Immigrazione, il persistente tasto dolente della politica estera che non c’è

La gestione della pandemia, con tutti gli annessi e connessi dalla questione dei vaccini al Recovery Plan, ha relegato in secondo piano ogni altra questione tra cui anche quella della gestione dei flussi migratori che però sta prepotentemente tornando alla ribalta con l’inizio dell’estate e l’inevitabile aumento esponenziale dei viaggi per mare. Ancora una volta l’UE si dimostra incapace di fornire una risposta comune solidale, di garantire un controllo comune delle frontiere, di accogliere e ridistribuire su tutto il territorio dell’UE chi fugge da fame e disperazione e garantire asilo a chi fugge da guerre e genocidi. Ancora una volta non si può fare a meno di far notare quanto sarebbe importante rafforzare le capacità decisionali delle istituzioni europee su politiche che necessariamente devono essere europee per essere efficaci.