Migranti, la Polonia ha effettuato respingimenti illegali al confine con la Bielorussia

Poliziotti polacchi sorvegliano il confine con la Bielorussia vicino a Usnarz Gorny. [EPA-EFE/ARTUR RESZKO POLAND OUT]

La Polonia ha effettuato respingimenti illegali di migranti lungo il suo confine con la Bielorussia nel mese di agosto, come hanno svelato rilievi satellitari e analisi di foto e video condotti dalla Ong Amnesty International.

Amnesty ha rivelato che, tramite l’analisi di immagini satellitari catturate il 18 agosto 2021, è riuscita a determinare il movimenti di un gruppo di migranti dalla Polonia in Bielorussia, riaccendendo la luce su un caso difficile da trattare per via dello stato di emergenza al confine.

“Respingere le persone che cercano di ottenere asilo senza una valutazione individuale delle loro esigenze di protezione è contro la legislazione europea e internazionale”, ha dichiarato Eve Geddie, direttrice dell’ufficio per le istituzioni europee di Amnesty International.

Il ministro dell’interno polacco Mariusz Kaminski ha incontrato giovedì 30 settembre la commissaria europea Ylva Johansson, dichiarando successivamente che “alle azioni della Bielorussia è necessario rispondere fermamente da parte degli Stati membri dell’Ue”.

Non è chiaro se durante l’incontro si sia parlato anche della possibilità per la Polonia di accogliere le guardie di frontiera europee di Frontex per aiutare a gestire la situazione al confine con la Bielorussia. La richiesta è arrivata già venerdì 22 settembre, con l’esecutivo Ue che aveva esortato Varsavia a “proteggere le vite umane”.

Nel corso della scorsa settimana, infatti, tre persone sono morte appena attraversato il confine sul territorio polacco e un’altra appena prima, ancora in Bielorussia, mentre una quinta persona è stata ritrovata venerdì 22.

La Commissione aveva riconosciuto la situazione difficile in Polonia, ma aveva anche chiesto di portare avanti gli obblighi di frontiera senza mettere in pericolo vite umane o negando alle persone le cure necessarie.

Gli attivisti per i diritti umani hanno criticato la gestione dell’emergenza da parte di Varsavia, accusando il governo di operare respingimenti illegali e di non fornire adeguato sostegno medico, cibo e rifugio ai migranti che attraversavano il confine.

La zona di confine con la Bielorussia è sottoposta a stato di emergenza dall’inizio di settembre, risultando perciò inaccessibile per attivisti e media, che hanno comunque denunciato una situazione di difficoltà da parte dei migranti che avevano attraversato la frontiera.

Polonia, ci sono 30 migranti bloccati da settimane al confine con la Bielorussia

“Ci appelliamo alle autorità polacche perché garantiscano che gli stranieri che sono accampati a Usnarz Górny abbiano accesso al territorio della Repubblica di Polonia, cure mediche immediate, assistenza legale e sostegno psicologico e sociale” – scrive l’Ufficio dell’Alto Commissariato per …

Il governo manipola l’opinione pubblica

Il governo polacco ha cercato di condizionare l’opinione pubblica interna sul caso dei respingimenti di migranti, cercando di rappresentare le persone che attraversavano il confine con la Bielorussia come potenziali terroristi e maniaci sessuali.

Durante una sconvolgente conferenza stampa di lunedì 27 settembre, i ministri dell’interno e della difesa Mariusz Kaminski e Mariusz Błaszczak hanno mostrato un video, poi mandato in onda sulle televisioni nazionali, di un uomo che faceva sesso con un cavallo, sostenendo che fosse stato filmato nella zona di confine.

Inoltre, durante la stessa conferenza il ministro Kaminski ha sostenuto che, delle circa 200 persone esaminate dai servizi segreti polacchi alla frontiera, almeno 50 mostrassero segni di radicalismo islamico e potessero avere legami diretti con i talebani o con l’Isis.

Il governo ha tentato di manipolare l’opinione pubblica mostrando immagini contraffatte e polarizzanti, ha scritto il giornale conservatore Rzeczpospolita. “[Le immagini] avrebbero dovuto suscitare paura, odio, indignazione e appellarsi a stereotipi razzisti. Si mandano i militari contro i mostri, non contro le missioni umanitarie”, si legge nell’editoriale.