Migranti, in centinaia scavalcano la recinzione dell’enclave spagnola di Melilla

I migranti che sono riusciti a saltare la recinzione di confine con il Marocco, a Melilla, 22 luglio 2021. [EPA-EFE/PAQUI SANCHEZ]

Più di 230 migranti provenienti dall’Africa subsahariana sono riusciti ad entrare a Melilla nelle prime ore di giovedì dopo essere riusciti a saltare la recinzione che segna il confine tra il Marocco e l’enclave spagnola in Africa.

Armati di uncini, circa 300 migranti hanno tentato di saltare la recinzione alta sei metri che funge da confine tra l’Africa e l’Ue. Entrando nell’enclave spagnola in Africa non devono attraversare il Mediterraneo e rischiare un naufragio per mettere piede nell’Unione Europea, ma spesso è comunque complicato.  Solo 238 sono riusciti a passare dall’altra parte.
Ci sono stati diversi feriti, secondo la delegazione del governo centrale di Melilla, tra cui tre uomini della Guardia civil che hanno tentato di impedire ai migranti di saltare.
Gridando “vittoria” e “asilo”, gli oltre 200 migranti hanno attraversato la città di Melilla per raggiungere il centro temporaneo per migranti, dove dovranno rimanere per il periodo della quarantena a causa della pandemia di coronavirus.
La settimana scorsa, due gruppi di più di 100 migranti sono riusciti a saltare la recinzione nonostante il confine spagnolo sia stato rinforzato dopo l’arrivo di migliaia di migranti dal Marocco nel maggio di quest’anno.

Secondo l’analisi pubblicata dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo) sono state circa 37.800 le domande di protezione internazionale presentate nell’UE nel maggio 2021 da migranti provenienti da Siria, Afghanistan, Pakistan, Iraq e Nigeria. L’analisi sottolinea anche come i cittadini di Marocco, Tunisia e Algeria abbiano presentato sorprendentemente poche domande di asilo nell’ultimo anno, in proporzione al numero di arrivi che sono stati rilevati di persone con queste nazionalità.
Sono cioè molti i cittadini di Marocco, Tunisia e Algeria che hanno attraversato illegalmente le frontiere esterne dell’UE negli ultimi 12 mesi. Tuttavia, sorprendentemente, hanno presentato molte meno domande di asilo rispetto ai cittadini che vengono da altre parti dell’Africa e del mondo, “probabilmente a causa dei bassi tassi di riconoscimento della protezione internazionale per queste nazionalità”. Nel mese di maggio 2021, il 32% delle domande di protezione internazionale ha ottenuto un esito favorevole; le statistiche ci dicono che è particolarmente probabile che la protezione sia riconosciuta agli eritrei (80%), ai siriani (75%) e ai somali (59%).

Nel frattempo, i migranti dal Nord Africa continuano anche ad arrivare nei paesi Ue via mare: l’hotspot di Lampedusa è di nuovo al collasso dopo gli sbarchi degli ultimi giorni.