Migranti, 18 Stati Ue adottano il meccanismo di solidarietà sull’accoglienza

Migranti sbarcano dalla nave Sea Eye 4 al porto di Messina. [EPA-EFE/CARMELO IMBESI]

18 Stati membri dell’Ue e tre associati hanno adottato una dichiarazione sull’attuazione di un meccanismo temporaneo di solidarietà per rispondere alle difficoltà nella gestione dei flussi migratori da parte di alcuni Paesi di primo ingresso.

La presidenza francese del Consiglio dell’Ue ha trovato un accordo in sede Coreper riguardo l’attuazione di un meccanismo temporaneo di solidarietà, che servirà a rispondere alle difficoltà dei Paesi di primo ingresso nel gestire i flussi migratori.

L’accordo definisce una quota annuale di ricollocamenti, con impegni presentati individualmente da ogni Stati membro sulla base di obiettivi legati a Pil e popolazione. Inoltre, i firmatari possono esprimere preferenze sulla base di nazionalità e vulnerabilità dei migranti.

In alternativa, gli Stati potranno scegliere di non accogliere migranti e finanziare invece con contributi diretti i Paesi di prima accoglienza: in questo caso sarà la Commissione Ue a decidere come distribuire questi soldi.

L’accordo è stato firmato da 18 Stati membri dell’Ue: Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Spagna, Finlandia, Francia, Croazia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Portogallo e Romania. Inoltre, la dichiarazione è stata adottata anche da tre associati: Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.

La Commissione organizzerà lunedì 27 giugno un incontro relativo alla ‘piattaforma sulla solidarietà’ allo scopo di implementare rapidamente il meccanismo e fare il punto dei contributi.

Queste decisioni riflettono quanto stabilito durante il Consiglio affari interni del 10 giugno: si tratta di un passo avanti nell’ambito dell’approccio graduale che la presidenza francese ha proposto per riformare la politica europea di migrazione e asilo.

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Regolamenti sui controlli

Con il testo concordato, sarà possibile controllare più facilmente i movimenti irregolari e i rimpatri saranno resi più semplici. Sarà possibile, attraverso l’uso del database Eurodac, avere accesso non solo alle richieste di asilo ma anche alle impronte digitali e altri dati biometrici dei richiedenti, in modo da evitare richieste multiple.

Sempre a tal proposito, il testo concordato determina che il controllo alle frontiere esterne sarà obblgatorio per tutte le persone che non soddisfano le condizioni per l’ingresso, incluso chi intende chiedere protezione internazionale.

Saranno perciò compresi anche coloro che sono stati sorpresi durante un attraversamento illegale via terra, mare o aria. Il processo di controllo consisterà nell’identificazione e nei controlli di sicurezza, ma anche di salute e vulnerabilità. Al termine, la persona sarà deferita all’autorità competente: asilo oppure, se necessario, ricollocazione o rimpatrio.