Migranti: Polonia, Lituania e Lettonia stanno considerando di attivare l’articolo 4 del Trattato Nato

Al centro nella foto il primo ministro Morawiecki visita le truppe al confine con la Bielorussia, il 9 novembre 2021. [EPA-EFE/ADAM GUZ / CANCELLERIA PRIMO MINISTRO]

A tenere banco la questione dei confini con la Bielorussia che, sulla scia dei flussi migratori, si stanno militarizzando sempre di più.

La Polonia è in trattative con la Lituania e la Lettonia sull’opportunità di chiedere consultazioni ai sensi dell’articolo 4 della Nato. Al centro della discussione, ha detto il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki domenica 14 novembre, c’è la crisi al confine polacco-bielorusso.

La Nato dovrebbe fare “passi concreti” per risolvere la crisi dei migranti al confine con la Bielorussia, ha detto Morawiecki alla Polish press agency. “Non è sufficiente per noi esprimere pubblicamente la nostra preoccupazione – ora abbiamo bisogno di passi concreti e l’impegno di tutta l’alleanza”, ha aggiunto.

Durante il fine settimana, migliaia di migranti hanno viaggiato verso la Bielorussia nella speranza di attraversare l’Ue, ma sono rimasti intrappolati al freddo lungo il confine, poiché i numerosi tentativi di sfondare la recinzione alzata dai soldati di Varsavia sono stati respinti dai militari polacchi.

La zona di confine è presidiata dall’inizio di settembre, con migliaia di guardie di confine, polizia e truppe dispiegate. Secondo alcuni filmati diffusi dal governo polacco i soldati bielorussi avrebbero tentato di danneggiare il filo spinato, accecando le guardie di confine polacche con dei laser. Alcuni Paesi della regione avvertono che lo stallo potrebbe degenerare in un conflitto militare.

“Stiamo valutando con la Lettonia e soprattutto con la Lituania di attivare l’articolo 4”, ha detto Morawiecki. “Sembra che sia necessario sempre di più”

I precedenti dell’articolo 4 Nato

L’articolo 4 prevede la possibilità di convocare il Consiglio della Nato quando “l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di uno dei Paesi membri è minacciata”. L’articolo 4 è stato finora attivato quattro volte, una volta dalla Turchia per la guerra in Iraq del 2003, nel giugno 2012 dopo l’abbattimento di un jet militare turco da parte della Siria, nell’ottobre 2012 dopo gli attacchi siriani alla Turchia e i loro contrattacchi, e nel febbraio 2020 dopo le crescenti tensioni derivanti dall’offensiva nord-occidentale in Siria.

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Lettonia, Lituania e Polonia convocarono una riunione per chiedere l’attivazione dell’articolo 4 nel marzo 2014 in risposta alla crisi della Crimea, ma non fu attivato. Secondo fonti della Nato, la questione potrebbe essere discussa nella loro prossima riunione ministeriale all’inizio di dicembre.

Le reazioni di Nato, Ue e Usa

Lunedì 8 novembre, la Nato ha messo in guardia la Bielorussia dal continuare a strumentalizzare i rifugiati. Solo recentemente, la Nato ha intensificato la sua strategia per difendersi da qualsiasi potenziale attacco ibrido. “Non c’è dubbio che la questione è andata troppo oltre”, ha detto Morawiecki.

Morawiecki ha spiegato alla Pap che i leader dell’Ue discuteranno della possibilità di introdurre ulteriori sanzioni contro la Bielorussia, compresa la chiusura completa del confine. “Sappiamo già che per fermare il regime bielorusso, le sole parole sono insufficienti. Siamo consapevoli che saranno necessarie sanzioni più forti”, ha detto, aggiungendo di essere in contatto con i leader dell’Ue e di lavorare a stretto contatto con i primi ministri di Lituania e Lettonia.

Il capo della politica estera dell’Ue, l’alto rappresentante Josep Borrell, ha detto che l’Unione avrebbe ampliato le sanzioni contro Bielorussia lunedì per includere le compagnie aeree e le agenzie di viaggio che si pensa siano coinvolte nel trasporto di migranti.

Morawiecki ha chiesto che l’Ue finanzi congiuntamente un muro di confine. Allo stesso tempo, il Consiglio di difesa nazionale della Lituania (Vgt) ha concordato i criteri che porterebbero il paese a chiedere l’assistenza della Nato per affrontare quella che dice essere “un’aggressione ibrida” della Bielorussia, una decisione che dovrà essere condivisa da tutti i leader dei paesi. Il Consiglio di difesa nazionale è composto dal presidente lituano, il primo ministro, lo speaker del parlamento Seimas, il ministro della difesa e il capo dell’esercito.

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Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha detto martedì 9 novembre che non vede ancora la necessità di invocare l’articolo 4 per la situazione al confine bielorusso. “L’articolo 4 della Nato è sicuramente l’extrema ratio, e lo terremo nel nostro arsenale qualora avessimo motivi solidi per invocarlo”, ha sostenuto Nauseda martedì scorso dall’agenzia di stampa baltica.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken, parlando sabato con il ministro degli Esteri polacco Zbigniew Rau, ha detto che le azioni della Bielorussia minacciano la sicurezza regionale e distraggono dalle attività militari russe al confine con l’Ucraina, secondo quanto riferito dal portavoce del dipartimento di stato Ned Price.

“Il segretario Blinken ha riaffermato il sostegno degli Stati Uniti alla Polonia di fronte al cinico sfruttamento dei migranti vulnerabili da parte del regime di Lukashenko”, ha spiegato Price in una dichiarazione di domenica. Azioni che, ha aggiunto il portavoce di Washington, “minacciano la sicurezza, seminano divisione e mirano a distrarre dalle attività della Russia al confine con l’Ucraina”.

Blinken, la scorsa settimana, ha espresso preoccupazione per i movimenti delle truppe russe ai confini con l’Ucraina e ha chiesto chiarimenti a Mosca, temendo che “tentare di riesumare quello che intraprese nel 2014”. Il presidente russo Vladimir Putin, un sostenitore chiave del dittatore bielorusso Alexander Lukashenko, ha detto che la Russia è pronta a dare una mano per risolvere la crisi, come riportato dall’agenzia di stampa Ria domenica, citando un’intervista del leader del Cremlino su un canale televisivo statale.