Le due facce della Polonia, tra l’accoglienza dei profughi ucraini ed il rifiuto dei valori fondanti dell’UE

In questi giorni la Polonia si è impegnata con successo nell’enorme sforzo umanitario per l’accoglienza dei profughi ucraini in fuga dalla guerra che sta devastando il loro paese. La società civile polacca a tutti i livelli ha accolto in pochi giorni più di un milione e duecentomila ucraini, in massima parte donne e bambini, con una straordinaria dimostrazione di efficienza e solidarietà. Eppure continua a respingere poche migliaia di profughi curdi, siriani e afgani anch’essi in fuga da conflitti altrettanto devastanti nei rispettivi paesi, ha aperto una serie di contenziosi con l’Unione Europea sui temi dello Stato di diritto e dei diritti delle minoranze e si rifiuta di partecipare al programma di redistribuzione volontaria dei richiedenti asilo. Tutto ciò dimostra che la Polonia è un grande paese ma che deve decidere cosa vuole fare e quale ruolo vuole avere nell’UE.