Migranti, la commissaria Ue Johansson: “Gli altri Stati mostrino solidarietà all’Italia”

Una delle barche arrivate a Lampedusa domenica 9 maggio. [EPA-EFE/ANSA]

La commissaria agli Affari interni ha avuto un colloquio con la ministra Lamorgese dopo i nuovi sbarchi a Lampedusa. L’Italia chiede di attivare entro l’estate un meccanismo temporaneo di solidarietà a livello Ue.

È necessario che i paesi europei mostrino solidarietà nei confronti dell’Italia dopo l’arrivo via mare di centinaia di migranti sulle spiagge di Lampedusa nel fine settimana. A dirlo è la commissaria europeo agli Affari Interni Ylva Johansson, durante la conferenza stampa con l’alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi.

“Quando vediamo un gran numero di persone arrivare in poco tempo, è necessario essere solidali nei confronti dell’Italia, e io invito gli altri Stati membri a dare il proprio supporto con i ricollocamenti” ha dichiarato Johansson. “Capisco che è più difficile nel corso di una pandemia, ma credo sia possibile, e che sia l’ora di mostrare solidarietà all’Italia e di aiutare in questa situazione”, ha continuato.

Il colloquio con Lamorgese

La commissaria europea per gli Affari interni ha avuto un colloquio telefonico con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese dopo i nuovi sbarchi a Lampedusa. Nel fine settimana sono saliti a 14 gli sbarchi in 18 ore che hanno portato a oltre 1.400 gli arrivi nell’hotspot.

Lamorgese ha spiegato che l’obiettivo immediato dell’Italia, in attesa della definizione del Patto su immigrazione ed asilo, è attivare entro l’estate un meccanismo temporaneo di solidarietà tra gli Stati europei per il ricollocamento. La titolare del Viminale ha illustrato a Johansson i numeri degli arrivi e le previsioni per i prossimi mesi.

Non si possono infatti attendere i tempi del contrastato negoziato in corso sul Patto europeo per l’immigrazione e l’asilo, ha sottolineato la ministra. Bisogna che anche gli altri Stati membri si facciano subito carico di accogliere automaticamente, sulla base di un meccanismo di quote condivise, i migranti soccorsi in mare.

Lamorgese e Johansson hanno poi discusso della missione congiunta a Tunisi programmata per il 20 maggio. L’obiettivo dell’incontro sarà cercare un accordo finalizzato a frenare le partenze ed aumentare i rimpatri, a fronte di un sostegno economico – cui parteciperà anche l’Europa – per la ripresa del Paese.

Grandi: “Il salvataggio in mare è un diritto”

Durante la conferenza stampa a Bruxelles l’alto commissario Unhcr Filippo Grandi ha ribadito che è fondamentale che ci sia una forma di meccanismo di ricerca e salvataggio in mare per i migranti guidato dai Paesi, in modo che siano sicure, prevedibili e ben coordinate. “Questo non avviene attualmente – ha aggiunto. Come ho detto di recente nella mia visita in Italia, è importante dare spazio alle iniziative delle Ong se sono ben coordinate, perché riempiono un vuoto importante”.

“Il salvataggio in mare è un diritto fondamentale e non negoziabile”, ha detto Grandi, sottolineando che “non c’è niente di male nel rafforzare la guardia costiera libica, ma questa non può essere l’unica istituzione libica a essere coinvolta perché se essere intercettati e portati indietro in Libia vuol dire subire abusi, non è giusto. Perciò devono essere coinvolte più istituzioni libiche, e questo ha chiaramente a che fare col processo di pace”.