Migranti, il Consiglio Ue lavora per migliorare la cooperazione con i Paesi di transito

La commissaria europea per gli affari interni Ylva Johansson (a sinistra) e il ministro degli interni portoghese Eduardo Cabrita (a destra). [EPA-EFE/JULIEN WARNAND]

Al Consiglio affari esteri del 7 e 8 giugno si è discusso di come migliorare la cooperazione con i Paesi di transito nel nuovo Patto per la migrazione e l’asilo, oltre a valutare la strategia Schengen migliorata e affrontare il tema della sicurezza interna legato all’intelligenza artificiale.

Uno degli aspetti chiave del Patto per la migrazione e l’asilo resta la dimensione esterna. Gli Stati membri hanno evidenziato un sostegno importante allo sviluppo e all’ulteriore rafforzamento della cooperazione con i paesi d’origine e di transito, nonché all’attuazione di partenariati globali, su misura e reciprocamente vantaggiosi con i principali partner.

Per quanto riguarda la dimensione interna, i lavori sono proseguiti sul regolamento relativo all’asilo e alla gestione della migrazione, su quello relativo alla procedura d’asilo e sullo screening. Durante queste discussioni, tutti gli Stati membri hanno potuto confermare il loro impegno generale a sostenersi a vicenda e a offrire contributi di solidarietà, in caso di pressione su uno degli Stati membri.

Il Consiglio ha sottolineato, ancora una volta, l’importante accordo raggiunto riguardo alla direttiva sulla Carta blu. Questo accordo ha concretizzato una delle priorità della presidenza portoghese: lavorare sulla gestione della migrazione legale e la necessaria corrispondenza tra i bisogni dei mercati del lavoro dell’Ue e le risorse qualificate che arrivano in Europa in modo legale e ordinato.

Gli Stati membri hanno parlato anche della nuova strategia Schengen, presentata il 2 giugno, che prevede di riportare pienamente in funzione l’area, integrando anche le lezioni apprese nel periodo del Covid-19 sulla cooperazione transnazionale.

Infine, si è discusso dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare la sicurezza, garantendo però contemporaneamente il rispetto dei diritti fondamentali. È stato affrontato il tema della lotta alla criminalità organizzata e la riforma di Europol.

“Sul punto sicurezza, la riunione di oggi ci ha permesso di seguire una serie di tematiche prioritarie per la presidenza portoghese, dal progresso significativo riguardo il nuovo mandato di Europol, presentato lo scorso settembre e molto vicino a un accordo, a una valutazione sulla dimensione di cooperazione in settori come l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, nell’ambito delle nuove proposte della Commissione, passando al coordinamento del gruppo europeo antiterrorismo”, ha detto il ministro degli interni portoghese Eduardo Cabrita.

“Per quanto riguarda la sicurezza interna europea, abbiamo discusso approfonditamente del modo di affrontare il crimine organizzato nel mondo post-Covid”, ha detto la commissaria europea agli affari interni Ylva Johansson. “In particolare il lavoro che può svolgere Europol in merito. Abbiamo anche parlato del lavoro compiuto sull’intelligenza artificiale.

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