichiarazioni il confronto sul nucleare tra Iran e i membri europei …

Non solo. Sempre sul quotidiano inglese, un diplomatico ‘senior’ dell’Ue ha detto che “se vogliamo che l’Iran torni alla piena conformità, allora dobbiamo portare le ricompense economiche che abbiamo promesso”. “Oggi il commercio tra gli Stati europei e l’Iran è inferiore a quello che c’era prima dell’accordo”, ha aggiunto.

Vedremo come si svilupperanno le mosse, tra voglia di colpi di coda dello sconfitto (alle elezioni Usa) Trump e le riserve da sciogliere di Biden. Intanto nella giornata di mercoledì 23 dicembre Rouhani non le ha mandate a dire a The Donald.

“Nella recente storia iraniana abbiamo avuto a che fare due volte con dei pazzi, Trump e Saddam” e in entrambi i casi, ha sottolineato il Presidente della Repubblica islamica, l’Iran ne è uscito “vincitore”.

Ricordando la guerra scatenata dal dittatore iracheno nel 1980 e facendo riferimento ai danni dell’aspro conflitto (durato 8 lunghi anni) che si sviluppò, il politico iraniano ha affermato che “le sanzioni imposte da Trump sono state anche peggio”.