L’ambasciatore azero a Roma: “Tra Italia e Azerbaigian una partnership fondamentale”

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Intervista esclusiva a Euractiv Italia dell’ambasciatore azerbaigiano in Italia, Mammad Ahmadzada.

Signor ambasciatore, grazie per il colloquio che ha concesso in esclusiva a Euractiv. Partiamo dal recentissimo viaggio del ministro degli esteri Luigi Di Maio, accompagnato dal sottosegretario Manlio Di Stefano, a Baku, che segue di pochi giorni il colloquio telefonico tra il primo ministro Mario Draghi e il presidente Ilham Aliyev. Da quello che hanno riportato i media italiani il viaggio è stato soprattutto motivato dalla necessità italiana di diversificare le fonti energetiche. Può inquadrare politicamente questa missione? Era prevista da tempo o i fatti internazionali hanno modificato le agende delle due cancellerie?

Questa visita era già programmata da tempo. È estremamente importante che si sia svolta alla vigilia del trentennale dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica Italiana, risalente all’8 maggio 1992. L’obiettivo della visita era, come previsto dalla Dichiarazione Congiunta firmata nel 2020, durante la visita di Stato del presidente Ilham Aliyev in Italia, il rafforzamento del partenariato strategico multidimensionale, incluso anche il settore energetico, uno dei principali pilastri del nostro partenariato.

L’appuntamento di massima importanza della visita è stato l’incontro con il presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, S.E. Ilham Aliyev. La visita ha visto anche una bilaterale ristretta con il ministro degli Esteri Jeyhun Bayramov, seguita alla prima sessione del Dialogo Strategico con la firma di un Protocollo della sessione stessa. Vorrei evidenziare che la Dichiarazione Congiunta del 2020 ha stabilito lo svolgimento di sessioni periodiche del Dialogo Strategico, un importante meccanismo di consultazione tra i due Paesi, sotto la guida dei due ministeri degli affari esteri, per osservare, coordinare e discutere le questioni relative all’attuazione della stessa Dichiarazione, così come per le più importanti tematiche politiche e di sicurezza globale. Sono molto lieto che abbiamo tenuto la prima sessione del Dialogo Strategico durante la visita.

Attraverso questo nuovo meccanismo i due paesi lanciano a cadenza ripetuta nel tempo un nuovo metodo e il più alto livello di discussione per tutte le questioni di comune interesse e piani di azione congiunti. Il programma della visita è proseguito con un incontro con il Ministro dell’Energia, co-presidente della Commissione Intergovernativa Mista per la Cooperazione Economica tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Repubblica Italiana, Parviz Shahbazov. Uno degli aspetti centrali della visita è stata anche la cerimonia per la posa della “prima pietra” della sede dell’Italy-Azerbaijan University, presso il campus dell’ADA University, che è stata seguita dalla conferenza “Azerbaigian-Italia: percorso verso un partenariato strategico multidimensionale”, in occasione delle celebrazioni del trentennale delle relazioni tra i due paesi. Gli incontri a Baku hanno dimostrato ancora una volta che l’Azerbaigian e l’Italia vantano un partenariato privilegiato, unico nel suo genere.

Fino a pochi anni fa l’Azerbaigian era un perfetto sconosciuto nella politica estera italiana. Oggi è un partner importante. Ricordiamo la visita del presidente Mattarella a Baku nel 2018 e la visita del presidente Aliyev a Roma, poco prima dello scoppio della pandemia. Può farci un’analisi sintetica dei rapporti tra i due Paesi? 

Negli ultimi anni i rapporti hanno vissuto una crescita costante, raggiungendo il livello di partenariato strategico, grazie a due importanti documenti: la Dichiarazione Congiunta sul Partenariato Strategico, approvata nel 2014 e la Dichiarazione Congiunta sul Rafforzamento del Partenariato Strategico Multidimensionale, firmata nel 2020. Lo scambio di visite di Stato dei nostri Presidenti ha rappresentato l’apice delle relazioni. Quello tra Azerbaigian e Italia è dunque un rapporto a 360°, con l’Azerbaigian che rappresenta un importante partner energetico – i numeri parlano da soli, essendo il primo fornitore di greggio per l’Italia e ora, grazie al TAP, anche il terzo fornitore di gas. Il 95% del commercio italiano con il Caucaso meridionale è con l’Azerbaigian, ma i nostri rapporti vanno ben oltre i successi economici e commerciali.

Vorrei anche sottolineare la forte componente culturale nelle nostre relazioni. Basti pensare ai rapporti tra i nostri popoli basati su antiche radici, all’apprezzamento da parte dell’Italia del modello di multiculturalismo dell’Azerbaigian, in cui varie confessioni religiose vivono in pace e armonia, ai progetti della Fondazione Heydar Aliyev per la tutela di numerosi beni storico-artistici italiani, ai programmi in ambito culturale e dell’istruzione, che hanno portato, proprio nel corso della visita del Ministro Di Maio, alla cerimonia per la posa della “prima pietra” della sede dell’Università Italia-Azerbaigian.

Ha accennato al TAP di cui ultimamente si parla molto, in virtù di un ipotetico aumento delle forniture. Cosa ne pensa?

L’anno scorso abbiamo fornito circa 7 miliardi di metri cubi di gas in Italia. Durante la visita il nostro ministro dell’Energia ha evidenziato che se l’attuale tasso di crescita della produzione continuerà, le nostre esportazioni di gas verso l’Italia potranno raggiungere i 9,5 miliardi di metri cubi, con contratti a lungo termine e spot entro la fine di quest’anno. Il ministro ha anche preso atto della possibilità di trasportare una miscela di idrogeno al 10 per cento con l’espansione del TAP. E proprio in questi giorni gli stessi vertici di TAP hanno affermato che in questo momento il gasdotto sta andando al massimo, 33 milioni di metri cubi/giorno, una media annua di circa 12 miliardi di metri cubi, di cui 10,5 in Italia.

Quali sono le attuali relazioni dell’Azerbaigian con il complesso dell’Unione Europea. E quanto conta l’Italia in queste relazioni?

L’Azerbaigian è un paese con forti legami con l’Europa e che condivide i valori europei. Il partenariato con l’Unione Europea è una delle principali priorità della nostra politica estera. L’agenda del partenariato è molto ampia. Con 9 paesi dell’UE, inclusa l’Italia, l’Azerbaigian ha firmato accordi di partenariato strategico a livello bilaterale. Un terzo degli Stati membri dell’UE considera l’Azerbaigian un partner strategico. I nostri forti contatti politici forniscono sicuramente un’ottima base per diversificare la nostra cooperazione. Il nostro principale partner commerciale è l’UE, con cui abbiamo quasi il 50% del nostro commercio. Più di 1.700 aziende degli stati membri operano in Azerbaigian. Una parte importante della nostra agenda è, ovviamente, la sicurezza energetica, e questo può essere visto già nel progetto del Corridoio Meridionale del Gas. L’Azerbaigian sta attivamente negoziando un nuovo accordo globale con l’Unione Europea. La firma del nuovo accordo darà un altro importante contributo al rafforzamento dei nostri legami strategici.

Il presidente Ilham Aliyev in varie occasioni ha sottolineato che l’Italia per noi è considerata il partner numero uno in Europa. L’Italia ha un ruolo fondamentale nel rafforzamento delle nostre relazioni con l’UE e durante l’ultima visita è stato ribadito dall’Italia il sostegno a promuovere l’approfondimento di una stretta interazione dell’Azerbaigian con le istituzioni europee, così come a negoziati volti a concludere il nuovo accordo.

Torniamo all’Università Italia-Azerbaigian. Tra le iniziative tenutesi durante la visita di Di Maio vi è stata la sua inaugurazione. Può parlarci di questa iniziativa? 

L’iniziativa è stata proposta dal presidente Ilham Aliyev durante la visita di Stato in Italia nel febbraio 2020 e l’accordo per la sua istituzione è stato raggiunto durante tale visita. Successivamente il lavoro che è stato svolto ha portato alla firma, lo scorso anno, di un protocollo d’intesa sulla collaborazione per l’Università Italia-Azerbaigian tra l’ADA University e cinque Università italiane: Luiss, Università di Bologna, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Sapienza Università di Roma.

La cerimonia di posa della prima pietra dell’Italy-Azerbaijan University ha previsto la presenza del Ministro Luigi Di Maio, del Ministro Jeyhun Bayramov, del Ministro Parviz Shahbazov, e del Ministro dell’Istruzione dell’Azerbaigian Emin Amrullayev. La cerimonia ha rappresentato un evento di grande rilevanza per il rafforzamento del partenariato strategico multidimensionale e per l’ulteriore crescita dei rapporti nei settori accademico, scientifico, culturale, sociale, economico e industriale tra i due paesi.

Durante la presentazione dei piani della neonata università alla cerimonia di inaugurazione, è stato affermato che il suo portafoglio di programmi coprirà settori strategici di nicchia dell’economia e si adopererà per soddisfare la crescente domanda di manodopera competente in questi settori. L’università è concepita come una base intellettuale per il trasferimento di conoscenze, know-how, tecnologia e innovazione nelle seguenti aree: 1. Scienze agrarie e alimentari; 2. Ingegneria, compresa l’ingegneria elettrica, elettronica, dei trasporti e delle infrastrutture; 3. Architettura, Urbanistica e Architettura del Paesaggio; 4. Design, compreso il design degli interni, il design di prodotti e servizi, il design della comunicazione; 5. Scienze sociali, compreso il management, gli studi italiani, l’innovazione e l’imprenditorialità.

Di Maio si è recato anche a Yerevan. Quale è stata la posizione dell’Italia nella guerra dei 44 giorni del 2020 con l’Armenia che ha condotto al ripristino dell’integrità territoriale azerbaigiana e quale il ruolo del nostro Paese nel processo di pace e ricostruzione?

Abbiamo assistito alla posizione obiettiva e rispettosa del diritto internazionale da parte dell’Italia, sia nel lungo periodo di permanenza del conflitto, che durante la guerra. Nella Dichiarazione Congiunta sul Rafforzamento del Partenariato Strategico Multidimensionale del 2020 l’Italia ha riaffermato il suo sostegno all’indipendenza, alla sovranità, all’integrità territoriale e ai confini riconosciuti a livello internazionale e una posizione inequivocabile sulla soluzione dell’ex conflitto tra Armenia-Azerbaigian sulla base di questi principi, come sancito dai pertinenti documenti delle Nazioni Unite. Questa posizione è stata riconfermata dall’Italia, sia al livello del governo, che al livello del parlamento, durante e dopo la Guerra Patriottica. Abbiamo anche assistito alla solidarietà del popolo italiano durante momenti difficili e all’approccio obiettivo dei media italiani, di vari giornalisti e studiosi, al sostegno di numerosi consigli regionali, comunali e municipali alla legittima posizione dell’Azerbaigian.

Le prime delegazioni, una parlamentare e una governativa, dall’Europa in visita in Azerbaigian, compresi i territori liberati del nostro Paese, subito dopo la seconda guerra del Karabakh, sono state dall’Italia. Questi gesti di amicizia sono molto apprezzati nella società azerbaigiana. In quanto Paese amico, l’Italia è stato uno dei primi Paesi che abbiamo invitato ad operare nei territori liberati. Siamo molto soddisfatti per la partecipazione attiva delle imprese italiane ai vari progetti di ricostruzione, Durante i 30 anni di occupazione, questi territori sono stati rasi al suolo e fu commesso un genocidio culturale da parte delle truppe armene. Decine di miliardi saranno investiti nei prossimi anni nel ripristino delle infrastrutture per garantire il ritorno di oltre 1 milione di azerbaigiani in quelle aree, pari al 20% del territorio del Paese. Il nostro attuale lavoro con l’Italia è volto ad aumentare ulteriormente la partecipazione delle aziende italiane in questi progetti.

Il presidente azerbaigiano e il premier armeno si sono incontrati il 6 aprile a Bruxelles con la mediazione del Consiglio Europeo e del presidente Charles Michel. Quali sono i risultati di questo dialogo? 

Durante l’incontro, sono stati ampiamente discussi i principi sempre espressi dall’Azerbaigian sullo sviluppo della regione nella fase postbellica, compreso il pieno rispetto delle disposizioni della Dichiarazione Tripartita del 9/10 novembre 2020. È stata sottolineata l’importanza delle misure umanitarie, in termini di promozione della pace e della fiducia tra le parti, comprese le questioni relative alle persone disperse, la necessità di bonificare i territori dalle mine, ed è stato rilevato che l’Ue sosterrà lo sminamento umanitario, la riabilitazione e la ricostruzione nella regione. Inoltre, i ministri degli esteri dei due paesi sono stati incaricati di iniziare a preparare un accordo di pace tra i due paesi, sulla base di un’iniziativa avanzata dall’Azerbaigian un anno fa e dei principi di base da noi presentati qualche tempo fa.

È stata sottolineata anche l’importanza della delimitazione e della demarcazione del confine tra i due paesi ed è stato concordato di istituire una Commissione Congiunta di Confine entro la fine di aprile di quest’anno. È stata notata inoltre l’importanza di aprire i trasporti e le comunicazioni tra i due paesi, comprese le ferrovie e le autostrade e ribadito che l’UE è pronta a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto. Consideriamo che l’incontro sia un ulteriore importante passo compiuto nell’interesse dell’Azerbaigian e per garantire il futuro sviluppo della regione in pace e sicurezza.

Potrebbe, per concludere, illustrare sinteticamente la posizione del suo Paese sulla crisi in Ucraina?  Come si pone l’Azerbaigian in questo difficile equilibrio?

L’Azerbaigian sostiene che sia molto importante risolvere la questione attraverso mezzi e dialoghi politico-diplomatici, guidati dalle norme e dai principi del diritto internazionale. Il raggiungimento di un cessate il fuoco come primo passo in questo senso è uno dei punti principali. L’Azerbaigian è sempre stato guidato dalle norme e dai principi del diritto internazionale nelle sue attività nelle relazioni internazionali e vorrei sottolineare la questione della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati. Allo stesso tempo, l’Azerbaigian attribuisce sempre grande importanza alle questioni umanitarie e vi presta particolare attenzione. A questo proposito, abbiamo fornito assistenza umanitaria, comprese forniture mediche, alle persone colpite dalla guerra. L’Azerbaigian ha relazioni amichevoli con entrambi i paesi e il nostro capo di Stato è in costante contatto con i leader di Russia e Ucraina.