Parlamento europeo: nasce la commissione d’inchiesta su Frontex

Un agente di Frontex al porto di Vathy sull'isola di Samos, Grecia, 01 marzo 2016. EPA/CHRISTIAN CHARISIUS

A fine gennaio gli eurodeputati della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) hanno deciso di istituire il Frontex Scrutiny Working Group, un “gruppo di lavoro” che si occupi di verificare l’operato di Frontex e di esaminare le accuse relative al ruolo dell’agenzia di sicurezza delle frontiere dell’UE nei “respingimenti” illegali di rifugiati.

Da qualche mese l’agenzia infatti è finita nella bufera in seguito ad alcune inchieste giornalistiche che hanno gettato più di qualche ombra sull’operato dei suoi uomini, soprattutto al confine greco-turco. L’audizione del Direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, dinnanzi al Parlamento Europeo, chiamato a rispondere alle accuse di violazione dei diritti umani e di respingimenti illegali, non era stata convincente e anzi aveva indotto vari gruppi politici a chiederne le dimissioni.
“Se le accuse di cattiva condotta si rivelassero vere, allora ci dovranno essere delle conseguenze. Non possiamo permettere che le agenzie dell’UE agiscano al di fuori della legge e contro i valori europei. Questa inchiesta è il primo passo verso la protezione dei rifugiati e dei migranti e la tanto necessaria responsabilità di Frontex”, aveva spiegato l’eurodeputata Tineke Strik che avrà l’incarico di redigere il rapporto d’inchiesta conclusivo.

Ai sensi dell’articolo 6 del regolamento UE che istituisce l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, Frontex è responsabile nei confronti del Parlamento europeo e del Consiglio europeo, per lo più attraverso il rapporto annuale di attività e i programmi di lavoro annuali e pluriennali presentati al Parlamento e al Consiglio. È vero che le due Istituzioni possono chiedere al direttore esecutivo di Frontex di riferire su qualsiasi questione relativa alle operazioni dell’agenzia e che esercitano anche una supervisione finanziaria sul bilancio dell’Agenzia, ma le vicende degli ultimi mesi hanno fatto emergere l’esigenza di un controllo più sostanziale rispetto all’operato degli agenti.
Un ulteriore problema è dato dal fatto che rispetto alle accuse sui respingimenti illegali rivelate nell’ottobre 2020 dal settimanale tedesco Spiegel è stata aperta, e presto chiusa, un’indagine interna, dunque non indipendente e non imparziale secondo alcuni.

Frontex, il direttore Leggeri nega il coinvolgimento nei respingimenti dei migranti

Gli eurodeputati della Commissione LIBE (la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni) hanno interrogato il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, sul ruolo dell’agenzia nel respingimento dei richiedenti asilo tra Grecia a Turchia e sembra che …

Il Frontex Scrutiny Working Group avrà quattro mesi di tempo per far luce sulla situazione dell’Agenzia di frontiera europea e presentare i risultati della propria inchiesta al Parlamento. Quattordici deputati -due per gruppo politico- ne faranno parte e avranno il compito di fare il punto sulle attività e l’organizzazione di Frontex. Alla guida del gruppo di lavoro la deputata maltese del gruppo PPE (centro-destra) Roberta Metsola.
Solo gli eurodeputati dei gruppi di estrema destra, Identità e Democrazia e Conservatori e Riformisti Europei, sono dalla pare di un sempre più isolato Leggeri.
Anche la commissaria Ylva Johansson sembra sempre più dura nei suoi confronti, soprattutto dopo l’audizione a porte chiuse di lunedì al Parlamento Europeo. Il problema principale per la Commissione europea è che, stando al regolamento, Frontex dovrebbe avere tre vice direttori esecutivi per aumentare la supervisione della gestione e dovrebbe reclutare almeno 40 “controllori dei diritti fondamentali” per sorvegliare la conformità dell’operato dell’agenzia al rispetto dei diritti umani e dei valori dell’UE. Ma ad oggi non ne è stato nominato ancora nessuno.