Borrell: “Trump ha svegliato l’Europa dal suo torpore strategico”

L'Alto Rappresentante Ue per gli Affari esteri Josep Borrell. [EFE]

L’arrivo del presidente americano Donald Trump nel 2016 ha “svegliato” l’Europa e le ha fatto capire che era troppo dipendente da Washington, dando il via a una fase di potenziamento dell’autonomia europea. Lo ha dichiarato l’Alto Rappresentante Ue per gli Affari Esteri Josep Borrell in un’intervista a EFE, partner di EURACTIV.

“Trump ci ha svegliati da un certo torpore strategico. Alla fine della Seconda guerra mondiale, noi europei ci siamo abituati a vivere sotto l’ombrello protettivo degli Stati Uniti. Molti Stati si trovano a loro agio in questa situazione e alcuni attribuiscono giustamente il merito della propria indipendenza agli Stati Uniti, che hanno vinto la Guerra fredda”.

Questa comoda relazione tra Washington e Bruxelles, dove gli europei mettono la maggior parte del peso militare sulle spalle degli americani tramite la Nato, è stata fatta saltare da Trump che, usando un linguaggio “talvolta troppo duro”, ha evidenziato all’Ue che deve assumersi “la sua parte di responsabilità in materia di sicurezza internazionale e difesa”, ha detto Borrell.

“Trump ci ha detto: ‘Io sto per chiudere l’ombrello, ora dovete svegliarvi’. E questo ha creato una certa consapevolezza rispetto alla nostra dipendenza”, ha aggiunto il diplomatico spagnolo.

Una migliore spesa per la difesa

Borrell, che ammette anche di avere un ruolo come “ministro della difesa dell’Ue”, crede che il primo compito dell’Europa sia armonizzare e coordinare i suoi 27 bilanci e industrie militari.

“Prima di spendere di più, dobbiamo spendere meglio […]. Gli Stati Uniti hanno un solo modello di carro armato da guerra. In Europa, credo, ne abbiamo dieci diversi. La stessa cosa avviene per i caccia, le navi da guerra… Tutto questo ha un prezzo”, ha spiegato Borrell. “Gli Stati Uniti sarebbero i primi a beneficiare di un’Europa più forte, unita e capace”, ha aggiunto.

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In un lungo intervento, l’Alto rappresentante Ue traccia la via per fare fronte ai gravi problemi che rischiano di travolgere l’Unione europea e di conseguenza il mondo intero.

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Una nuova era di relazioni con l’amministrazione Biden

Borrell ha detto anche che vede grandi opportunità per un’agenda diplomatica condivisa con l’amministrazione del presidente eletto americano Joe Biden.

Recuperare il patto sul nucleare con l’Iran è il primo obiettivo. Il patto è “ancora vivo”, nonostante il ritiro degli Stati Uniti operato da Trump, ma deve essere rinnovato.

Tuttavia, Borrell teme che l’Europa possa “tornare a dormire” e ricominciare a delegare le responsabilità a Washington, come aveva fatto prima di Trump.

Secondo il diplomatico spagnolo, L’Ue dovrebbe avere una maggiore indipendenza dagli Stati Uniti. “L’Europa dovrebbe essere in grado di agire indipendentemente: da sola quando necessario e con gli altri quando possibile”.

Maggiore sovranità tecnologica

“In tanti vorrebbero avere la capacità tecnologica che abbiamo noi europei. Siamo stati, e siamo tuttora, leader nel settore tecnologico e grazie a questo […] abbiamo la possibilità di dettare gli standard”, ha sottolineato il diplomatico.

Tuttavia, Borrell ha riconosciuto che l’Europa ha perso la sua leadership in “alcune aree”. Ha fatto l’esempio della crisi del Covid-19 in cui, durante il picco dei contagi a marzo e aprile, l’Ue ha sofferto di una mancanza di medicinali e mascherine perché erano prodotti principalmente in Cina e India.

Un ingegnere aeronautico di formazione, Borrell ha evidenziato come l’autonomia strategica “inizi con l’autonomia tecnologica”.

“Quasi tutto nella vita comincia con la tecnologia. Il potere militare è basato sulla tecnologia, è sempre stato così e sempre lo sarà: dall’arco e le frecce all’armatura, lo scudo, l’alabarda, l’archibugio e persino il motore a vapore. La tecnologia cambia il mondo e condivide il potere. E l’Europa deve senza dubbio lavorare duro e riguadagnare il tempo perso in alcuni settori”, ha dichiarato Borrell.

 

Brexit e ‘fake news’

Sulla Brexit, Josep Borrell ha espresso il suo ottimismo per un accordo dell’ultimo minuto con Londra: “i problemi di un’uscita dall’Ue senza accordo sono enormi e penso che la necessità di un patto prevalga. Lo vedremo nei prossimi giorni”.

Ha anche fatto alcuni esempi di propaganda operata dai sostenitori della Brexit prima del referendum britannico, dove si sosteneva che con i soldi che il Regno Uniti dava all’Ue si sarebbe potuto costruire un ospedale a settimana.

“Il giorno dopo queste false notizie, stavano già dicendo che si trattava di calcoli errati”, ha detto Borrell, tracciando un parallelismo con il movimento indipendentista catalano in Spagna. Il Regno Unito si è sempre lamentato dei troppi soldi dati all’Ue, così come i separatisti catalani sostengono che la Spagna li derubi.

“Bisogna fare uno sforzo per contrastare la disinformazione, dobbiamo reagire perché viviamo in un mondo governato da battaglie di punti di vista”, ha messo in guardia Borrell.