Migranti, incendio nel campo di Moria: l’Ue finanzia il trasferimento di 400 minori non accompagnati

Fire at Moria refugee camp in Greece [EPA-EFE/STRATIS BALASKAS]

Nel campo vivevano quasi 13 mila persone, un numero quattro volte superiore alla capienza autorizzata. Questa tragedia è il simbolo del fallimento delle politiche europee di questi anni denunciano le Ong.

In migliaia sono fuggiti dal campo di Moria, il più grande campo profughi d’Europa, sull’isola di Lesbo, dopo che la struttura è stata completamente avvolta dalle fiamme. Il campo in lockdown dallo scorso 21 marzo (i rifugiati possono uscire solo se in possesso di un’autorizzazione) accoglie quasi 13mila persone ammassate l’una sull’altra, malgrado la capienza autorizzata sia di 3500 persone.

Secondo gli ultimi aggiornamenti non ci sarebbero vittime. Molti migranti, spaventati dall’accaduto, si sarebbero messi in fuga nella notte, senza una direzione. Inizialmente si era ipotizzato che i roghi fossero scoppiati durante una protesta contro l’isolamento imposto dal governo greco. L’ipotesi però è stata smentita dalle autorità locali.

“L’intero posto è stato avvolto dalle fiamme, abbiamo visto un esodo di persone da un inferno ardente.  Bambini spaventati e genitori sotto schock. Stiamo lavorando per rispondere ai loro bisogni”, ha raccontato Marco Sandrone capo progetto di Medici senza frontiere a Lesbo.

Circa un terzo dei migranti presenti sono bambini o poco più che adolescenti. Molti di loro sono arrivati a Lesbo da soli e nel campo subiscono ogni sorta di sfruttamento o violenza. Secondo le testimoniato delle Ong che operano nell’isola gli episodi di autolesionismo e i tentativi di suicidio sono numerosi.

“L’Unione europea è pronta a finanziare il trasferimento e l’accoglienza per 400 minori non accompagnati rimasti coinvolti dall’incendio nel campo migranti di Moria”, ha annunciato su Twitter la commissaria europea per le Politiche migratorie, Ylva Johansson. “Ho già concordato il finanziamento per il loro immediato trasferimento e l’accoglienza sulla terraferma. La sicurezza e l’accoglienza di tutte le persone a Moria è la priorità”.

“Quello che è accaduto a Moria è un disastro umanitario. Dobbiamo chiarire al più presto con la Commissione europea e gli altri Paesi membri Ue che collaborano come sostenere la Grecia. Questo include anche la distribuzione dei rifugiati tra coloro nell’Ue che intendono accettare l’ingresso”,ha aggiunto il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas.

La risposta dell’Europa arriva tardi e le parole di solidarietà non assolvono i leader dell’Unione dalle loro responsabilità. Quella che si che si sta consumando a Lesbo è una tragedia annunciata che si poteva evitare denunciano le Ong. “È il simbolo del fallimento delle politiche adottate dall’Unione europea e dagli Stati membri nella gestione della crisi migratoria negli ultimi anni – ha dichiarato Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –. Senza ignorare le responsabilità del governo greco, adesso serve un’immediata indagine da parte del Parlamento europeo che accerti le responsabilità delle istituzioni europee e dei suoi Stati membri, che hanno portato alla pessima gestione dei campi sponsorizzati dall’Ue nelle isole greche”.