Migranti, in migliaia nella neve in Bosnia. L’Ue: “Condizioni inaccettabili”

Alcuni migranti si riscaldano davanti al fuoco di un falò il primo gennaio 2021 fuori dal campo profughi di Lipa distrutto da un incendio. EPA-EFE/FEHIM DEMIR

Le condizioni di vita di centinaia di migranti in Bosnia, al confine con l’Unione europea, sono “del tutto inaccettabili”, secondo l’ambasciatore dell’Ue in Bosnia Erzegovina Johann Sattler. I migranti sono rimasti senza riparo e esposti alle intemperie invernali dopo l’incendio che ha distrutto il campo vicino alla città nord-occidentale di Bihac.

Il Natale 2020 sarà ricordato per l’accordo sulla Brexit e per le restrizioni imposte in quasi tutta Europa per le feste per limitare la diffusione dei contagi. Migliaia di profughi che tentano di raggiungere l’Ue dalla rotta balcanica invece lo ricorderanno come il Natale passato al freddo e senza riparo. “La situazione è del tutto inaccettabile”, ha detto Sattler, l’ambasciatore dell’Ue in Bosnia-Erzegovina, riferendosi al fatto che migliaia di persone sono rimaste senza riparo, in mezzo alla neve, senza cibo né acqua. “Le vite e i diritti umani fondamentali di molte centinaia di persone sono seriamente compromessi”, ha aggiunto dopo un incontro con il ministro della sicurezza bosniaco Selmo Cikotic.

Il 23 dicembre, un incendio ha inghiottito il centro per gli immigrati di Lipa, nella Bosnia nord-occidentale. Non ci sono state vittime dell’incendio, ma gran parte delle strutture del sito sono andate distrutte. L’incidente ha aggravato la crisi su dove ospitare migliaia di migranti, poiché le autorità bosniache non sono riuscite a trovare una nuova sistemazione per i migranti rimasti senza un tetto. L’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, ha chiesto alle autorità bosniache di garantire al più presto la sistemazione nel campo di Bira, a Bihac, dei migranti evacuati dal precedente campo distrutto dall’incendio. La Ue ha infatti messo a disposizione 3,5 milioni di euro per il pieno allestimento del centro di accoglienza di Bira.

La Bosnia si trova sulla cosiddetta rotta dei Balcani, utilizzata dal 2018 da decine di migliaia di migranti che si dirigono verso l’Europa occidentale in fuga dalla guerra e dalla povertà in Medio Oriente, Asia e Africa. Attualmente il paese ospita circa 8.500 migranti che però vivono in condizioni critiche.

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La polizia ritiene che l’incendio del 23 dicembre sia stato appiccato deliberatamente dai migranti, come era avvenuto a Moria in Grecia, a settembre. Il copione sembra molto simile: condizioni di vita insostenibili, incendi appiccati per protesta, migliaia di persone che si trovano senza nulla per la strada, proteste dei residenti che non vogliono un nuovo campo vicino a casa.
Il motivo scatenante del gesto sarebbe stata la decisione dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) dell’ONU, che gestiva il campo, di abbandonarlo perché le autorità bosniache non avevano rispettato la promessa di attrezzarlo per i rigori dell’inverno. Il centro Lipa, è stato abbandonato dall’ONU perché ritenuto inadeguato alla sopravvivenza delle persone: era privo di elettricità, di fognature e di acqua corrente e del tutto inadeguato a riparare i migranti dal freddo dell’inverno.

L’Oim ha abbandonato il campo in segno di protesta e dissenso rispetto al fatto che non era stato fatto nulla per ospitare le persone durante i freddi mesi invernali. In generale, il campo, aperto in aprile, non era ancora stato collegato alla corrente elettrica o all’acqua corrente e le condizioni degli “ospiti” non si potevano dunque considerare dignitose.
Alla decisione di abbandonare la struttura, però, ha fatto seguito la decisione di chiudere il campo di Lipa per adattarlo alle condizioni invernali e per farne un centro di accoglienza stabile. In segno di protesta, però, alcuni migranti hanno appiccato il rogo. La conseguenza di tutto questo è che migliaia di profughi si trovano da Natale senza alcun riparo, senza assistenza e senza cibo. Vivono nei boschi alle porta dell’Europa, in mezzo alla neve.
Sattler ha incontrato sabato il ministro bosniaco Cikotic insieme agli ambasciatori di Austria, Italia e Germania, secondo una dichiarazione rilasciata dalla delegazione dell’UE a Sarajevo.
L’obiettivo dell’incontro era “discutere soluzioni urgenti per la situazione migratoria estremamente preoccupante”.

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