In Libia c’è maggiore stabilità politica ma aumenta l’esodo dei migranti

Una delle due barche da 415 migranti totali a bordo, a Lampedusa nel maggio 2021. [ANSA/EPA/EFE]

Anche se la violenza nel paese nordafricano è diminuita, il numero di persone che fuggono verso l’Europa, intercettate fino ad ora, secondo gli esperti è raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2020. Le motivazioni.

L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) sostiene che quest’anno 20.257 persone sono state intercettate in mare e riportate in Libia finora. Il paese nordafricano rimane uno dei principali punti di partenza per decine di migliaia di migranti, soprattutto dall’Africa sub-sahariana, che vogliono tentare la pericolosa traversata del Mediterraneo.

La maggior parte cerca di raggiungere la costa italiana a circa 300 chilometri di distanza. Un ufficiale della marina libica ha parlato all’Afp di un “aumento del 100% delle partenze da gennaio a luglio” rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, senza fornire cifre. L’avvocato Anwar al-Werfalli, specialista in diritto delle migrazioni, attribuisce l’aumento del numero di migranti “in particolare alla fine dei combattimenti” in Libia.

La rivolta del 2011 che ha portato alla caduta e alla morte del dittatore Muammar Gheddafi ha gettato il paese nel caos e in anni di lotte intestine tra milizie. Il cessate il fuoco mediato dalle Nazioni Unite nell’ottobre 2020 è stato comunque generalmente rispettato, e un governo di transizione si è insediato quest’anno.

Werfalli ha detto che questo ha creato una certa “stabilità che, anche se relativa, incoraggia i migranti a intraprendere la traversata”, considerato che la rotta del Mediterraneo centrale, tra la Libia e l’Italia (o Malta), è di gran lunga la più mortale del mondo secondo i dati dell’Oim.

I trafficanti di persone

La tragedia più recente è avvenuta il mese scorso, quando almeno 57 migranti sono annegati. Secondo l’agenzia Onu per i rifugiati Unhcr, più di 10.000 migranti e rifugiati sono sbarcati in Italia nei primi quattro mesi del 2021, con un aumento di circa il 170 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020.

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Werfalli ha detto che i trafficanti di esseri umani hanno incrementato le partenze “per compensare il calo durante i molti mesi di blocco” per la pandemia di Covid-19. “Molti migranti che avevano dovuto rinviare il viaggio ora sono ora di nuovo in cammino”, ha affermato.

Miloud el-Hajj, professore di relazioni internazionali, ha detto all’Afp che i trafficanti hanno sfruttato il conflitto in Libia, al punto che il paese è diventato un hub per il traffico di essere umani. La violenza e uno Stato al collasso “hanno incoraggiato la traversata” verso l’Europa, ma hanno anche “spaventato i migranti che si preoccupavano di essere trattati male o rapiti”, ha spiegato. Non a caso la guardia costiera libica è stata a lungo accusata di maltrattamenti.

Alla fine di giugno, l’associazione tedesca Sea-Watch ha diffuso le immagini aeree di una nave della guardia costiera libica che sparava colpi verso una barca con a bordo circa 50 migranti, ad una distanza di circa due o tre metri dalla prua. Abdel Rahman al-Mahmoudi, ex ufficiale della marina libica, ha detto che il paese “ha bisogno di aiuti internazionali per far fronte al flusso infinito di migranti”.

Tuttavia, l’Unione europea e l’Italia hanno per anni finanziato, addestrato ed equipaggiato la guardia costiera libica per fermare i trafficanti che mandano i migranti in Europa su barche di fortuna. Quelli intercettati in mare e riportati in Libia vengono messi in centri di detenzione dove subiscono ogni sorta di violenza.

Il diritto marittimo internazionale dice che coloro che vengono salvati in mare dovrebbero essere sbarcati in un porto sicuro. Le Nazioni Unite non considerano sicuri i porti della Libia, ma le autorità libiche dicono che non hanno risorse e personale sufficienti per affrontare il problema.