Migranti, la commissaria Johansson in Bosnia: “È nostra responsabilità di gestire le migrazioni in modo ordinato”

La commissaria Ue Ylva Johansson in visita in Bosnia [Twitter]

Ylva Johansson, commissaria dell’Unione europea per gli affari interni, ha esortato ieri (giovedì 18 febbraio) la Bosnia a gestire correttamente i flussi migratori e a dividere equamente il peso della sua crisi migratoria in tutto il paese, se vuole rimanere in rotta per l’adesione all’Ue.

Circa 9.000 migranti provenienti da Asia, Medio Oriente e Nord Africa sono stati bloccati nel Paese balcanico durante il viaggio verso i paesi europei più ricchi. La maggior parte di loro sono concentrati nella zona nord-ovest della Bosnia, vicino al confine con la Croazia, e nella capitale Sarajevo.

“L’immigrazione è una delle 14 questioni prioritarie che devono essere affrontate per avere un futuro insieme all’Unione europea, e vediamo la necessità di una migliore condivisione degli oneri”, ha dichiarato Johansson, durante la visita a un campo di accoglienza per migranti a Lipa, nel nord-ovest della Bosnia, vicino al confine con la Croazia.

“È nostra responsabilità di gestire le migrazioni in modo ordinato, e fare in modo che che quelli che ne hanno diritto ottengano la protezione internazionale, mentre gli altri tornino nei paesi d’origine”, ha aggiunto.

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Il campo di Lipa ha recentemente riaperto dopo aver dovuto chiudere in seguito a un incendio alla fine di dicembre, lasciando più di mille persone a dormire in condizioni atmosferiche estreme, in case abbandonate e tende da campo nelle foreste, durante i mesi invernali.

Durante la sua visita, Johansson ha elogiato gli sforzi locali per ricostruire il campo di Lipa, ma ha sottolineato di voler portare “un forte messaggio sulla necessità di gestire correttamente la migrazione”.

“La migrazione non è qualcosa che finirà, è qualcosa che è sempre stata qui (nell’UE) e sempre sarà qui”, ha detto Johansson. Dall’inizio del 2018 l’Ue ha fornito più di 88 milioni di euro per aiutare la Bosnia a gestire la crisi dei migranti.