Maersk Etienne: l’Ue chiede agli Stati di far sbarcare i naufraghi dopo oltre un mese

Un migrante su una nave di soccorso. EPA-EFE/FRANCISCO GENTICO

Da più di un mese 27 persone sono bloccate a bordo della nave cargo Maersk Etienne, dopo essere state tratte in salvo dall’equipaggio il 4 agosto. In tutto questo tempo, non sono stati fatti sbarcare.

Da 34 giorni sono ancorati davanti a Marsaxlokk, un villaggio di pescatori nel sud-est di Malta, senza l’autorizzazione a sbarcare. Il capitano del cargo che batte bandiera danese, Volodymyr Yeroshkin, ha lanciato anche un video messaggio in cui spiega che la situazione a bordo non è sostenibile e che i 21 membri dell’equipaggio non erano preparati a fornire assistenza medica e assistenza in generale a dei naufraghi: “Il cargo non è stato costruito e dunque non è equipaggiato per tenere a bordo dei passeggeri e nessuno dei marinai è qualificato per fornire cure medica e assistenza ai naufraghi”. Intanto a bordo il clima è sempre più teso: domenica in tre si sono lanciati in mare e sono stati salvati dall’equipaggio. Tra l’altro, “il cargo è paralizzato e non può andare da nessuna parte”. In questo caso vale la pena notare che la Maersk è tra i più grandi armatori al mondo. 

È stato diffuso un appello congiunto di Unhcr (L’Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati), Oim (l’Organizzazione internazionale per le migrazioni), e Ics, (la Camera internazionale di navigazione che è la principale associazione internazionale per l’industria navale). Le tre organizzazioni chiedono «lo sbarco immediato di 27 persone soccorse e bloccate a bordo di una nave cargo. Il gruppo, di cui fanno parte un bambino e una donna incinta, è sotto shock, trovandosi ormai a bordo della Maersk Etienne da oltre un mese». Secondo le tre organizzazioni, «i governi si sono rifiutati di autorizzare il comandante della nave a far sbarcare i migranti e i rifugiati fuggiti dalla Libia, violando il diritto internazionale. I membri dell’equipaggio condividono cibo, acqua e coperte coi naufraghi soccorsi. Tuttavia, non sono opportunamente formati né in grado di assicurare assistenza medica a quanti ne abbiano necessità. Le imbarcazioni mercantili non costituiscono un ambiente sicuro per queste persone vulnerabili, le quali devono essere condotte immediatamente presso un porto sicuro».

Per quanto riguarda il Parlamento europeo, si è mosso l’eurodeputato del Partito socialdemocratico tedesco (Spd) Dietmar Köster, che insieme ad altri 28 colleghi – tra cui Pietro Bartolo, Pierfrancesco Majorino e Massimiliano Smeriglio – ha scritto al governo di Malta chiedendo di sbarcare immediatamente i migranti.

Anche la Commissione europea sta provando a trovare governi disposti ad accogliere i 27 migranti. Ieri (7 settembre) un portavoce della Commissione ha rinnovato l’appello ai paesi membri a «lavorare insieme» affinché le persone sbarchino rapidamente: “Una volta soccorse, le persone devono essere fatte sbarcare rapidamente per assicurare la loro sicurezza e quella dell’equipaggio della nave che conduce il salvataggio. Chiediamo con urgenza agli Stati membri di lavorare insieme affinché questo accada, con spirito di solidarietà e responsabilità collettiva. Gli Stati costieri hanno responsabilità essenziali, ma non devono essere lasciati soli”.

Si tratta dell’ennesimo caso in cui la paralisi dell’Ue è dovuta al comportamento degli Stati nazionali e in cui emerge con chiarezza l’urgenza di una politica europea dell’immigrazione.