Migranti, l’Ue propone una lista nera di operatori di trasporto coinvolti nel traffico di esseri umani

Un Boeing 737 della compagnia di bandiera bielorussa Belavia. [EPA-EFE/TATYANA ZENKOVICH]

La Commissione europea ha proposto la creazione di una lista nera di operatori di trasporto che sono coinvolti nel traffico di esseri umani e nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in particolar modo legati alla situazione al confine tra Bielorussia e Polonia.

Le misure proposte dalla Commissione sono atte ad affrontare le minacce ibride portate avanti da Paesi terzi, in particolar modo la Bielorussia. A questi strumenti saranno affiancate forme di assistenza umanitaria.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che “i tentativi di destabilizzare l’Ue strumentalizzando le persone non funzioneranno. Siamo uniti e stiamo intraprendendo varie misure per affrontare la situazione alle frontiere esterne con la Bielorussia. Oggi presentiamo una nuova proposta per creare una lista nera degli operatori di trasporto coinvolti nella tratta di esseri umani verso l’Ue”.

Per affrontare la crisi che sta avvenendo al confine orientale dell’Ue, la Commissione europea propone così di adottare misure nei confronti degli operatori di trasporto di qualsiasi tipo (aereo, terrestre e navale) che pratichino o favoriscano il traffico e la tratta di esseri umani verso l’Ue.

Tra le misure considerate ci sono la limitazione delle operazioni all’interno dell’Unione, la sospensione di licenze e autorizzazioni per operare nell’Ue, il blocco del diritto di fare rifornimento o manutenzione in Europa, il divieto di sorvolare o transitare nell’Unione e di fare scalo nei suoi porti e aeroporti.

Il 15 novembre l’Ue ha ampliato ulteriormente il regime di sanzioni contro individui ed entità che organizzano o partecipano alla strumentalizzazione delle persone, incluse le compagnie aeree e le agenzie di viaggio.

L’Ue si è impegnata a collaborare con l’Iraq, Paese di origine di gran parte delle persone che la Bielorussia ha trasferito al confine. Ad agosto sono stati interrotti i voli tra Baghdad e Minsk, mentre in seguito sono stati interrotti quelli da Erbil e transitanti da Paesi terzi.

L’Ue ha stanziato inoltre 700 mila euro in assistenza umanitaria per i rifugiati vulnerabili e i migranti bloccati in Bielorussia, mentre ulteriori aiuti potrebbero essere forniti successivamente se l’accesso alle organizzazioni umanitarie partner dovesse migliorare ulteriormente.

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La …

Rimpatri volontari e respingimenti

La Commissione europea fornirà 3,5 milioni di euro a sostegno dei rimpatri volontari dalla Bielorussia ai Paesi d’origine. Il vicepresidente Margaritis Schinas ha riconosciuto che si tratta del modo più rapido per risolvere la crisi. “Siamo a novembre, a dicembre sarà peggio. La priorità è portarli fuori, la via più rapida sono i rimpatri”, ha spiegato.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha invece annunciato l’intenzione di fare una proposta di misure temporanee nel settore dell’asilo nell’ambito dell’articolo 78 paragrafo 3 dei Trattati.

Questo articolo era stato usato nel 2015 per favorire lo spostamento di migranti da Grecia, Italia e Ungheria. In questo caso, tuttavia, si tratterebbe di legalizzare i respingimenti e facilitare le espulsioni con procedure più rapide di rifiuto di ingresso alla frontiera.

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Collaborazione con l’Asia centrale

L’Alto rappresentante Ue alla politica estera Josep Borrell ha guidato una visita diplomatica a Dusanbe, capitale del Tagikistan, dove si svolge la conferenza tra Ue e Asia centrale. “L’intera regione ha espresso la volontà di fermare il flusso di migranti verso la Bielorussia”, ha dichiarato Borrell.

“Nella regione, in particolare in Uzbekistan, la diplomazia Ue ha avuto grande efficacia”, ha proseguito. Tashkent è stata una delle ultime capitali a imporre restrizioni ai voli verso la Bielorussia per il transito dei passeggeri da una mezza dozzina di Paesi, tra cui Afghanistan, Iraq, Libano, Libia, Siria e Yemen.

La commissaria per i partenariati internazionali Jutta Urpilainen, che fa parte della delegazione insieme a Borrell, ha dichiarato che l’obiettivo principale dell’Ue è evitare il collasso della società afgana. Metà del sostegno da un miliardo di euro per l’Afghanistan è destinato ai Paesi confinanti.

“Non stiamo chiedendo ai Paesi dell’Asia centrale di accogliere i rifugiati dall’Afghanistan”, ha detto Urpilainen. “Sappiamo che c’è un flusso verso questi Paesi, è nostro dovere aiutarli a integrare e fornire aiuto a queste persone”, ha proseguito.