Ue al lavoro per migliorare la cooperazione col Marocco sulle migrazioni

Il Commissario Europeo per gli Affari Interni, Ylva Johansson (R), e il Ministro degli Interni spagnolo, Fernando Grande-Marlaska (L), tengono una conferenza stampa prima della loro visita al porto di Arguineguin, dove 500 migranti attendono il permesso di sbarcare, per discutere nuove misure e regolare l'arrivo di un gran numero di migranti nelle isole, a Las Palmas de Gran Canaria, Isole Canarie, Spagna, 06 novembre 2020. [EPA-EFE/Elvira Urquijo A.]

L’Unione europea ha intenzione di migliorare la cooperazione con il Marocco nella gestione dei flussi migratori. In particolare, si cerca un accordo per facilitare i rimpatri e il rilascio dei visti. Si è espresso in merito il Commissario per gli affari interni dell’Ue, Ylva Johansson.

“Ho il mandato di sedermi per negoziare sui rimpatri e per facilitare il rilascio dei visti”, ha dichiarato Ylva Johansson, commissario Ue per gli Affari interni, ai giornalisti a Rabat, all’inizio di una visita di due giorni nel Paese nordafricano. “L’Ue ha bisogno dei migranti. Siamo una società che invecchia, ma i cittadini europei hanno un po’ paura degli arrivi irregolari”, ha detto.

“Avere meno arrivi irregolari e rimpatriare chi non può rimanere, è strettamente legato alle agevolazioni per il rilascio dei visti e alla creazione di canali legali di accesso”. La lotta dell’Ue contro l’immigrazione irregolare è stata al centro dei suoi sforzi diplomatici nella regione del Maghreb.

Il ministro degli Interni spagnolo Fernando Grande-Marlaska, che ha incontrato il suo omologo marocchino a novembre, ha chiesto la ripresa dei rimpatri, sospese in mezzo alla pandemia del coronavirus. Negli ultimi mesi, infatti, c’è stato un aumento degli arrivi nelle Isole Canarie.

“In questo momento la situazione alle Isole Canarie è molto grave – ha detto Johansson – La metà dei migranti che sono arrivati sembrano essere cittadini marocchini”. La commissaria ha sottolineato che c’è stato un picco nel numero di arrivi sulla rotta dell’Atlantico occidentale, “la via di gran lunga più pericolosa per l’Ue”.

“Abbiamo una buona cooperazione (con il Marocco) quando si tratta di migrazione, sia nella lotta ai contrabbandieri che per quanto riguarda i rimpatri, ma c’è ancora spazio per migliorare”, ha aggiunto Johansson. “Non sono qui per dire ai marocchini di che tipo di aiuto potrebbero aver bisogno, sono qui per discutere del partenariato, di come possiamo avere un rapporto reciprocamente vantaggioso”.

L’Ue ha mobilitato 343 milioni di euro per la gestione delle migrazioni in Marocco dal 2018, compresi i programmi di istruzione e la formazione delle forze di polizia, secondo i dati Ue aggiornati al 1° dicembre.