Rifugiati ucraini, l’Ue presenta un piano in dieci punti per l’accoglienza

La commissaria agli affari interni Ylva Johansson (a sinistra) e il ministro francese dell'interno Gérald Darmanin (a destra). [Unione europea]

L’Ue ha presentato un piano in 10 punti sull’accoglienza dei rifugiati ucraini. Prevista la creazione di una piattaforma per tenere conto delle persone che ottengono la protezione temporanea. La Commissione Ue, intanto, chiede di fermare i programmi dei ‘passaporti d’oro’.

Durante il Consiglio straordinario dei ministri della giustizia e dell’interno di lunedì 28 marzo, l’argomento principale di discussione è stata l’accoglienza dei rifugiati provenienti dall’Ucraina. Sono state annunciate una piattaforma per la registrazione dei profughi che aderiscono al programma di protezione temporanea, così come una mappa della capacità di accoglienza degli Stati membri.

“È stata stabilita una mappatura della capacità di accoglienza, per stabilire quale sia l’onere che grava sui vari Stati membri”, ha detto la commissaria agli affari interni Ylva Johansson. “C’è un piano comune per contrastare la tratta degli esseri umani con un’attenzione particolare ai minori, in particolare a quelli non accompagnati”, ha confermato.

Si è discusso anche di un piano di aiuti per la Moldavia, incluso il sostegno alle forze di frontiera tramite l’impiego di agenti Frontex. “Non tutti i rifugiati ucraini resteranno nell’Ue, perciò lavoriamo a stretto contatto anche con alleati come Stati Uniti e Canada”, ha detto Johansson.

“3,8 milioni di rifugiati sono stati accolti nell’Ue dall’Ucraina, di cui più della metà minori. Al momento la Polonia ha accolto la maggioranza di loro, più di un milione e mezzo. Abbiamo 40 mila arrivi al giorno, un numero importante ma inferiore rispetto ai 200 mila del periodo di massimo sforzo”, ha aggiunto la commissaria.

“È importante incentivare i rifugiati a non fermarsi solo in Polonia, ma proseguire verso altri Stati, altrimenti la situazione diventerebbe insostenibile”, ha detto Johansson, confermando però che non si sta lavorando ad alcuna quota di distribuzione.

“Sarà istituita una piattaforma per la registrazione temporanea, per mappare le persone in arrivo nell’Ue. La registrazione avverrà negli Stati membri: la piattaforma permetterà di collegare queste informazioni, evitando doppioni e rendendo i dati disponibili a livello globale”, ha detto. “L’indice ci permetterà invece di stabilire quanti rifugiati sono presente in ogni Stato membro, anche non provenienti dall’Ucraina”, ha proseguito.

“Il lavoro sulla piattaforma e la registrazione inizierà subito perché si tratta di uno sviluppo urgente”, ha specificato la commissaria Johansson. Sui finanziamenti, “la Commissione ha messo ha disposizione cifre importanti”, ma il Consiglio europeo ha chiesto di considerare proposte aggiuntive.

Attualmente sono 800 mila i rifugiati ucraini che hanno fatto domanda di protezione temporanea. Non sono previste richieste di reinsediamento dei rifugiati, che dovranno avere gli stessi diritti in tutti i Paesi, in modo che la transizione sia sicura per loro.

“Potrebbe esserci un problema potenziale di sicurezza per quanto riguarda le persone che arrivano sul territorio dell’Ue” ha detto il ministro francese dell’interno Gérald Darmanin. “Oggi abbiamo parlato soprattutto di donne, minori e anziani, quelli che attraversano il confine, e ci sono pochi rischi in quel senso”, ha proseguito.

Darmanin ha poi specificato che i servizi di polizia e intelligence saranno attenti ai potenziali rischi per donne e minori di finire vittima della tratta di esseri umani. “Abbiamo chiesto alla Commissione di fare una riflessione su questo e a Europol di agire”, ha concluso.

I ministri di sette Paesi europei (Francia, Germania, Olanda, Spagna, Italia, Lussemburgo e Belgio) hanno “scoraggiato all’unanimità gli europei dalla partecipazione” al conflitto in Ucraina e alla resistenza contro l’invasione russa.

Secondo le stime di Kiev, finora oltre 20 mila stranieri si sono recati in Ucraina per partecipare alla guerra contro la Russia, come parte di una “legione internazionale”, seguendo una richiesta di Zelensky.

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Cancellare i passaporti d’oro

La Commissione europea ha pubblicato lunedì 28 marzo una raccomandazione con cui chiede agli Stati membri di abrogare immediatamente i propri programmi di cittadinanza sulla base degli investimenti, attuando controlli rigorosi per verificare che non ne beneficino soggetti sottoposti a sanzioni per la guerra in Ucraina.

Diversi cittadini russi o bielorussi presenti nella lista dei sanzionati dall’Ue o che comunque hanno offerto qualche tipo di sostegno alla guerra in Ucraina potrebbero aver acquisito la cittadinanza europea o comunque un accesso privilegiato, incluso l’accesso allo spazio Schengen, attraverso i programmi dei cosiddetti ‘passaporti d’oro’.

La Commissione raccomanda perciò di revocare la cittadinanza Ue ai cittadini russi e bielorussi sottoposti a sanzioni o che sostengono la guerra. Lo stesso trattamento dovrebbe essere riservato per i permessi di soggiorno temporanei.

“I valori europei non sono in vendita”, ha dichiarato il commissario alla giustizia Didier Reynders. “Riteniamo che la vendita della cittadinanza mediante ‘passaporti d’oro’ sia illegale secondo il diritto dell’Unione, metta in pericolo la nostra sicurezza e apra la strada a corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione fiscale”, ha proseguito.

“Tutti gli Stati membri interessati dovebbero porre fine immediatamente ai loro programmi di cittadinanza per investitori e valutare l’opportunità di revocare i ‘passaporti d’oro’ già concessi alle persone sanzionate”, ha aggiunto.

“Il diritto di circolare liberamente all’interno dello spazio Schengen è uno dei nostri punti di forza”, ha detto la commissaria agli affari interni Ylva Johansson. “Per evitare che se ne abusi sono necessari controlli rigorosi. Dobbiamo fare tutto il possibile perché i bielorussi e russi che sostengono la guerra di Putin non possano entrare nell’Ue grazie ai loro soldi”, ha concluso.