Immigrazione illegale, l’Ue vuole bloccare finanziamenti e visti per i Paesi che incoraggiano le partenze

Un centro per i migranti a Vydeniai, in Lituania. Nel Paese sono arrivate quasi 4 mila persone dall'inizio dell'anno, un numero mai visto prima. [EPA-EFE/TOMS KALNINS]

Per contrastare il traffico di essere umani Bruxelles vuole colpire gli Stati che favoriscono l’immigrazione illegale, tagliando i finanziamenti destinati a questi Paesi e i visti.

È questa la principale proposta del piano d’azione europeo contro il traffico di migranti, presentato mercoledì 29 settembre, che prevede anche un rafforzamento delle partnership di cooperazione con i Paesi terzi.

Il fronte più caldo in questa fase è quello bielorusso. Il regime di Lukashenko infatti sta spingendo migliaia di migranti dal Medio Oriente e dall’Afghanistan verso Polonia, Lituania e Lettonia in risposta alle sanzioni Ue. Per questo Bruxelles ha proposto una parziale sospensione dell’accordo di facilitazione dei visti Ue-Bielorussia per i funzionari del regime di Minsk.

“Abbiamo compiuto importanti progressi per quanto riguarda il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo e gli avvenimenti recenti ci indicano quanto sia urgente compiere progressi su proposte fortemente equilibrate: le proposte relative allo screening e a Eurodac consentiranno di effettuare verifiche adeguate su tutti coloro che arrivano nell’Ue, venendo nel contempo completate dalle nostre proposte relative alla solidarietà – ha sottolineato la commissaria per gli Affari interni Ylva Johansson – .Raggiungere un accordo sul nostro regolamento sul quadro per il reinsediamento aiuterà l’Europa a esprimersi con una voce più decisa sulla scena mondiale, mostrando come l’Ue e gli Stati membri offrono nella pratica protezione alle persone che ne hanno bisogno. Ora che abbiamo trovato un equilibrio, abbiamo bisogno di risultati concreti.”

La Commissione, in collaborazione con l’Alto rappresentante dell’Ue, intende anche sviluppare partenariati operativi per la lotta contro il traffico di migranti, potenziare tutti gli strumenti operativi, giuridici, diplomatici e finanziari a disposizione dell’Ue per rispondere alla strumentalizzazione della migrazione irregolare da parte degli attori statali e migliorare l’attuazione del quadro giuridico per sanzionare i trafficanti, anche attraverso il protocollo delle Nazioni Unite.

Il piano presentato dall’esecutivo Ue mira ad ampliare ulteriormente tutti gli strumenti operativi, giuridici, diplomatici e finanziari, anche adottando misure conseguenti in vari settori politici, ad esempio visti, commercio, sviluppo, assistenza finanziaria e altro, come nel caso della parziale sospensione dell’accordo con Minsk.

“Le proposte del patto, se adottate, potrebbero migliorare notevolmente la capacità degli Stati membri di affrontare una vasta gamma di problematiche attualmente presenti – ha detto il vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo Margaritis Schinas Se c’è qualcosa che abbiamo imparato negli ultimi anni è che in tali situazioni agire individualmente non è un’opzione praticabile. È giunto il momento di unire le forze per trovare soluzioni”.