Migranti, Frontex sperimenta nuovi sistemi di sorveglianza nel Mediterraneo

Un gommone intercettato il 12 agosto a largo della costa spagnola. [EPA-EFE/Spanish Air Force]

Frontex, l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera dell’Ue, sta provando nuove attrezzature di sorveglianza ad alta tecnologia per intercettare le barche con a bordo migranti a largo del Mediterraneo.

Un sistema di palloni dotati di telecamere è in fase di test presso l’aeroporto di Alexandroupolis, vicino al confine terrestre greco-turco nel nord-est della Grecia, e sull’isola di Limnos, con l’obiettivo di dare ai funzionari di frontiera una visione più chiara delle barche in avvicinamento.

Il mix di telecamere e sensori termovisivi con collegamenti ai transponder delle navi e alle comunicazioni satellitari dà ai funzionari una visione in tempo reale nel raggio di 60 km (40 miglia) di mare, che copre 40.000 km quadrati (15.000 miglia quadrate). “La sorveglianza delle frontiere nell’area marittima dovrebbe essere notevolmente migliorata grazie a questo sistema innovativo”, ha detto il portavoce di Frontex Piotr Switalski. Più di 400 funzionari di Frontex con diverse decine di veicoli, tra cui alcuni dotati di tecnologia termovisiva, e otto navi pattuglia, sono di stanza in Grecia.

La ripresa dei flussi

Dopo un rallentamento l’anno scorso, a seguito della pandemia, gli arrivi di migranti irregolari nell’Ue attraverso i Balcani occidentali quest’anno sono quasi raddoppiati, ha spiegato Frontex. Gli arrivi in Grecia, in particolare, hanno avuto un picco a luglio con circa 1.000 rilevamenti. Si tratta di una situazione molto diversa da quella del 2015, quando più di 1 milione di persone, provenienti principalmente da Afghanistan, Siria e Iraq, passarono attraverso la Grecia. Da gennaio a luglio, infatti, secondo i calcoli di Frontex i migranti transitati attraverso la rotta balcanica sono circa 22.600.

Tuttavia secondo l’agenzia europea si tratta di una situazione “delicata”, anche perché con l’Afghanistan nel caos i numeri potrebbero salire rapidamente. A questo proposito il ministro greco all’Immigrazione e all’asilo Notis Mitarachi questa settimana ha detto che l’Ue non può gestire un’altra grande crisi migratoria. Secondo Mitarachi, per evitare che si ripeta quanto accaduto nel 2015, l’Ue dovrebbe offrire più sostegno alla Turchia per “mitigare la pressione” degli arrivi dall’Afghanistan.

Sempre secondo i dati di Frontex, da gennaio a luglio, è stato registrato un aumento di arrivi del 96% in più sulla rotta del Mediterraneo centrale rispetto allo stesso periodo del 2020. A luglio, sono stati registrati 7.600 attraversamenti delle frontiere, più o meno in linea col luglio 2020. Questo porta il totale per i primi sette mesi a 30.800. In Europa, il numero di arrivi, nei primi sette mesi del 2021, ha sforato quota 82.000, il 59% in più rispetto al 2020. A luglio gli arrivi sono stati 17.300, il 33% in più rispetto al luglio 2020, e quelli sulla rotta del Mediterraneo centrale hanno rappresentato la quota più elevata.

I due vertici Ue

Intanto lunedì 16 agosto i ministri degli Interni del blocco saranno chiamati a discutere in videoconferenza dell’ondata di migranti che, passando attraverso la Bielorussia, si stanno riversando in Lituania. Il 31 agosto invece la Commissione Ue ha convocato una riunione dedicata alla situazione del flusso di migranti nel Mediterraneo centrale, ed in particolare verso l’Italia. All’incontro si dovrebbe discutere delle operazioni di ricerca e soccorso in mare e dello spinoso tema dei ricollocamenti.

“Il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo contiene cornici strutturali e prevedibili per affrontare la ricerca e il salvataggio” dei migranti in mare, ha ribadito la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, precisando che “in attesa della conclusione dei negoziati in corso, la Commissione europea continua a richiedere e coordinare il sostegno volontario di tutti gli Stati membri all’Italia”.

Martedì 17 agosto invece ci sarà una riunione virtuale straordinaria dei ministri degli Esteri dell’Ue per una prima valutazione, in seguito agli sviluppi in Afghanistan. Lo ha annunciato su Twitter l’alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Josep Borrell.